Campania contendibile? Il centrodestra ha sprecato mesi preziosi: è senza candidato e senza programma

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di Marco Cesario

Da mesi il centrodestra martella con un solo mantra: la Campania è contendibile, il centrosinistra non è imbattibile, la partita si può giocare. A parole. Nei fatti, a due mesi dalle elezioni di novembre, la coalizione che dovrebbe incarnare l’alternativa si presenta come un guscio vuoto: divisa, lenta, incapace di proporre un candidato e soprattutto di raccontare una visione.

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L’occasione, questa volta, c’era davvero. Mentre il centrosinistra si accapigliava con Vincenzo De Luca e si spaccava sull’investitura di Roberto Fico, il centrodestra aveva davanti a sé un’autostrada: bastava scegliere un nome, lanciarlo, costruire intorno a lui una campagna capace di occupare il campo lasciato libero dagli avversari. Invece, niente. La paralisi. Le solite risse di condominio, i soliti calcoli da retrobottega. Il candidato? Ancora non pervenuto.

Anzi, è passata la sensazione che il centrodestra non volesse davvero giocare la partita. Che aspettasse, guardingo, di capire chi sarebbe stato l’avversario per decidere se valesse la pena combattere o se fosse meglio mandare allo sbaraglio un nome di bandiera, destinato alla sconfitta ma utile per non bruciare pezzi da novanta in vista delle Politiche. È questo il concetto di contendibilità? Presentarsi con l’aria di chi ha già un piede fuori dal campo?

E poi c’è la questione più pesante: il programma. Dove sta il programma del centrodestra? A parole, critiche sulla sanità e sui trasporti non mancano. Ma una proposta, un’idea concreta su come cambiare questi due settori che toccano la vita quotidiana dei cittadini, non è arrivata. Zero assoluto. Il centrosinistra, piaccia o no, un programma ce l’ha: quello di De Luca, fatto di progetti e cantieri, ospedali e infrastrutture. Almeno chi lo vota sa che cosa vota.

Ad oggi, tutte le dichiarazioni del centrodestra si sono ridotte a un solo registro: contestare il “deluchismo”, i giochi di potere, la spartizione delle poltrone. Si prova a denigrare l’altro, a demolirlo. Politicamente può anche starci: è la dialettica dello scontro. Ma in una regione dove i cittadini chiedono risposte su temi concreti, si può davvero pensare che la critica sterile basti a risultare più convincenti? Senza idee, senza un disegno alternativo, il rischio è che il centrodestra resti intrappolato nella caricatura dell’opposizione: sempre pronto a puntare il dito, mai capace di indicare una strada.

Il risultato? Si ridurrà tutto agli ultimi due mesi di campagna, compressi, improvvisati, senza il tempo né la credibilità per convincere davvero. E allora viene spontanea la domanda: una coalizione che pretende di essere l’alternativa, ma che non riesce a darsi un candidato, un programma e un orizzonte, che tipo di futuro può offrire ai campani? La risposta la lasciamo alle urne.

domenica, 7 Settembre 2025 - 16:52
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