«Era ora che finisse l’inferno»: arrestato il padre che perseguitava la figlia perché lesbica


Le urla in pieno centro storico, tra i tavolini di un bar di Chiaia. «Devi cambiare cognome», ripeteva ossessivamente, davanti ai clienti attoniti, a sua figlia che in quel momento era al lavoro dietro al bancone. Non era la prima volta. L’omosessualità della 24enne non l’aveva mai accettata: discussioni, insulti, violenze verbali erano ormai diventati il copione quotidiano di una convivenza familiare tossica.

Dopo quella sfuriata, l’uomo – 51 anni – se n’è andato. Ma poche ore dopo è tornato alla carica. Questa volta non in un bar, ma sotto casa della figlia e della madre, nel cuore della città. Pugni alla porta, minacce urlate sulle scale, tentativi di sfondare l’ingresso. Madre e figlia, terrorizzate, si sono barricate dentro.

I carabinieri della Compagnia Centro, impegnati nei controlli sulla movida tra Santa Chiara e Chiaia, sono intervenuti in tempo: lo hanno fermato proprio mentre cercava di abbattere la porta. Anche davanti ai militari ha continuato a minacciare la figlia, arrivando a prometterle la morte. È stato arrestato e trasferito in carcere. Dovrà rispondere di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

La 24enne, intervistata dal Tg3, ha trovato la forza di raccontare il suo calvario: «Posso dire di stare tanto tranquilla e di stare in pace. Era ora che questo inferno finisse. Quando ha iniziato a convivere con mia madre è stato tragico». Poi un ricordo amaro, diventato simbolico: «Voleva che io cambiassi cognome. Vorrei che il suo cognome con me cambiasse generazione. Crescere i miei futuri figli come si deve».

Il suo appello è un grido di coraggio: «Vorrei che tutti prendessero la forza di denunciare e di non mollare mai la presa. Nessuno è sbagliato a prescindere dal proprio colore della pelle e dall’orientamento sessuale».

Non è un caso isolato. Solo pochi mesi fa, a Ercolano, una coppia di coniugi era stata arrestata per aver sequestrato in casa la figlia 19enne, colpevole – ai loro occhi – di avere una compagna in transizione di genere. A Poggioreale, un padre aveva picchiato il figlio sedicenne con una chiave inglese, anche lui “colpevole” di essere gay.

martedì, 9 Settembre 2025 - 09:12
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