Eav, dipendente ingerì liquido corrosivo: assolti presidente De Gregorio e responsabile dell’officina di Quarto

Circum De Gregorio
di Manuela Galletta

Giuseppe non può più alimentarsi autonomamente. L’ingestione di un liquido caustico lo costringe a doversi “appoggiare” a un sondino che consente di nutrirsi direttamente attraverso l’intestino. Tutta colpa di un incidente sul lavoro, avvenuto il 12 marzo del 2018 nell’officina dell’Eav (l’azienda di trasporto pubblico regionale) a Quarto. Un incidente che però non può in alcun modo attribuirsi al presidente dell’Eav Umberto De Gregorio, come invece assumeva la procura della Repubblica di Napoli: nella giornata di ieri il giudice monocratico Stefania Daniele della sesta sezione penale del Tribunale di Napoli ha assolto, con la formula «perché il fatto non sussiste», De Gregorio dall’accusa di concorso in lesioni colpose gravi.

I fatti contestati si sono così svolti. Giuseppe, dipendente dell’Eav con qualifica di certificatore rimessa meccanica, era impegnato in un’attività di controllo dello stato meccanico di un treno in revisione giornaliera quando, per aiutare i colleghi addetti al rabbocco liquidi alle batterie dei treni in revisione, si era recato nel locale dove c’erano i boccioni di vetro contenenti acqua distillata. Prese uno dei boccioni, sui quali però non v’era alcuna etichetta, lo riportò in officina e quindi iniziò l’operazione di travaso. Usò una cannula e per far salire il liquido, che lui sentì inodore ed era incolore, aspirò aria dal tubo. Con questa operazione, il liquido venne in contatto con la bocca: quel liquido era di natura corrosiva e Giuseppe finì in ospedale e ha riportato conseguenze permanenti. Per la procura De Gregorio avrebbe dovuto rispondere dell’incidente in quanto datore di lavoro. La tesi, però, è stata contestata dagli avvocati del manager Eav, i penalisti Anna Maria Zicardi e Dario Gagliano, secondo i quali «la responsabilità dell’incidente – si legge in una nota stampa – doveva essere attribuita esclusivamente alla condotta negligente e gravemente imprudente del lavoratore, ed in ogni caso doveva escludersi ogni responsabilità in capo al Dott. De Gregorio sia perché mai informato della potenziale situazione di pericolo, sia perché le responsabilità datoriali risultano validamente attribuite ai Dirigenti a vario titolo coinvolti nella gestione delle Direzioni Aziendali, in considerazione del fatto che EAV è un’azienda complessa con oltre 3 mila dipendenti e circa 200 siti produttivi».

L’assoluzione è stata disposta anche per Pasquale Capuano, responsabile dell’officina rotabili in Quarto: è stato difeso dagli avvocati Gianni e Carmela Scarpato. Le motivazioni alla base della sentenza saranno rese note nelle prossime settimane, passaggio necessario per comprendere le ragioni che hanno spinto il giudice monocratico Daniele a chiudere il processo con due assoluzioni.

giovedì, 11 Settembre 2025 - 17:00
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