Una scintilla, i vapori del silo pieno di oli esausti e l’esplosione che ha ucciso tre uomini. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo sull’incidente avvenuto venerdì pomeriggio nello stabilimento Ecopartenope di Marcianise, azienda che si occupa di trasferimento di rifiuti pericolosi e non. Le vittime sono il titolare Pasquale De Vita, 51 anni, il 64enne Antonio Donadeo e il 50enne Ciro Minopoli. Stavano saldando la calotta di un silo per installare una sonda quando si è verificata la deflagrazione. Saranno perizie e accertamenti tecnici a stabilire l’esatta dinamica, mentre le autopsie sui corpi sono in programma la prossima settimana.
Il vescovo di Caserta e Capua, Pietro Lagnese, è intervenuto con parole dure: «Dinanzi a tragedie come questa non basta il cordoglio, ma è necessario esprimere con forza la nostra indignazione. Non si può accettare che si esca di casa per guadagnarsi il pane e non si faccia più ritorno». E ha aggiunto: «La sicurezza sul lavoro è come l’aria che respiriamo: ci accorgiamo della sua importanza solo quando viene a mancare, ed è sempre troppo tardi».
Le vite spezzate raccontano il volto umano della tragedia. De Vita, che aveva rilevato l’azienda negli ultimi anni, la gestiva insieme alla figlia Sara, occupata nel settore amministrativo, ed era molto legato al quartiere di Pianura, dove sosteneva anche la squadra di calcio locale. Donadeo, operaio con la passione per i viaggi e le serate con gli amici, lascia moglie e un figlio: «Sempre pronto ad aiutare tutti, non smetterai mai di vivere nel mio cuore», scrivono i conoscenti. Minopoli, tifosissimo del Napoli, era il responsabile per la sicurezza dei lavoratori nello stabilimento.
Il Consiglio comunale di Napoli dedicherà un minuto di silenzio in loro memoria. Intanto, dalle Acli arriva una denuncia dura: «Un dramma che si aggiunge a un elenco ormai quotidiano, un bollettino di guerra dai luoghi di lavoro. Non possiamo accettare un sistema che mette a rischio la vita per anni di precarizzazione e controlli insufficienti». Anche il consigliere regionale Vincenzo Santangelo (Italia Viva) chiede misure preventive: «Il censimento degli impianti rifiuti potenzialmente pericolosi non è più derogabile. Non possiamo liquidare sempre tutto come tragiche fatalità».
domenica, 21 Settembre 2025 - 13:07
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