Ginnastica ritmica, l’ex ct rinviata a giudizio per maltrattamenti su atlete. Ma tre ginnaste si sfilano e la sostengono

aula tribunale

È stata rinviata a giudizio Emanuela Maccarani, ex direttrice tecnica della Nazionale di ginnastica ritmica, accusata di maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori. La decisione è arrivata oggi dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Monza, Silvia Pansini. Il dibattimento si aprirà il 10 febbraio 2026.

Maccarani si è presentata in aula accompagnata dal marito, dal suo avvocato Danila De Domenico e da tre ginnaste – Agnese Duranti, Daniela Mogurean e Martina Santandrea – che hanno voluto manifestarle sostegno.

Quattro ex atlete – Anna Basta, Nina Corradini, Francesca Mayer e Beatrice Tornatore – sono state ammesse parte civile, insieme all’associazione “Change the Game”. Corradini e Basta avevano denunciato nell’ottobre 2022 presunti maltrattamenti subiti durante la gestione dell’Accademia internazionale di Desio, parlando di «vessazioni, abusi e offese» che avrebbero inciso sul piano psicologico. «In meno di due anni, il numero delle vittime ha raggiunto dimensioni inimmaginabili. Non si tratta soltanto di un richiamo all’empatia, ma di una questione di giustizia e di rispetto della vita», hanno dichiarato in una nota i docenti del network educativo “Dalla parte dei bambini”, intervenuti in sostegno delle due giovani.

«Sono stati tre anni difficili e pesanti, spesso sono stata spaventata», ha detto Anna Basta fuori dall’aula. «Rivivere tutto e rivedere persone che hanno fatto parte del passato è complicato, ma non mi sono mai tirata indietro. Sapere che ci sono persone pronte a raccontare la loro verità è importante per me».

La difesa di Maccarani, invece, contesta la ricostruzione. «Per come è configurato questo reato ci sono voluti tre anni per rimandare da un Pm a un Gip e ancora avanti questa situazione», ha dichiarato l’ex dt a LaPresse. «Le memorie difensive non sono state prese in considerazione. L’unica soluzione era andare a dibattimento, dove forse queste contraddizioni verranno finalmente valutate».

Maccarani ha aggiunto: «Sono stata licenziata, ho perso tutto ciò che ho acquisito in 40 anni di carriera: cariche tecniche, politiche, anche come giudice. Attenderò che termini questo processo e poi volterò pagina. Finalmente ci sarà un dibattimento e sarà considerata la mia posizione».

Le accuse parlano anche di offese a sfondo fisico. Su questo punto, l’ex allenatrice ha ribattuto: «Io queste affermazioni non le ho mai fatte, non ho mai dato della cicciona o usato altri termini finiti sui giornali. Sulle memorie difensive è tutto spiegato ampiamente».

Altri atleti hanno preso posizione a suo favore. In una lettera depositata in aula, cinque ginnaste azzurre – Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Santandrea e Laura Paris – hanno scritto: «Non ci riconosciamo come parti offese. Emanuela Maccarani è stata una persona importante nella nostra vita, sportiva e non».

Sulle sorti della squadra azzurra, oggi in difficoltà, l’ex direttrice tecnica ha commentato: «Il quindicesimo posto al campionato del mondo di Rio è l’attestazione di un sistema che si è sgretolato in brevissimo tempo. Non voglio commentare dal punto di vista sportivo, ma è un grande dispiacere come un lavoro minuziosamente creato e costruito sia andato in frantumi in pochissimo tempo».

lunedì, 22 Settembre 2025 - 20:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA