Stava officiando messa quando gli hanno rivolto l’ennesima intimidazione. Don Maurizio Patriciello si è visto scivolare tra le mani un fazzoletto contenente un proiettile calibro 9×21. È accaduto questa mattina nella parrocchia di San Paolo Apostolo, all’interno del Parco Verde di Caivano. Don Patriciello stava dando la Comunione ai fedeli, quando un uomo, che si era messa in coda, lo ha raggiunto e gli ha infilato in mano il fazzoletto. Il prete s’è subito reso conto di cosa stesse accadendo ed ha segnalato l’accaduto, consentendo così alla sua scorta e ai carabinieri presenti di fermare l’uomo, che è stato portato in caserma per essere interrogato.
L’intimidazione si è consumata alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Pina Castiello, che si era recata in chiesa, insieme al consigliere giuridico di Palazzo Chigi e referente Lega Giovani in Campania Nicholas Esposito, per portare a Don Patriciello la propria vicinanza in seguito alle “stese” di ieri sera. «È raccapricciante e vergognoso quello che è accaduto questa mattina in mia presenza. Ho avvertito dell’accaduto il prefetto di Napoli, Miche di Bari, e soprattutto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Non ci faremo spaventare, non arretreremo di un millimetro nell’affermazione della legalità e nella lotta senza quartiere alla camorra».
Sono in corso indagini da parte dei carabinieri per capire se l’intimidazione possa essere direttamente collegata alla condanna a mezzo social che Don Patriciello ha riservato alla “stesa” di ieri sera.
Dal Quirinale è arrivato subito il messaggio del presidente Sergio Mattarella: vicinanza e solidarietà al sacerdote, bersaglio di un gesto definito grave e inaccettabile. Anche la premier Giorgia Meloni ha “abbracciato” don Patriciello: ha definito l’episodio «un gesto criminale, compiuto nel luogo e nel momento più sacro» e ha assicurato che lo Stato «sarà al fianco di don Patriciello e di tutti coloro che non si piegano alla camorra: non faremo mai un passo indietro».
La diocesi di Aversa ha parlato apertamente di “drammatica profanazione dell’eucaristia”: per il vescovo Angelo Spinillo, chi ha compiuto l’intimidazione, e chi eventualmente lo ha ordinato, “si è posto fuori dalla verità della fede e dalla comunione con la Chiesa”.
Roberto Fico ha definito don Patriciello “un presidio prezioso di legalità e comunità”, aggiungendo che “la lotta alla criminalità deve vederci uniti contro ogni tentativo di condizionare la società”. Anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha parlato di “atto vile” e ha ribadito che il coraggio del parroco “è più forte di qualunque minaccia”.
Dal Governo, il ministro Francesco Lollobrigida ha scandito: “Giù le mani da don Patriciello”. Un concetto ripreso dal commissario straordinario per Caivano, il prefetto Ciciliano: “Se qualcuno ha pensato di intimorire lo Stato ha sbagliato di grosso. La comunità ha alzato la testa e non farà passi indietro. Caivano è presidiata, il sistema di videosorveglianza e le forze dell’ordine ci permetteranno di individuare i responsabili”.
Il ministro Paolo Zangrillo ha definito Caivano “un tesoro ritrovato” e la parrocchia di don Patriciello “uno dei luoghi chiave della rinascita”. Per lui, il proiettile consegnato durante la messa “è una minaccia esplicita e vigliacca, che non spegnerà il cammino di legalità e comunità intrapreso”.
Dal fronte istituzionale locale è arrivato il sostegno del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: «Le minacce non fermeranno la sua opera né l’attività in corso per liberare Caivano dalla criminalità».
domenica, 28 Settembre 2025 - 17:17
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