Attentato al giornalista Ranucci di Report, auto salta in aria sotto casa: viva per 20 minuti la figlia


Se avesse parcheggiato venti minuti prima, se venti prima fosse uscita dalla macchina sarebbe saltata in aria. È viva per miracolo la figlia del giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Ieri sera, intorno alle 22, ignoti hanno firmato un attentato ai danni del Ranucci, piazzandogli una bomba nella macchina parcheggiata dinanzi casa a Pomezia, alle porte di Roma. Accanto a quella vettura imbottita di esplosivo s’è fermata un’altra macchina, quella guidata dalla figlia del reporter, rientrata dopo una serata trascorsa fuori. Quando l’auto del papà è esplosa, lei aveva da poco messo piedi in casa. Un particolare che rende ancora più agghiacciate quanto accaduto.

«Due ordigni – ha scritto Ranucci in un post sui social attraverso i quali ha reso noto quanto successo – hanno distrutto le automobili parcheggiate davanti casa a Campo Ascolano, alle porte di Roma. Le deflagrazioni sono state così forti da scuotere l’intero quartiere». La procura di Roma ha aperto un’inchiesta, il fascicolo è affidato al pm della Dda Carlo Villani: per ora si procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso. «Quello che è accaduto stanotte a Sigfrido Ranucci non riguarda solo lui, ma il clima che stiamo accettando – ha lamentato sui social Roberto Saviano -. Quando si decide che un giornalista può diventare un bersaglio, significa che qualcuno vuole stabilire che certi argomenti non si devono toccare. La delegittimazione — che è cosa ben diversa dalla critica — mira ad attaccare non le idee o il lavoro, ma la persona. E quando si trasforma qualcuno in un bersaglio pubblico, prima o poi qualcuno penserà di poter colpire anche fuori dallo schermo. A Sigfrido va la mia solidarietà. Continuare a raccontare, oggi, è già un atto di resistenza civile».

A Ranucci è giunta la solidarietà bipartisan del mondo della politica. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha immediatamente disposto il rafforzamento della protezione di Ranucci. «Piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia per il grave attentato di cui è stato vittima. Un gesto vigliacco e gravissimo che rappresenta un attacco non solo alla persona ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia. Ci sarà il massimo impegno delle forze di polizia per accertare rapidamente gli autori. Ho dato mandato di rafforzare al massimo ogni misura a sua protezione», ha dichiarato Piantedosi. È intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Esprimo piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere».

venerdì, 17 Ottobre 2025 - 10:20
© RIPRODUZIONE RISERVATA