Un confronto serrato, voluto per mettere a fuoco criticità, responsabilità e nuove strategie di prevenzione. È quello che si è tenuto nel pomeriggio del 17 ottobre presso la Procura generale di Napoli, dove magistratura, sindacati e rappresentanze datoriali si sono ritrovati per discutere di sicurezza sul lavoro, caporalato e sfruttamento della manodopera.
L’iniziativa è stata promossa dal procuratore generale Aldo Policastro insieme al gruppo di lavoro istituito presso la Procura generale, coordinato dall’avvocato generale Simona Di Monte e composto dalle sostitute procuratrici generali Paola Correra e Aquilina Piciocchi.
Nella sala riunioni della Procura, gremita di rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali e datoriali, si è discusso delle emergenze che ancora attraversano il mondo del lavoro in Campania, dai cantieri alle campagne.
Per la parte sindacale erano presenti, tra gli altri, Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Giuseppe Metiterio, Fabio Giuliani, Angelo Lustro, Vincenzo Maio e Carmine Bonanni per la Cgil, Luca Barilà per la Cisl, Ciro Marino per la Uil, Marco Sansone e Adolfo Vallini per l’Usb, Giampiero Bellusci per l’Ugl, Domenico Quintavalle per i Cobas.
Sul fronte datoriale sono intervenuti Tommaso Maglione (Confedilizia), Luigi Della Gatta, Angelo Lancellotti e Daniela Segreti (Acen), Luigi Muto (Confcommercio), Raffaella Capuano (Anicav), Teresa D’Onofrio (Coldiretti), Maurizio Marzano e Paolo Cote (Confagricoltura), Gaetano Pascariello e Luca Pino (Cia).
Hanno partecipato anche numerosi rappresentanti della magistratura del distretto: Francesco Raffaele, procuratore aggiunto presso la Procura di Avellino; Gianfranco Scarfò, procuratore facente funzioni presso la Procura di Benevento; Antonio Ricci, procuratore aggiunto coordinatore della sezione infortuni sul lavoro della Procura di Napoli; Anna Maria Lucchetta, procuratore facente funzioni presso la Procura di Napoli Nord; Marco Del Gaudio, procuratore della Repubblica presso la Procura di Nola; Carmine Renzulli, procuratore aggiunto presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere; e Giovanni Cilenti, procuratore aggiunto presso la Procura di Torre Annunziata.
Durante l’incontro sono emerse criticità diffuse nei settori più esposti, in particolare tessile, edilizia e agricoltura. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di una conoscenza approfondita delle dinamiche del territorio e di azioni coordinate di prevenzione per rafforzare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Centrale il richiamo alla formazione di qualità e al contrasto dei cosiddetti corsifici, i corsi di addestramento formali ma privi di reale contenuto. È stata condivisa inoltre la proposta di introdurre programmi di educazione alla sicurezza nelle scuole, per diffondere tra i giovani una consapevolezza strutturale del rischio e della prevenzione.
Un altro punto evidenziato è la necessità di maggior coordinamento tra enti ispettivi e giudiziari, per evitare sovrapposizioni di competenze e garantire controlli efficaci e omogenei sul territorio. Tutti hanno convenuto sull’obiettivo di far sì che ogni ispezione porti a un miglioramento reale delle condizioni di lavoro, e non si esaurisca in un mero atto burocratico.
Particolare attenzione è stata dedicata alla condizione dei lavoratori non sindacalizzati o impiegati in aziende fuori dai circuiti associativi, spesso vittime di lavoro nero e sfruttamento. È stato proposto di potenziare gli sportelli multilingue, come quello già previsto dall’Ispettorato del lavoro di Napoli, e di attivare servizi di trasporto e alloggio per i lavoratori extracomunitari impiegati nei settori agricolo e tessile.
Tra le misure discusse anche la semplificazione delle procedure per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, oggi rallentate da tempi amministrativi eccessivi che favoriscono l’irregolarità.
L’incontro, improntato a uno spirito di collaborazione tra istituzioni, magistratura e parti sociali, ha rappresentato un punto di partenza operativo per costruire buone pratiche comuni.
Tra gli obiettivi emersi: la creazione di un osservatorio permanente sulla sicurezza e sullo sfruttamento della manodopera, l’elaborazione di protocolli d’intesa tra Procure e organi di vigilanza e la definizione di strategie coordinate di prevenzione e repressione.
Un percorso, è stato sottolineato, che dovrà tradursi in azioni concrete e continuative per garantire ai lavoratori della Campania tutele effettive e condizioni dignitose.
lunedì, 20 Ottobre 2025 - 17:44
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