È scattato oggi alle ore 12 il click day per il bonus auto elettriche, il nuovo incentivo statale destinato a cittadini e microimprese che vogliono acquistare un veicolo a zero emissioni. La piattaforma del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, gestita da Sogei, ha aperto ufficialmente le richieste per accedere a un contributo che può arrivare fino a 11 mila euro.
La principale novità di questa edizione riguarda la procedura: non saranno più i concessionari a presentare la domanda, ma i cittadini stessi, o le microimprese, che dovranno richiedere direttamente il voucher online.
Il contributo massimo spetta a chi ha un ISEE inferiore ai 30 mila euro, rottama un’auto fino a Euro 5 ed è residente nelle Aree Urbane Funzionali (Auf), individuate secondo la classificazione Istat. Si tratta di città con almeno 50 mila abitanti e dei Comuni limitrofi compresi nella cosiddetta “zona di pendolarismo”.
Una limitazione che sta però scatenando forti polemiche territoriali. Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, oltre la metà dei Comuni italiani restano esclusi dall’incentivo. Solo poco più di un quinto dei Comuni del Veneto, ad esempio, soddisfa i requisiti per accedervi.
La dotazione complessiva è di 600 milioni di euro, validi fino al 30 giugno 2026. Fondi che inizialmente erano destinati alla realizzazione di 20 mila colonnine di ricarica su strade e autostrade, poi dirottati per sostenere il mercato dell’auto elettrica e rilanciare le vendite nel settore.
Ma mentre i cittadini si collegano al portale per tentare di ottenere il bonus, arriva la denuncia del Codacons, che parla di “una grave falla nella normativa” e di “un pasticcio all’italiana” che potrebbe sfociare in ricorsi legali.
«Oggi partirà ufficialmente il bonus auto elettriche, con il click day sulla piattaforma gestita da Sogei – afferma l’associazione – ma sull’ecoincentivo incombe l’ombra di un pasticcio all’italiana che potrebbe portare a contenziosi legali contro lo Stato».
Il nodo, spiega il Codacons, è legato al criterio territoriale previsto dal decreto:
«Tra i vari requisiti per accedere al bonus vi è quello della residenza in una zona urbana funzionale o Fua (Functional Urban Area). Tuttavia l’attuale elenco delle zone Fua è basato sul censimento del 2011, mentre il 15 novembre l’Istat aggiornerà tale elenco in base al censimento del 2021».
Una circostanza che, secondo l’associazione, creerà «una doppia criticità»:
«Chi oggi vive in un Comune che a novembre entrerà nel nuovo elenco Fua non potrà accedere al bonus, pur avendone diritto; al contrario, chi risiede in un Comune che verrà escluso dal nuovo elenco potrà godere dell’incentivo pur non avendone più i requisiti».
Il Codacons avverte che questa situazione «rischia di escludere ingiustamente molti cittadini e di aprire la strada a ricorsi contro lo Stato». E conclude: «Si tratta di una falla non da poco, considerato che i fondi si esauriranno in pochissimo tempo e molti utenti rimarranno a mani vuote».
mercoledì, 22 Ottobre 2025 - 13:19
© RIPRODUZIONE RISERVATA














