Candidata di FI arrestata, Fico a Cirielli: «Faccia chiarezza». Il viceministro: «Lezioni di legalità da nessuno»


Quando è arrivata la notizia dell’arresto ai domiciliari della vicesindaca di Santa Maria a Vico, Veronica Biondo, nell’inchiesta per presunto voto di scambio alle elezioni comunali del 2020, si è capito subito che la campagna elettorale per le Regionali in Campania si sarebbe infiammata.
Biondo, infatti, era in corsa per un posto in Consiglio regionale: pochi giorni fa Forza Italia ne aveva annunciato la candidatura, celebrando con entusiasmo anche il suo recente ingresso nel partito. E invece, nel giro di poche ore, il quadro è completamente cambiato. La vicesindaca è ora ai domiciliari e il partito dovrà correre ai ripari per sostituirla nella lista casertana. Intanto, lo scontro politico tra destra e sinistra è esploso immediatamente.

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Il candidato presidente del centrosinistra Roberto Fico ha commentato la vicenda con toni duri: «È un quadro inquietante quello che sta emergendo dall’inchiesta sul clan camorristico Massaro. L’indagine ha acceso i riflettori sui rapporti tra l’organizzazione criminale e amministratori pubblici. Tra gli arrestati c’è anche un candidato della destra alle prossime elezioni, ovvero la vicesindaca di Santa Maria a Vico».

Fico ha poi aggiunto: «L’inchiesta farà il suo corso e la magistratura farà il suo lavoro. Ma chiedo a Edmondo Cirielli di fare chiarezza e prendere posizione, se Forza Italia glielo permetterà, ovviamente. Fare chiarezza è un atto di responsabilità e serietà nei confronti dei cittadini. Non è giustizialismo: è etica e credibilità».

Sulla stessa linea critica anche Giuliano Granato, candidato alla presidenza per Campania Popolare, che in un comunicato ha attaccato duramente i vertici del centrodestra: «L’arresto di due uomini dei clan e di quattro amministratori di Santa Maria a Vico, tra cui la vice-sindaca Veronica Biondo, fresca candidata di Forza Italia alle Regionali in quota Zannini, ex deluchiano di recente fulminato sulla via di Arcore, pone una questione chiara alle destre. Com’è che Tajani e Gasparri, così rapidi a vantarsi del passaggio di più di cento amministratori nelle file di Forza Italia e nel definire bravissima la stessa Biondo, ora nascondono la testa sotto la sabbia e stanno zitti e muti?».

Granato, tuttavia, ha allargato il tiro anche al centrosinistra: «Le inchieste della magistratura però non riguardano solo la destra. Negli ultimi mesi hanno toccato anche esponenti del centrosinistra campano: dall’uomo delle “fritture” di De Luca, Franco Alfieri, al sindaco di Sorrento, Massimo Coppola. Corruzione, mazzette, turbative d’asta: chi più ne ha più ne metta. Cambiano i simboli e i volti, non cambia il sistema. La verità è che dalle inchieste emerge un intreccio di potere trasversale tra destra e centrosinistra, un patto non scritto tra potere politico ed economico a vantaggio di pochi e a danno della maggioranza».

E ancora: «Cambiare tutto non significa solo cambiare le facce che siederanno in Consiglio regionale, ma smantellare questo intreccio di interessi che toglie vita e futuro alla nostra gente. Perché il “sistema Campania” – ha concluso Granato – puzza di frittura di pesce da tutti i lati: e finché non lo si chiude, continuerà a togliere il futuro ai cittadini».

Hanno rincarato la dose i capilista di “Fico Presidente” (Giovanni Russo per Napoli; Virginia Anna Crovella per Caserta; Alfonso Annunziata per Salerno; Maria Laura Amendola per Avellino). «Gli arresti per voto di scambio a Santa Maria a Vico con il clan Massaro non sono un caso isolato: si sommano all’amministrazione giudiziaria della Juve Stabia, alle inchieste che toccano Avellino e alle commissioni d’accesso insediate in diversi Comuni, da Pagani a Sarno, così come la commissione straordinaria a Caserta a seguito della scioglimento per infiltrazione mafiosa. Un quadro che racconta il legame tra camorra, cattiva politica, clientele e affari», si legge in una nota dei capilista di Fico Presidente. «Non ci interessa il moralismo di facciata. Vogliamo ricostruire la filiera degli appalti e dei subappalti con strumenti concreti: monitoraggio civico e coprogrammazione-coprogettazione dei servizi e delle politiche di sviluppo, per rendere tracciabili scelte e filiere, dare forza alle imprese pulite e proteggere lavoratrici e lavoratori. La Campania – hanno concluso – può liberarsi dal ricatto criminale solo rimettendo lavoro, diritti e trasparenza al centro, con istituzioni credibili e stabili nelle regole».

Dal fronte del centrodestra è arrivata la replica immediata di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e candidato presidente della coalizione: «Non prendiamo lezioni di legalità, etica e credibilità da nessuno. Anzi, come già ho avuto modo di ribadire ieri, la legalità e la trasparenza sono alla base del mio impegno da servitore della Patria come ufficiale dei Carabinieri prima e da rappresentante delle istituzioni poi».

Cirielli ha poi precisato: «Forza Italia, autonomamente, ha deciso di non candidare la persona oggetto di un’indagine di cui non si conosce il perimetro, perché vige il segreto istruttorio; quindi non ho nulla da chiarire. Se poi Roberto Fico ne sa qualcosa più di noi…».

E ha aggiunto: «Per quanto mi riguarda, non cambio idea: ero e resto garantista, così come lo è tutta la nostra coalizione. Piuttosto, è il candidato del sedicente campo progressista ad aver cambiato idea su tutto: dal limite dei due mandati alla valutazione sul Pd. Predica etica e giustizialismo ma pratica poltronismo, candidando nelle sue liste indagati e persone che in passato definiva colluse. Faccia chiarezza una volta per tutte, se i suoi alleati glielo permettono. Noi andiamo avanti per la nostra strada, con la testa alta e la schiena dritta».

A chiudere la vicenda, le parole di Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di Forza Italia in Campania: «A tutela di un’indagata e nel pieno rispetto dell’operato della magistratura, il coordinamento provinciale di Caserta non candiderà Veronica Biondo. Abbiamo alzato l’asticella nei confronti dei reati di criminalità organizzata, dimostrando quanto sia libero Edmondo Cirielli. Ora tocca a Fico dimostrare se è libero o no».

mercoledì, 22 Ottobre 2025 - 20:01
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