“Paprika”, il gozzo che agita le elezioni regionali in Campania: FdI all’assalto, Fico replica. Santanché si smarca

Roberto Fico (foto Kontrolab)
di Laura Nazzari

Un’interrogazione parlamentare e un finale di campagna elettorale che – almeno per Fratelli d’Italia – va tutta all’attacco della persona Roberto Fico, cercando di metterlo in difficoltà su etica e moralità, due principi cardine del Movimento 5 Stelle. Il partito di Giorgia Meloni in Campania ha messo nel mirino Roberto Fico, candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione alle elezioni del 23 e 24 novembre, per via di un gozzo di sua proprietà. E anche oggi i Fratelli d’Italia sono tornati a carro armato sulla vicenda, nonostante nei giorni scorsi Fico abbia cercato di gettare acqua sul fuoco. Come noto, tutto ruota attorno a “Paprika”, un gozzo Sciallino a motore di 34 piedi con 4 posti letto, costruito nel 2001, che Fico ha comprato usato e che attualmente è ormeggiato a Procida. Nei giorni scorsi il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Guido Corsetto ritenendo che quel gozzo sia stato ormeggiato «abusivamente nel porto militare di Nisida».

Da questo atto è scaturita una pioggia di dichiarazioni che pure oggi sono cadute sul capo di Roberto Fico. «Il candidato Fico continua a non rispondere sulla vicenda del suo gozzo, rifugiandosi – lui sì – in modo maldestro dietro la scusa che lo si vuole delegittimare. Ciò che è veramente ridicolo non sono le osservazioni che gli vengono mosse da Fratelli d’Italia, ma il suo atteggiamento ambiguo che nasconde la volontà di non chiarire», ha detto oggi Rastrelli. Il senatore punta poi l’indice sulla proprietà del gozzo nel 2018: «Quando (Fico, ndr) ha acquistato la barca e di chi era la proprietà in precedenza? Nel 2018, infatti, fu il ministro della Difesa Trenta (M5S anche lei) a concedere l’ormeggio a Nisida, ma a quell’epoca non risulta che Fico avesse ancora la proprietà dell’imbarcazione. Quindi per cosa venne data quella concessione? Attendiamo fiduciosi che Fico risponda». In questo solco cadono le dichiarazioni di altri esponenti di Fratelli d’Italia. Il deputato campano Marco Cerreto, capogruppo FdI in Commissione Agricoltura, definisce la vicenda del gozzo «un cortocircuito tutto grillino e del campo largo, che trasforma la tanto sbandierata “lotta alla casta” in un privilegio da porto riservato. E non si dica che è un attacco politico: qui si tratta di atti, concessioni e proprietà». «Da “uno vale uno” a “uno ormeggia dove vuole”, il passo è stato breve – conclude Cerreto -. I cittadini campani meritano risposte, non silenzi, privilegi e slogan vuoti. Perché ormai è chiaro che la barca dei 5 Stelle e del campo largo è davvero alla deriva».

Anche il senatore Domenico Matera (FdI) incalza: «Fico continua a non rispondere e chiarire. E se non lo fa è perché evidentemente, sulla vicenda della barca, ha la coscienza sporca. La sua ambiguità è testimoniata dal fatto che non ha chiarito quando ha acquistato l’imbarcazione e soprattutto di chi fosse prima». Matera aggiunge: «Perché nel 2018 l’allora ministro grillino Trenta gli concesse l’ormeggio a Nisida, quando ancora, come risulta dai documenti, la barca non l’aveva comprata? Ci sorge il sospetto che Fico non voglia rispondere perché in forte imbarazzo. Ma non è nascondendo la polvere sotto il tappeto che si fa pulizia». Sulla stessa linea il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania: «Roberto Fico è stato tra i principali paladini della cosiddetta “onestà” del Movimento 5 Stelle. Da anni impartisce lezioni di moralità e sobrietà a chiunque, ma oggi emergono dubbi e domande che non possono restare senza risposta». Iannone elenca una serie di interrogativi: «È vero che ormeggiava la sua barca nel porto di Nisida a condizioni di favore? Come ha ottenuto l’ormeggio a Procida e quanto paga? Quanto ha pagato la sua barca e con quali risorse l’ha acquistata? E in che modo mantiene il proprio tenore di vita da quando non è più deputato?». E conclude: «Fico non può pensare di cavarsela con il silenzio o con la solita arroganza di chi si sente moralmente superiore. Se non ha nulla da nascondere, risponda subito e con chiarezza. I tempi della propaganda grillina sono finiti: ora è il momento della verità». Infine, la deputata campana Imma Vietri punta l’accento sul profilo etico della vicenda: «Roberto Fico continua a essere elusivo sulla questione che riguarda la sua barca. A quanto pare avrebbe ottenuto dal ministro della Difesa Trenta, del suo stesso partito, un ormeggio a Nisida, in zona militare, già nel 2018. Per ormeggiare cosa e a nome di chi, visto che all’epoca sulle dichiarazioni patrimoniali pubbliche non risultava alcuna imbarcazione a suo nome?». E aggiunge: «Che differenza tra chi come lui si serve della Patria per questioni private e chi invece, come Cirielli, la Patria l’ha difesa indossando la divisa di carabiniere con onore. Come fa un politico con queste opacità non chiarite a governare una delle regioni più grandi d’Italia? A questo dovrebbe rispondere Fico. In caso contrario saranno gli elettori a punire le sue ambiguità».

Resta più defilato Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e candidato per il centrodestra alla presidenza della Regione Campania. Cirielli, che non ha mai attaccato Fico sul personale, è intervenuto così sulla vicenda in una intervista all’Ansa: «I parlamentari del mio partito mi hanno informato, sono persone serie ed era doveroso da parte loro parlarne. Non sono intervenuto essendo candidato presidente, ma se fossi stato solo un parlamentare probabilmente avrei firmato anche io l’interrogazione al ministro della Difesa per chiedere chiarimenti. Spero che l’accusa non sia vera, se lo fosse sarebbe un fatto grave: usare una struttura militare per un mezzo privato è un reato». «Legalità e trasparenza sono un obbligo – aggiunge Cirielli – ed è inaccettabile l’uso per fini personali di un ruolo pubblico. Non faccio il moralista, un caso occasionale non sarebbe nulla di male, ma se diventa prassi è un’altra cosa».

Dal canto suo anche Fico, nella giornata di oggi, ha offerto una nuova replica: «Non rispondo alle offese, insistere su queste cose significa privare anche gli elettori di destra del confronto sui temi veri», ha detto all’Ansa. «Non permetterò di buttarla in caciara, per il rispetto verso i cittadini campani che vogliono capire programmi e proposte che migliorino la loro qualità della vita», ha aggiunto. «Sicuramente rimango molto sorpreso dall’atteggiamento di coloro che circondano Edmondo Cirielli visto il tenore degli attacchi che mi stanno arrivando negli ultimi giorni: la barca, la scorta, quale lavoro facevo, tutte queste stupidaggini con cui pensano di delegittimarmi. Forse a questo punto è giusto ricordare che da presidente della Vigilanza Rai e poi della Camera ho volontariamente rinunciato o restituito circa 700mila euro di indennità. Tutto ciò che ho fatto e che faccio è assolutamente trasparente».

C’è da scommetterci che la querelle non si fermerà qui. Fratelli d’Italia s’è intestata la battaglia, anche se non tutti, all’interno del partito, sembrano interessati all’argomento. Giunta a Napoli per un incontro elettorale al fianco di Cirielli, il ministro del turismo Daniela Santanché si è defilata dalla vicenda: «Assolutamente questa polemica non mi interessa, non scendo in questa cosa sul gozzo, il gozzettino, il gozzetto, non sono queste le cose che mi interessano», ha risposto ai giornalisti che le chiedevano un parere. «Non entro – ha sottolineato – in questo merito e lo trovo assolutamente poco influente ai fini della campagna elettorale. Mi sembra invece molto più giusto e più interessante stare sui temi. Io non sono mai contro qualcuno cercando di andarlo colpire, non so cos’è, un gozzetto, una bagnarola, non è quello che mi interessa. Mi interessa l’assoluta e profonda diversità di visione che abbiamo rispetto al nostro candidato Cirielli, poi per me può comprarsi il salvagente, quello che vuole».

mercoledì, 12 Novembre 2025 - 21:32
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