Regionali Campania, domenica si apre la sfida: 6 candidati per il dopo De Luca. Come saranno distribuiti i 50 seggi

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I candidati presidente della Regione Campania
di Laura Nazzari

Cinquanta consiglieri regionali da eleggere, il successore di Vincenzo De Luca da indicare. Domenica 23 novembre e lunedì 24 novembre i campani saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania. Dopo dieci anni di consiliatura, lo “sceriffo” di Salerno Vincenzo De Luca è fuori dai giochi: il limite del doppio mandato, che pure aveva cercato di superare con una legge regionale approvata in extremis ma bocciata dal Consiglio di Stato, lo ha fermato ai box, costringendolo a mandare giù la “pazza” alleanza con il Movimento 5 Stelle che per due consiliature è stato alla sua opposizione.

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I candidati presidenti sono sei, ma la vera sfida è tra i due esponenti dei principali blocchi partitici. Da un lato c’è il viceministro agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale Edmondo Cirielli, dall’altro c’è l’ex presidente della Camera Roberto Fico.

Generale dei carabinieri, Edmondo Cirielli traina il centrodestra compatto. A suo sostegno ci sono otto liste: da Fratelli d’Italia, di cui Cirielli è esponente, alla Lega, da Forza Italia a Noi Moderati, fino alla Democrazia Cristiana con Grianfranco Rotondi, all’Udc, alla civica “Cirielli Presidente” (che fa riferimento direttamente a Cirielli) e alla lista Pensionati-Consumatori. Cirielli, già presidente della Provincia di Salerno nel 2009, ha impostato la sua campagna su una promessa di rottura: «Serve una svolta radicale». Quanto alle promesse elettorali, nelle ultime settimane, Cirielli ha sparato cartucce che hanno fatto assai discutere: dalla riapertura del condono edilizio regionale al bonus da cento euro per chi percepisce pensioni minime, passando per un vasto pacchetto sulla sanità che prevede più ospedali, più medici di base, assunzioni calcolate sulla popolazione e tempi di attesa più brevi. Sul lavoro ha garantito un impegno per innalzare il tasso di occupazione regionale oltre quota 50%.  E ha aggiunto un’idea inedita: un comitato di cittadini, incaricato di valutare il suo operato a metà mandato, potrà sfiduciarlo — in quel caso, promette, si dimetterà.

Sul fronte opposto, Roberto Fico guida il campo largo formato da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, affiancato anche da Casa Riformista (area Italia Viva), dal Psi con la lista Avanti Campania, dai Verdi-Sinistra, dalla lista dei deluchiani “A Testa Alta”, da Noi di Centro e dalla civica “Fico Presidente”. Anche lui con otto liste, anche lui con un’agenda molto marcata sulla sanità, ma con una ricetta diversa: Fico punta tutto sulla medicina territoriale, sul rafforzamento della telemedicina e su un sistema di cure più rapido e diffuso che possa alleggerire ospedali e pronto soccorso. Sul lavoro mette l’accento sugli investimenti nelle imprese e nel tessuto produttivo, soprattutto per combattere la fuga dei giovani. Rimane invece in sospeso il nodo dei grandi progetti ereditati da De Luca, in particolare “Il Faro”, il nuovo quartier generale della Regione che avrebbe dovuto sorgere nell’area della stazione: Fico non lo ha respinto, ma ha chiarito che «ci sono aspetti che vanno rivisti».

Gli altri quattro candidati puntano soprattutto a superare la soglia di sbarramento del 2,5%, traguardo necessario per assicurarsi uno scranno in Consiglio regionale. A sinistra corrono Giuliano Granato, 40 anni, con la lista Campania Popolare (Potere al Popolo, Rifondazione, Pci), e Nicola Campanile, ex sindaco di Villaricca, figura di riferimento della Rete di Trieste e della Rete Civica Solidale. Nell’area di destra si muovono invece il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, con la lista “Dimensione Bandecchi”, e Carlo Arnese, dirigente della Medicina legale dell’Asl Napoli 1, candidato di “Forza del Popolo”. Hanno, invece, dovuto rinunciare al sogno di candidarsi a presidente Corrado Giardina e Raffaele Bruno: erano stati tra i primi, a inizio anno, ad annunciare sui social la propria candidatura, ma al momento di depositare le liste sono “spariti”.

Nel complesso le liste in campo hanno portato in campo volti noti, ritorni eccellenti e alcuni nomi nuovi. Nel centrodestra spicca la candidatura nella Lega di Daniela Di Maggio, la madre di Giogiò Cutolo, il giovane musicista ucciso in piazza Municipio nell’agosto 2023 mentre cercava di fare da paciere in una lite: Daniela Di Maggio ha spiegato di voler portare in politica «legalità e bellezza», soprattutto nei quartieri più fragili. Sempre nelle liste che sostengono Cirielli compare la candidata più giovane di tutta la competizione, Clelia Mele, 18 anni e quattro mesi, liceale, scelta da Noi Moderati per la lista della circoscrizione Napoli. Forza Italia ha accolto in extremis il consigliere regionale uscente Pasquale Di Fenza, espulso da Azione dopo il caso mediatico che lo aveva investito per via del teatrino messo in piedi nel suo ufficio in Consiglio regionale con la controversa Rita De Crescenzo e Angelo Napoletano. Nella lista Dimensione Bandecchi corre invece Maria Rosaria Boccia, imprenditrice coinvolta nell’affaire Sangiuliano. Boccia ritrova Sangiuliano in corsa come capolista di Fratelli d’Italia a Napoli dopo la caduta da ministro.

Nel campo largo guidato da Fico colpisce la composizione della civica “Fico Presidente”: l’ex presidente della Camera ha scelto di riservare spazio alla società civile più che ai professionisti della politica. A Napoli il capolista è Giovanni Russo, direttore della Masseria Ferraioli dedicata alla memoria del sindacalista Antonio Esposito Ferraioli, vittima innocente di camorra. Da segnalare anche il ritorno di Armando Cesaro, erede della storica famiglia politica legata a Forza Italia, che dopo anni di silenzio torna con Casa Riformista (area Renzi). De Luca, invece, non si presenta: ha preferito assumere il ruolo di “regista” della lista A Testa Alta, affidando all’assessora regionale uscente Lucia Fortini il compito di guidare il simbolo a Napoli. Non sono mancati, negli ultimi giorni, riposizionamenti frenetici di consiglieri uscenti in cerca di un nuovo approdo.

COME SI VOTA

Sul piano tecnico, gli elettori troveranno una sola scheda, di colore verde, sulla quale sono riportati i nomi dei candidati alla presidenza e, accanto, i simboli delle liste collegate. La modalità di voto è ampia: si può votare esclusivamente il candidato presidente tracciando un segno sul suo nome, oppure scegliere soltanto una lista, caso in cui il voto si estende automaticamente al presidente collegato. È ammesso anche il voto disgiunto, cioè la possibilità di indicare un presidente e una lista non collegati fra loro. Per il Consiglio regionale si possono esprimere una o due preferenze, purché in caso di doppia preferenza si scelgano candidati di genere diverso della stessa lista: se i due nomi sono dello stesso sesso, la seconda preferenza viene annullata. Per accedere al voto occorrono tessera elettorale e documento d’identità.

LA DIVISIONE DEI SEGGI

I seggi da assegnare sono 50, distribuiti in base alla popolazione: 27 a Napoli, 9 a Salerno, 8 a Caserta, 4 ad Avellino e 2 a Benevento. È eletto presidente il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi su base regionale: non è previsto ballottaggio. Le liste collegate al presidente vincente avranno diritto ad almeno il 60% dei seggi, escluso quello attribuito di diritto al presidente stesso. Il quadro è completo, la campagna è agli sgoccioli: la partita si chiude alle 15 di lunedì. Dal pomeriggio, con lo spoglio, la Campania saprà chi governerà i prossimi cinque anni.

venerdì, 21 Novembre 2025 - 23:07
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