Ai cittadini campani si rivolge con tono paterno: «Da oggi sarò il presidente di tutte le cittadine e di tutti i cittadini campani, chi ci ha votato e chi no», perché «ogni territorio conta, ogni persona conta e i diritti di ciascuno sono fondamentali». Nei confronti del centrodestra usa invece toni severi e lancia un avvertimento alla leader di Fratelli d’Italia: «Questa maggioranza (in Campania, ndr) batterà il Governo Meloni».
Roberto Fico infila le parole una dietro l’altra con serenità e sicurezza nel suo primo discorso da presidente della Regione Campania. La tensione della campagna elettorale è ormai alle spalle. I dati, seppur parziali, lo incoronano vincitore già a metà pomeriggio e il distacco dal suo principale avversario, il viceministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale Edmondo Cirielli (candidato per il centrodestra), è tale da consentirgli di tenere la conferenza stampa senza il timore di colpi di scena. Con lui, nel comitato elettorale di Napoli, ci sono i big nazionali dei partiti di centrosinistra che si sono compattati attorno a Fico.
L’ex presidente della Camera parla subito di priorità, di lavoro da fare, ricorda che «la priorità è intervenire sulla medicina territoriale» e annuncia pure la volontà di mettere mano alla macchina della Pubblica amministrazione, che « è un elemento essenziale: se funziona meglio, funziona meglio tutto il sistema». E, allora, «uno dei nostri obiettivi politici fondamentali – spiega – sarà investire con decisione nella pubblica amministrazione, perché da lì passa la crescita della Regione, delle imprese e il sostegno alle famiglie». La strada da seguire è quella di «un investimento importante sulla formazione, sul rafforzamento degli organici dove mancano figure e sull’ingresso di giovani professionisti e professioniste», così da rendere la macchina regionale «più veloce, più capace e più allineata alle grandi sfide che ci attendono». Non a caso richiama la sua esperienza alla Camera dei deputati, dove aveva avviato cicli di concorsi: «Oggi incontro tanti ragazzi e ragazze entrati grazie ai concorsi del 2020 e del 2021: è la prova che una PA rinnovata fa bene al Paese». Non solo: «I grandi Stati hanno una pubblica amministrazione forte, non solo centrale ma radicata sul territorio», aggiunge. La conclusione va da se: «Noi in Campania abbiamo già dirigenti e funzionari molto competenti nei Comuni e in Regione, ma dobbiamo aumentare ancora questa capacità: significa più progettazione, più innovazione, più rapidità e un rapporto più efficace con i territori, nell’interesse del servizio pubblico di tutti».
Spazio poi ai temi già toccati in campagna elettorale. «Da subito lavoreremo sulla medicina territoriale. Rafforzeremo i servizi delle Asl, soprattutto per le famiglie con persone con disabilità, problemi di salute mentale o autismo», assicura. Al centro della nuova agenda, ricorda, ci saranno anche le aree interne: «Lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo confermiamo oggi. I sindaci saranno protagonisti, con momenti strutturati di ascolto e coprogettazione. Non c’è futuro se non parte dai territori». Il nuovo presidente della Regione Campania sottolinea che Napoli «sarà centrale, ma come motore di crescita per gli altri territori». «La Campania deve svilupparsi in modo uniforme, senza contrapposizioni», prosegue.
Il messaggio politico, però, non si esaurisce nei confini regionali. Ed è a questo punto che i toni di Fico si fanno più severi: «Se lavoriamo bene, nel 2027 dalla Campania e dal Sud può arrivare un cambio di maggioranza nazionale». E rilancia la battaglia contro l’autonomia differenziata: «Oggi dalla Campania arriva anche un altro grande messaggio, enorme: non vogliamo l’autonomia differenziata e non ve la faremo fare». «Noi – incalza – crediamo che l’Italia sia una, come dice la nostra Costituzione, una sola Repubblica, indivisibile e sono convinto che tante persone del Nord la pensano esattamente così».
Non finisce qui. Fico si toglie qualche sassolino dalla scarpa anche sulla campagna elettorale del centrodestra: «Hanno politicizzato la campagna elettorale, hanno inquinato i pozzi, hanno investito in questa regione per cercare di bloccare la nostra coalizione e invece dopo aver investito tutto, la remuntada non c’è stata, ma non c’è stata neanche lontanamente e questo è un dato che ci deve inorgoglire tutti perché hanno lavorato per farci perdere, hanno lavorato per perdere poco e invece oggi noi abbiamo vinto in modo netto». «Abbiamo vinto soprattutto con l’unione della nostra coalizione – aggiunge -, ma l’unione si basa sempre su principi e valori condivisi e su programmi condivisi ed è quello che abbiamo fatto. Credo che i cittadini, le cittadine e i campani lo abbiano capito».
Il bastone e la carota. Dopo la reprimenda, Fico lancia un messaggio distensivo: «Spero che da oggi si abbassino i toni» e che «si possa tornare a lavorare da un punto di vista istituzionale nel migliore dei modi, perché le istituzioni vengono prima di tutto – ha aggiunto -. Noi siamo al servizio dell’istituzione e della nostra comunità. Ma le istituzioni devono dialogare sempre tra loro, nell’interesse collettivo: se questo viene meno, saltano le regole fondamentali. Da presidente della Regione, così come è stato quando ho ricoperto il ruolo di presidente della Camera, considero essenziale il rispetto della filiera istituzionale, indipendentemente dai governi o dalle maggioranze in campo». «Il nostro obiettivo – rimarca Fico – non è litigare con qualcuno, ma aiutare le famiglie che hanno problemi concreti, come quello della casa, e trovare soluzioni reali. Questa è la politica: è da qui che possiamo ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni». «Per questo – conclude – serve la massima collaborazione, ognuno nel rispetto delle proprie differenze. E sono convinto che da oggi possa partire un percorso nuovo, fatto di lavoro serio, onestà, trasparenza e attenzione alle vere esigenze delle persone». «La Campania – conclude – ha enormi potenzialità e una grande bellezza: valorizzarle ci porterà lontano».
lunedì, 24 Novembre 2025 - 22:12
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