Regione Campania, oltre 20 consiglieri uscenti non riconfermati: dai bocciati agli sconfitti nonostante 10mila voti incassati

Una seduta del Consiglio regionale della Campania (foto archivio)
di Manuela Galletta

Ci sono consiglieri regionali uscenti che avevano tentato la corsa alla riconferma e invece resteranno fuori dal nuovo Consiglio. Sconfitte “eccellenti” che colpiscono non solo protagonisti di prima linea dell’opposizione a Vincenzo De Luca, ma anche candidati capaci di superare quota diecimila preferenze senza però riuscire a strappare il seggio. Un verdetto severo, che in questa tornata elettorale ha punito soprattutto i “trasformisti” dell’ultima ora: esponenti che, in zona Cesarini, avevano cambiato partito per agganciare il treno della ricandidatura e che ora pagano un prezzo politico altissimo.

Maria Muscarà, candidatasi da indipendente nella lista Cirielli presidente, s’è fermata a 1.165 preferenze, non abbastanza per strappare il seggio. Niente riconferma per Valeria Ciarambino, che entrata 10 anni in Consiglio regionale sotto la bandiera del Movimento 5 Stelle e riconfermata 5 anni dopo con lo stesso partito, tentava il tris con altra squadra: durante la scorsa consiliatura, Ciarambino lasciò i grillini, confluì nel Misto per poi, gradualmente e in modo particolare nell’ultimo periodo, allinearsi, almeno idealmente, alle posizioni della maggioranza di governo di De Luca. Un mese prima delle elezioni Ciarambino ha così trovato una nuova collocazione, quella del Partito socialista italiano che ha imbarcato – non senza traumi interni alla dirigenza del gruppo – diversi consiglieri regionali rimasti senza casa ma con la necessità di avere un simbolo cui aggrapparsi per candidarsi. Senza la spinta dei voti del Movimento 5 Stelle, Ciarambino ha raccolto appena 3400 voti, piazzandosi sesta nella sua lista (per la circoscrizione Napoli) con un distacco importante dai primi due (Giovanni Mensorio con 22.107 voti e Sossio Fardello con 10.647 voti).

Leggi anche / Regione Campania, in Consiglio 32 seggi al “campo largo” e 17 al centrodestra. Tutti gli eletti e i voti presi

Fuori dal Consiglio regionale anche Giuseppe Sommese, che come la Ciarambino ha trovato riparo sotto l’ombrello del Psi all’ultimo minuto: esponente di Azione, Sommese ha lasciato in sordina il gruppo dopo la ferma decisione di Carlo Calenda di non scendere in campo a sostegno di Fico. E così, pochi giorni prima della presentazione delle liste, ha ufficializzato l’ingresso nel Psi: nella circoscrizione di Napoli è arrivato terzo con 9.633 preferenze ma per lui il seggio non è scattato dal momento che alla lista, su Napoli, è andato un solo scranno, toccato a Mensorio. Stessa sorte è toccata ai consiglieri regionali uscenti Luigi Cirillo e Fulvio Frezza, pure loro entrati nella famiglia del Psi in vista delle elezioni: Cirillo (con Azione, fino a dopo l’estate) e Frezza (che nel 2020 fu eletto con +Europa, salvo poi confluire nel Misto ma rimanendo vicino a De Luca), si sono piazzati alle spalle di Sommese. Frezza è arrivato quarto con 6690 voti, mentre Cirillo è arrivato quinto con una sequenza di numeri indimenticabile per la sua composizione (4.444 voti).

Restano fuori dal Consiglio anche alcuni consiglieri uscenti della Lega. Nella circoscrizione Napoli, infatti, è scattato un solo seggio per il Carroccio, che è toccato a Michela Rostan, piazzatasi prima con 11.041 voti. Rostan non era presente nell’ultima consiliatura. I migliori tre che si sono classificati dopo di lei dovranno fermarsi ai box: Severino Nappi è arrivato secondo con 7737 voti; Felice Di Maiolo – ritenuto un deluchiano e nel 2020 eletto con Fare democratico, poi lasciato per confluire nel Misto – è arrivato terzo con 7.207; Carmela Rescigno quarta con 6.265 voti. Sogni di riconferma infranti anche per Gennaro Cinque, eletto in passato con il Nuovo Psi: è arrivato settimo, nella circoscrizione Napoli, con 3.858 voti. Sempre in quota Lega, restano fuori anche Antonella Piccerillo e Alfonso Piscitelli: erano candidati nella circoscrizione di Caserta dove è scattato un solo seggio, quello di Massimo Grimaldi. Piccerillo ha mancato la riconferma per una manciata di voti: è infatti arrivata seconda con 9163 preferenze, vale a dire 114 voti in meno a Grimaldi (9250 preferenze). Piscitelli è arrivato quinto con 3753 voti: consigliere regionale uscente, Piscitelli ha aderito alla Lega poche settimane prima della presentazione delle liste; sino a quel momento era esponente di Fratelli d’Italia. Non tornerà in Consiglio il docente universitario Aurelio Tommasetti, rettore dell’Università degli Studi di Salerno per il sessennio 2013-2019.

Il cambio di casacca improvviso non ha portato bene alla consigliera regionale uscente Maria Grazia Di Scala, che negli ultimi mesi si è girata con Italia viva lasciando Fratelli d’Italia: appena 2232 voti per un magro settimo posto. Fuori dal Consiglio anche Maria Luigia Iodice, che si era ricollocata in Italia viva a pochi giorni dalla presentazione delle liste: eletta nel 2020 in Consiglio con Noi campani di Mastella, abbondò il gruppo nel 2024 transitando nel Misto. A questa tornata elettorale Iodice ha incassato, nella circoscrizione di Caserta, appena 4.014 preferenze.

Niente riconferma anche Erasmo Mortaruolo, che nel 2020 fu eletto nelle fila del Pd con un bottino di voti invidiabile: circa 15mila preferenze. A questo giro ha deciso di seguire Vincenzo De Luca, confluendo nella sua lista “A testa alta” e correndo nella circoscrizione di Benevento. La scelta si è rivelata un “suicidio” politico: Mortaruolo è arrivato primo nella lista composta da due persone, ma ha incassato appena 2.762. In pratica ha visto svuotarsi il suo personale carosello di consensi. Nella lista “A testa alta” si registrano anche le mancate riconferme per Vittoria Lettieri (14.323 voti), Carmine Mocerino (11.033) e Diego Venanzoni (10977 voti): un epilogo che brucia considerato il personale successo nelle urne riscosso dai diretti interessati.

Lettieri, Mocerino e Venanzoni condividono la delusione con altri consiglieri regionali uscenti che si sono distinti alle urne ma scontano il mancato seggio scattato per il proprio partito. Tommaso Pellegrino, esponente di Italia viva e sempre attento alle tematiche della sanità, ha ottenuto – nella circoscrizione di Salerno – 15.610 preferenze. Non ce la fa, a dispetto dei suoi 12.048 voti, Franco Cascone, candidato con Forza Italia.

Fuori dal Consiglio regionale anche l’uscente Roberta Gaeta, candidatasi con Alleanza verdi e sinistra: ha raccolto 3980 voti. Devono fermarsi, a questo giro, anche il consigliere regionale uscente del Movimento 5 Stelle Vincenzo Ciampi, che porta a casa 3129 voti; l’ex consigliere regionale Nunzio Carpentieri di Fratelli d’Italia, che ha incassato 3567. Non rieletto, infine, il consigliere regionale uscente Michele Cammarano del Movimento 5 Stelle.
Competizione amara anche per Pasquale Di Fenza, il consigliere regionale uscente espulso da Azione dopo l’estate per il teatrino nell’ufficio regionale con la tiktoker Rita De Crescenzo e Angelo Napolitano. Di Fenza è riuscito a trovare casa in Forza Italia, e ha condotto una campagna elettorale tutta al fianco del suo “sponsor” De Crescenzo attirandosi fiumi di polemiche. Ha raccolto 1208 voti.

ELENCO CONSIGLIERI REGIONALI USCENTI NON RICONFERMATI

  1. Maria Muscarà

  2. Valeria Ciarambino

  3. Giuseppe Sommese

  4. Fulvio Frezza

  5. Luigi Cirillo

  6. Severino Nappi

  7. Felice Di Maiolo

  8. Carmela Rescigno

  9. Gennaro Cinque

  10. Antonella Piccerillo

  11. Alfonso Piscitelli

  12. Aurelio Tommasetti

  13. Maria Grazia Di Scala

  14. Maria Luigia Iodice

  15. Erasmo Mortaruolo

  16. Vittoria Lettieri

  17. Carmine Mocerino

  18. Diego Venanzoni

  19. Tommaso Pellegrino

  20. Franco Cascone

  21. Roberta Gaeta

  22. Vincenzo Ciampi

  23. Nunzio Carpentieri

  24. Michele Cammarano

  25. Pasquale Di Fenza

martedì, 25 Novembre 2025 - 15:42
© RIPRODUZIONE RISERVATA