Ucciso da proiettile vagante a Mergellina, ergastolo in Appello all’imputato. Quella lettera di pentimento prima del verdetto

di Marco Cesario

Nessuno sconto di pena per Francesco Pio Valda, il giovane ras dell’omonima famiglia criminale di Barra, quartiere alla periferia est di Napoli, responsabile di avere ucciso l’innocente Francesco Pio Maimone. Questa mattina i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli hanno confermato la condanna all’ergastolo che era stata emessa in primo grado, non ritenendo l’imputato meritevole di attenuanti benché il giovane abbia rinnovato parole di pentimento tramite una lettera consegnata pochi giorni prima dell’udienza di oggi. Nella missiva Valda sostiene di avere preso coscienza di quanto fatto e invita i giovani a uscire e a divertirsi, quindi a non avere condotte delinquenziali come quella che hanno portato alla morte di Francesco Pio Maimone.

Un ravvedimento apparente che non ha convinto i genitori di Francesco Pio Maimone. «Non posso accettare le parole di Valda che giungono dopo 32 mesi di sofferenza, dopo averci fatto un video sfottò con una pizza in mano e ferendoci nuovamente. Oggi non si può presentare in aula e chiederci scusa. Il perdono deve chiederlo a Dio, e alla città di Napoli, non a me. Io sono un semplice cittadino, non ho questa forza per accettare», ha detto Antonio Maimone, a chiusura del processo. «Sui social – ha ricordato Maimone – diceva che si sarebbe fatto la carcerazione forte come un leone, ma dopo 32 mesi non ha più quella forza. Ringraziamo tutti, perché Pio è entrato in tutte le case napoletane e italiane”. «Pio è un simbolo di tutta Napoli – ha aggiunto commossa Tina Maimone – i magistrati hanno capito il dolore di mamma. Oggi più che mai portiamo in gloria Pio». Per Maimone, dunque, è un segnale importante la sentenza dei giudici. «Eravamo sulle spine, abbiamo sempre creduto nella magistratura, che si è fatta sentire, chi commette questi delitti, paga. La giustizia esiste ringraziamo i giudici per averci dato giustizia per nostro figlio», ha concluso.

Francesco Pio Maimone fu ucciso il 20 marzo 2023. Aveva 18 anni. Il ragazzo aveva raggiunto degli amici nella zona degli chalet di Mergellina per trascorrere insieme la serata, dopo avere lavorato in pizzeria. Mentre stava mangiando noccioline seduto a un tavolo, fu centrato da un proiettile esploso proprio da Valda. Quest’ultimo aveva appena discusso con un giovane che, accidentalmente, gli aveva pestato un piede sporcandogli la scarpa costosa. Valda impugnò la pistola e aprì il fuoco quasi ad altezza uomo. Uno dei proiettili raggiunse Maimone, non dandogli scampo. Una brutta storia rispetto alla quale in una fase iniziale Valda si dichiarò persino innocente, salvo poi cambiare direzione in una fase processuale (di primo grado) avanzata.

Sarà necessario attendere le motivazioni della sentenza per capire la valutazione dei giudici sulla lettera di Valda.

lunedì, 1 Dicembre 2025 - 15:23
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