
Non è una campagna elettorale tradizionale, ma ha comunque il sapore di uno scontro che va al cuore degli equilibri istituzionali del Paese. In primavera gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi su una riforma costituzionale che divide profondamente politica e magistratura e che promette di ridisegnare l’assetto della giustizia: la riforma della separazione delle carriere di pubblici ministeri e giudici. E prima ancora che nelle urne, la battaglia si combatte nelle piazze, nei convegni, nelle aule universitarie e nei tribunali. Napoli, come spesso accade sui grandi temi civili, è già uno dei principali campi di confronto, con comitati contrapposti che si organizzano e appuntamenti pubblici che segnano l’avvio di una campagna destinata a essere aspra e molto partecipata. Il punto di partenza è l’approvazione, avvenuta a novembre nell’Aula del Senato, della legge di riforma costituzionale che porta alla separazione delle carriere di inquirenti e requirenti (112 sì, 59 no e 9 astenuti) con conseguente obbligo di scelta di carriera definitiva all’inizio del percorso professionale; che dispone la creazione di due Csm (uno per pm e uno per giudici) contro l’unico Csm attualmente esistente; e che vede la nascita dell’Alta Corte. Questo tipo di riforma va a modificare diversi articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 107), ragione per quale, per entrare in vigore, vi è necessità di un referendum confermativo.
Per spiegare ai cittadini le proprie ragioni, a Napoli, come in altre città. i comitati per il Sì e per il No stanno nascendo copiosi e i primi appuntamenti sono già in agenda. Ieri, lunedì 15 dicembre, è stato presentato il Comitato territoriale “Giusto dire no” presso la Domus Ars di Napoli. «Le ragioni del no sono molto semplici. Abbiamo un forte timore che questa riforma, dietro agli spot pubblicitari, nasconda molto di più: il tentativo forte di modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, che sono scritti oggi nella nostra carta costituzionale, per ricondurre la magistratura sotto il controllo del potere pubblico», ha detto Ettore Ferrara, ex presidente del Tribunale di Napoli e coordinatore del Comitato. «Che esista un problema di criticità della giustizia – ha evidenziato Ferrara – è un dato di fatto inequivocabile. Questo problema non si risolve minimamente con questa riforma, l’ha detto lo stesso ministro Nordio che non è quello l’obiettivo, e che non risolve nulla è dimostrato dal fatto che il problema dei tempi della giustizia è un problema che nasce dalla carenza di risorse umane e materiali. Quando nel 2022 abbiamo avuto, con i fondi europei, l’assunzione a termine per quattro anni di 12.000 precari della giustizia i tempi del processo si sono ridotti del 37% sul fronte penale e del 28% sul fronte civile».
«Questo contratto che riguarda questi precari scadrà a giugno del prossimo anno, e non ci sono i soldi per rinnovarlo, mentre invece – ha concluso Ferrara – si spendono 100 milioni di euro, perché tale è il costo, per introdurre questa riforma». L’evento ha visto la partecipazione di esponenti dell’avvocatura, del mondo accademico, dell’associazionismo, del volontariato, della magistratura, della cultura e dello spettacolo, tra cui l’avvocato, Francesco Barra Caracciolo, il padre comboniano, Alex Zanotelli, il Procuratore regionale della Corte dei Conti, Antonio Giuseppone, la presidente di Medel, Mariarosaria Guglielmi, il coordinatore di libera (associazione contro le mafie), Mariano Di Palma, i professori universitari, Salvatore Boccagna e Giovanna De Minico, gli scrittori, Viola Ardone e Maurizio De Giovanni, il giornalista, Antonio Corbo, e l’attore, Massimiliano Gallo.
Venerdì 19 dicembre, alle ore 11, nella Sala Galasso della Società napoletana di storia patria (via V. Emanuele III 310, si terrà invece la prima iniziativa del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi per discutere con i cittadini dei contenuti della riforma Nordio. Partecipano il presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto, il presidente del Comitato Sì Separa Gian Domenico Caiazza, l’ex magistrato Antonio Di Pietro e il segretario generale della Fondazione Einaudi Andrea Cangini. Modera la giornalista di La7 Gaia Tortora. I lavori saranno introdotti dal professor Vincenzo Maiello, Università degli Studi di NAPOLI Federico II, dal referente Campania della Fondazione Einaudi, Ugo de Flaviis, dal direttore de L’Europeista, Pier Camillo Falasca, dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, Carmine Foreste, e dal presidente della Camera Penale di Napoli, Marco Muscariello. Quello di Napoli è il primo appuntamento di un tour in giro per l’Italia che vedrà impegnati i membri del Comitato Sì Separa fino a marzo, mese nel quale è prevista la data del voto referendario. «L’obiettivo è quello di confrontarsi con i cittadini e spiegare loro le ragioni del Sì alla separazione delle carriere dei magistrati», spiegano i promotori, che aggiungono: «Trattandosi di un referendum che non prevede il quorum, sarà molto importante coinvolgere il maggior numero di persone possibile».
Sempre sul fronte del “Sì”, lo scorso 12 dicembre ha esordito il comitato di Polo Sud per il Sì al referendum. Il segretario del comitato, Amedeo Laboccetta, ha annunciato l’adesione di oltre 4.000 persone, tra cui la prof.ssa Angiola Filipponio, moglie del compianto Pinuccio Tatarella, e l’impegno di Polo Sud nelle regioni meridionali con un tour informativo. Il presidente del comitato, l’ex ministro Ortensio Zecchino, ha sottolineato la necessità di scegliere ora dopo un compromesso costituzionale passato e ha difeso la separazione delle carriere: «Bisogna garantire la terzietà del giudice». Ha inoltre ricordato che l’idea dell’Alta Corte fu proposta da Pietro Calamandrei e ha definito il nuovo sistema disciplinare utile a spezzare le cordate correntizie. Il vicepresidente Domenico Nania ha posto l’accento sulla neutralità dei magistrati: «Il cittadino ha diritto a non sapere le posizioni politiche di chi giudica». Ha evidenziato che la riforma, sostenuta anche da personalità socialiste, mira a evitare conflitti tra poteri e non tra ideologie. L’ex ministro Mario Landolfi ha ripercorso il suo caso giudiziario, richiamando il libro-inchiesta di Luca Maurelli, mentre il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste, ha definito la riforma “necessaria” e ha sottolineato l’urgenza di completare il codice accusatorio Vassalli, separando politica e magistratura. Anticipata la partecipazione del ministro Carlo Nordio ad un evento del comitato che si terrà a metà gennaio. Il ministro intanto ha inviato un videomessaggio di sostegno agli organizzatori.
martedì, 16 Dicembre 2025 - 17:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA













