L’omicidio Vassallo e l’indagine fragile, la Cassazione boccia di nuovo il Riesame: le accuse non reggono, nuova valutazione

Il sindaco pescatore Angelo Vassallo
di Manuela Galletta

L’ostinata difesa dell’impianto accusatorio sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo da parte del Tribunale del Riesame di Salerno si infrange nuovamente contro lo scoglio della Corte di Cassazione, rafforzando così l’idea di fragilità di una indagine che, in 14 anni di vita, non è riuscita a produrre una prova regina sul delitto a carico degli attuali indagati (non c’è una intercettazione chiave; non c’è l’arma del delitto; non c’è Dna) ma solo sospetti e suggestioni alimentati dalle dichiarazioni tutt’altro che limpide e blindate di tre malavitosi peraltro non protagonisti della fase esecutiva e neppure di quella organizzativa.

Nella giornata di ieri gli ermellini hanno annullato la decisione del Riesame risalente al maggio scorso con la quale si revocava la misura cautelare del carcere a carico di Cagnazzo (oggi libero ma detenuto per sette mesi a causa di questa vicenda) e di altri due indagati (l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano) ritenendo cessate le esigenze cautelari ma si confermavano nel merito le accuse mosse, tra gli altri, al colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo. È proprio contro la valutazione di conferma del quadro indiziario che la difesa di Cagnazzo aveva impugnato il provvedimento del Riesame. Le motivazioni della Cassazione non sono ovviamente note, ma dal momento che la difesa del colonnello Cagnazzo, rappresentata dagli avvocati Agostino De Caro e Ilaria Criscuolo, ha puntato l’indice esclusivamente contro la sussistenza degli elementi accusatori è consequenziale che gli ermellini si siano espressi sul punto. E non è la prima volta. Già ad aprile la prima sezione della Corte di Cassazione (diversa sezione da quella di oggi) ha fatto a pezzi l’inchiesta sull’omicidio Vassallo (delitto avvenuto ad Acciaroli nel settembre 2010) e la prima pronuncia del Riesame, quella, per intenderci, che confermava le accuse e quindi il carcere: nella decisione della scorsa primavera, la Cassazione ha – in sintesi – messo in forte discussione il racconto dei collaboratori che sono invece il pilastro dell’accusa mossa dalla procura, sostenendo che il primo Riesame avesse «sviluppato un ragionamento giuridico inadeguato» sulla bontà del narrato di Romolo Ridosso (pure indagato nella vicenda).

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Inoltre è stata ravvisata anche una debolezza indiziaria su aspetti come la presunta partecipazione di Cagnazzo al traffico di droga che sarebbe tra i moventi dell’omicidio Vassallo, nonché una debolezza relativa al presunto accordo – mai dimostrato – di un accordo relativo all’inquinamento delle indagini da parte del colonnello Cagnazzo. Su questi aspetti, la Cassazione aveva invitato il Riesame a ripronunciarsi, ma il Tribunale della Libertà si è limitato a revocare le misure cautelari per questioni di esigenze e ha invece “difeso” la precedente decisione. Un esito quasi scontato: la seconda decisione del Riesame è stata firmata dalla stessa sezione che aveva confermato carcere e accuse. Difficile aspettarsi che tre giudici sconfessassero se stessi solo perché la Cassazione li aveva bocciati.

E adesso? Adesso che gli ermellini hanno nuovamente preso le distanze dal Tribunale della Libertà di Salerno che ha firmato quel provvedimento? Gli ermellini hanno disposto un altro rinvio al Riesame, per rileggere e rivalutare la vicenda, ma con la disposizione chiara che il procedimento venga assegnato ad una diversa composizione del Riesame. I giudici della Cassazione, hanno commentato gli avvocati Criscuolo e De Caro in una nota stampa, hanno «evidentemente destrutturato il provvedimento sotto il profilo della sussistenza della gravità indiziaria». «Abbiamo piena fiducia nella Giustizia e nell’operato dei magistrati della Procura e del Tribunale di Salerno – hanno aggiunto i legali – e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto per dimostrare definitivamente la radicale estraneità del nostro assistito a tutte le accuse che gli vengono mosse, auspicando che il secondo intervento della Corte di Cassazione possa rappresentare un connetto e decisivo passo avanti nell’accertamento della verità».

giovedì, 18 Dicembre 2025 - 21:33
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