Campania, prima seduta del Consiglio regionale: sinergia per interesse cittadini. Manfredi eletto presidente Assise

Massimiliano Manfredi
Massimiliano Manfredi
di Marco Cesario

Un richiamo condiviso alla responsabilità istituzionale, alla concretezza dell’azione politica e a un confronto che non si traduca in scontro permanente. È questo il filo conduttore che ha attraversato la prima seduta del Consiglio regionale della Campania dell’era Fico, con un messaggio arrivato in modo convergente sia dai banchi dell’opposizione sia da quelli della maggioranza.

Ad aprire i lavori della dodicesima legislatura è stato Fernando Errico (Forza Italia), nella qualità di consigliere regionale anziano, che ha impostato il suo intervento sul senso del ruolo istituzionale dell’Aula. «Ogni volta che un’assemblea elettiva si insedia – ha affermato – la democrazia smette di essere un principio astratto e diventa un dovere concreto, un valore misurabile, un esercizio quotidiano». Il Consiglio regionale, ha ricordato, è il luogo più alto della rappresentanza democratica e deve saper trasformare differenze politiche e culturali in «una sintesi responsabile», perché «quest’Aula non è chiamata a misurare distanze politiche, ma la qualità delle decisioni».

Errico ha indicato alcune delle priorità su cui i cittadini attendono risposte – ambiente, territorio, infrastrutture, lavoro – soffermandosi in particolare sulla sanità, definita «più di tutti» il tema che chiama in causa «il senso stesso delle istituzioni», non come terreno di contrapposizione ma come «presidio essenziale di civiltà». Garantire il diritto alla cura, ha ammonito, significa assicurare equità di accesso e qualità dei servizi su tutto il territorio regionale, evitando una Campania divisa tra cittadini di serie A e di serie B. Da qui il richiamo a politiche capaci di riconoscere le differenze tra territori, perché «non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali tra diseguali».

Ampio anche il passaggio sul rispetto dei ruoli tra maggioranza e opposizione, entrambi considerati pilastri della democrazia: alla prima spetta l’indirizzo politico e la responsabilità di governo, alla seconda il controllo, la vigilanza e la critica costruttiva. Un equilibrio che, secondo Errico, trova nel presidente del Consiglio regionale una funzione di garanzia essenziale. Il messaggio conclusivo è stato netto: «I cittadini non ci chiedono più annunci, pretendono serietà, coerenza e risposte», perché la qualità di una legislatura «non si misura dal volume delle parole, ma dalla solidità degli atti».

Sulla stessa linea si è collocato anche l’intervento di Massimiliano Manfredi (Pd), eletto presidente del Consiglio regionale a larga maggioranza – 41 voti su 51 – nella stessa seduta. Nel suo discorso di insediamento, Manfredi ha insistito sulla necessità di una sinergia istituzionale e su un ruolo dell’Aula come “ponte” tra forze politiche e livelli di governo diversi. «Soprattutto dopo una campagna elettorale accesa e anni di discussioni legittime – ha detto – spero che la politica possa ritrovare un ruolo anche superiore» e ricostruire un rapporto di collaborazione tra Regione, enti locali e governo nazionale.

Secondo Manfredi, questo ruolo trova una base concreta nella stessa composizione del Consiglio regionale, che vede seduti in Aula esponenti dell’opposizione con incarichi o esperienze di governo nazionale. Su «temi delicati, su cui legittimamente ci sono state e ci saranno idee diverse», l’obiettivo deve essere quello di “uscire dalle aule dei tribunali” e tornare a utilizzare lo strumento della politica per individuare punti di interesse comuni e il benessere dei cittadini. «Nelle differenze – ha osservato – è interesse di tutti far sì che il nostro territorio, Napoli, l’area metropolitana e le aree interne possano progredire» e rafforzare il ruolo della Campania nel Mezzogiorno.

Il neo presidente ha poi richiamato due ambiti nei quali, nella precedente legislatura, il Consiglio è riuscito a trovare una sintesi ampia: il contrasto al femminicidio e la sicurezza sul lavoro. Ricordando Anna Tagliaferri, vittima di femminicidio a Cava de’ Tirreni, e Giacomo Burtone, lavoratore di Cercola morto in un incidente sul lavoro, Manfredi ha sottolineato come su questi temi l’Aula abbia approvato provvedimenti all’unanimità o a larghissima maggioranza. Un metodo che, ha concluso, va proseguito anche nella nuova legislatura, “a prescindere dalle appartenenze”, affinché il Consiglio regionale resti il luogo dell’incontro, del confronto politico e della responsabilità istituzionale nell’interesse dei cittadini campani.

Nativo di San Paolo Belsito, 52 anni, ingegnere civile, giornalista pubblicista, Manfredi è stato deputato della XVII Legislatura, nel corso della quale è stato, tra l’altro, componente delle Commissioni parlamentari “Politiche dell’Unione Europea”, “Ambiente,Territorio e Lavori pubblici”, di inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre organizzazioni criminali e presidente del Comitato “infiltrazioni mafiose in ordini professionali”. Tra gli incarichi ricoperti, dal 2006 al 2008, è stato Capo della Segreteria del Ministro della Funzione Pubblica e dirigente dell’Area concetazione, lavoro,imprese,sviluppo del Comune di Napoli.

Manfredi è al suo secondo mandato come consigliere regionale campano, riportando, alle ultime elezioni regionali, 30.500 preferenze nel Collegio di Napoli; nella precedente Legislatura regionale, è stato vice presidente della Commissione Ambiente e componente delle Commissioni Trasporti, Lavoro, Anticamorra.

Per Manfredi hanno votato 41 consiglieri, tra i quali anche gli esponenti di Forza Italia. «Non abbiamo votato Massimiliano Manfredi per far dispetto a qualcuno, ma perche’ riteniamo che il presidente del Consiglio regionale debba essere la piu’ alta espressione del Consiglio stesso», hanno dichiarato Massimo Pelliccia, capogruppo di Forza Italia, e Roberto Celano, vice capogruppo azzurro. La decisione, hanno sottolineato, nasce da una valutazione autonoma e istituzionale. «Non abbiamo guardato a quello che faceva De Luca, non ci interessavano dinamiche o contrapposizioni personali. Abbiamo guardato esclusivamente agli interessi dei campani», hanno concluso Pelliccia e Celano. Sei sono state le schede bianche. Due sono state le schede nulle: tra queste una riportava il cognome di De Luca, ossia l’ex governatore Vincenzo De Luca. Infine un voto è andato alla consigliera regionale Lucia Fortini, del gruppo A Testa Alta, e uno al consigliere regionale Luca Fella Trapanese del Movimento 5 Stelle.

lunedì, 29 Dicembre 2025 - 13:57
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