Campania, Fico e le prime grane del 2026: scoppia il caso sulla nomina di Cuomo ad assessore, frena la Prefettura

Enzo Cuomo
di Lisa Simeone

Non bastavano le tensioni con Casa Riformista, Noi di Centro e Alleanza Verdi e Sinistra. Sul capo del neo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si abbatte una nuova tegola. E questa volta il problema non è politico, ma istituzionale. In Regione è esploso il “caso Cuomo”. Il 31 dicembre Fico ha finalmente varato la Giunta regionale, inserendo tra i dieci componenti dell’Esecutivo anche il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, indicato direttamente dalla segreteria nazionale del Pd e, in particolare, dal deputato Marco Sarracino. Cuomo, non appena ha avuto certezza della nomina, ha protocollato – proprio il 31 dicembre – le dimissioni da primo cittadino, accompagnandole da un atto di rinuncia alla revoca delle stesse. Un messaggio chiaro: non tornerò indietro, questo è il mio ultimo giorno da sindaco. Una mossa che però si è scontrata subito con la legge. Il Viminale, attraverso la Prefettura, ha infatti richiamato l’attenzione del Comune di Portici su quanto previsto dall’articolo 53 del Testo unico degli enti locali: «Le dimissioni presentate dal sindaco diventano efficaci e irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio». Tradotto: la rinuncia preventiva di Cuomo non ha alcun valore giuridico.

Un dettaglio tutt’altro che marginale. In Campania, infatti, un sindaco in carica può essere nominato assessore regionale solo dopo che le dimissioni siano divenute efficaci, cioè allo scadere dei venti giorni previsti dalla legge. Ne consegue che Vincenzo Cuomo potrà assumere formalmente l’incarico di assessore al Patrimonio e al Governo del Territorio solo a partire dal 20 gennaio. Cosa farà adesso Fico? Attraversare venti giorni di polemiche politiche e istituzionali e poi firmare nuovamente l’atto di nomina di Cuomo, in ossequio ai desiderata del Pd? Oppure, punto sul vivo per la figuraccia istituzionale a cui – secondo la nota di Viminale e prefettura – sarebbe stato esposto, farà saltare l’accordo sul nome di Cuomo? Forza Italia, soffiando sul fuoco delle polemiche, alimenta ovviamente quest’ultimo scenario: «Il Pd indichi una donna al posto di Cuomo e colga l’occasione per rimediare ai propri errori. È inimmaginabile attendere 20 giorni», ha dichiarato Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania. «La Campania non può aspettare», ha aggiunto Martusciello, invitando Fico a «usare meno il manuale Cencelli e più un libro di diritto amministrativo».

Ancora più duro il giudizio di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia: secondo lui, la Giunta campana «nasce tra faide, spartizioni e giochi di parentele» e presenta già «una nomina nulla», con un richiamo della Prefettura che «è chiarissimo». Un affondo che punta dritto alla responsabilità politica e istituzionale del presidente.

Sulla stessa linea la Lega. Carmela Rescigno, vice coordinatrice regionale, rivendica di aver sollevato la questione già prima della nomina: «Fico parte con la prima gaffe. La nomina di Cuomo è in palese contrasto con la legge. Forzare le regole è segno di incompetenza o di arroganza del potere?».

venerdì, 2 Gennaio 2026 - 22:26
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