Morta Anna Falcone, la sorella di Giovanni: discrezione e impegno civile nel nome del giudice ucciso a Capaci


È morta a Palermo Anna Falcone, sorella maggiore del giudice Giovanni Falcone, assassinato nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Aveva 95 anni ed era malata da tempo. Primogenita di tre fratelli, moglie di un imprenditore e madre di tre figli, Anna Falcone ha attraversato gli oltre trent’anni successivi all’uccisione del fratello scegliendo consapevolmente una presenza defilata, lontana dai riflettori, ma non per questo meno incisiva.

Dopo la morte di Giovanni Falcone e della cognata Francesca Morvillo, Anna Falcone decise, insieme alla sorella Maria, di impegnarsi nella costruzione della Fondazione Falcone, contribuendo a trasformare il dolore privato in un lavoro costante di educazione alla legalità, soprattutto rivolto ai giovani. Un impegno portato avanti con uno stile sobrio, fatto più di presenza che di parole, coerente con il suo carattere riservato.

Cresciuta nel quartiere della Kalsa, figlia di Arturo Falcone, direttore del laboratorio di igiene e profilassi di Palermo, Anna aveva con Giovanni un rapporto speciale, segnato anche dalla differenza d’età: per molti versi fu per lui una figura quasi materna. Negli anni successivi alla strage rilasciò pochissime interviste e partecipò solo a rare cerimonie pubbliche, preferendo il silenzio alla sovraesposizione.

In alcune occasioni, però, le sue parole lasciarono un segno profondo. Nel 1997, in un’intervista a un mensile religioso, espresse amarezza e disillusione: «La vita a Palermo è difficile. Di antimafia si parla molto ma si fa ancora troppo poco», disse, ricordando non solo la perdita del fratello e della cognata, ma anche le intimidazioni subite dall’azienda del marito dopo Capaci. Uno scoramento che si trasformò in indignazione nel 2000, quando all’ex boss Giovanni Brusca fu riconosciuto lo status di collaboratore di giustizia. In quell’occasione parlò della “giornata peggiore” dopo il 23 maggio 1992, affermando che la morte del fratello rischiava di apparire inutile di fronte a certe scelte dello Stato. A quelle dichiarazioni seguì un lungo silenzio.

Solo di recente Anna Falcone aveva accettato un gesto pubblico, incontrando l’ex calciatore Fabrizio Miccoli, che le aveva chiesto scusa per aver offeso la memoria di Giovanni Falcone in una conversazione intercettata dagli inquirenti. Un incontro coerente con il suo modo di intendere la memoria: fermo, ma mai urlato.

Alla notizia della sua scomparsa sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato il contributo di Anna Falcone alla diffusione della cultura della legalità e alla custodia dell’eredità morale del fratello. Di “profondo dolore” ha parlato il presidente del Senato Ignazio La Russa. L’associazione Libera ha sottolineato come, «con discrezione e fermezza», abbia trasformato la memoria in un impegno di speranza. Messaggi di vicinanza sono giunti anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e dalla Giunta dell’Associazione nazionale magistrati, che ha ricordato la sua «presenza silenziosa ma costante» come esempio di coerenza civile.

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha parlato di un lutto che tocca l’intera città, sottolineando la dignità e la riservatezza con cui Anna Falcone ha onorato il nome del fratello, contribuendo a renderlo un patrimonio morale condiviso. «La scomparsa di Anna Falcone rappresenta un momento di profondo cordoglio per la città di Palermo. Con il suo stile riservato e la sua straordinaria dignità, Anna Falcone ha custodito e onorato la memoria del fratello Giovanni – ha detto il primo cittadino di Palermo -. Insieme alla sorella Maria ha contribuito alla nascita della Fondazione Falcone, offrendo un sostegno silenzioso ma fondamentale alla diffusione dei valori di legalità e giustizia che il giudice Falcone ha incarnato. A nome mio e dell’intera amministrazione comunale esprimo il più sentito cordoglio alla sorella Maria e a tutta la famiglia Falcone, stringendoci con rispetto e riconoscenza a un nome che resta patrimonio morale della nostra comunità».

Anche la Giunta dell’Associazione nazionale magistrati ha espresso la propria vicinanza alla famiglia: «Esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di Anna Falcone, sorella di Giovanni ed instancabile testimone dell’educazione alla legalità. La sua presenza silenziosa ma costante ha rappresentato, per la magistratura e per il Paese, un esempio di coerenza e dedizione alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita al servizio delle istituzioni democratiche. Ci stringiamo con affetto e riconoscenza alla sorella Maria e a tutta la famiglia».

lunedì, 5 Gennaio 2026 - 19:18
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