Inchiesta per corruzione in atti giudiziari, assolti in Appello il giudice napoletano Capuano e altri 3 imputati

Alberto Capuano
Il giudice napoletano Alberto Capuano
di Manuela Galletta

Ci sono voluti sei anni prima che il giudice napoletano Alberto Capuano potesse tirare un sospiro di sollievo. Nella giornata di ieri, venerdì 9 gennaio, i giudici della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Roma hanno assolto il magistrato, con la formula perché il fatto non sussiste, dall’accusa di corruzione in atti giudiziari in relazione a sei casi che aveva già subito delle riqualificazioni nei precedenti gradi di giudizio. La stessa decisione ha interessato l’imprenditore Antonio Di Dio (difeso dagli avvocati Marco Campora e Aniello Cozzolino), che all’epoca dei fatti erta consigliere municipale di Bagnoli; Valentino Cassini (difeso dall’avvocato Francesco Cinque), imprenditore e professionista nel commercio al dettaglio di prodotti via internet; e Giuseppe Liccardo (difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono), al tempo ritenuto vicino al clan Mallardo di Giugliano. Il verdetto della Corte d’Appello di Roma arriva a seguito di un inter processuale complesso, giunto fino in Cassazione: proprio la Corte Suprema ha riaperto i giochi disponendo la celebrazione di un nuovo processo d’Appello che si è concluso in favore del giudice Capuano (difeso dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Alfredo Sorge) e degli altri imputati. La procura generale di Roma dovrà valutare se presentare ricorso per Cassazione.

I fatti che hanno travolto Capuano risalgono al 2019. Il magistrato era al tempo giudice nella sezione distaccata di Ischia. In precedenza aveva prestato servizio nella sezione gip del Tribunale di Napoli. Capuano fu arrestato dalla Squadra Mobile di Roma perché ritenuto dalla procura capitolina al centro di un presunto giro di corruzione in cambio della promessa di ammorbidire provvedimenti giudiziari. Per questi fatti rimase in prigione fino al gennaio 2020, poi ottenne i domiciliari che patì per altri sei mesi e fu liberato nel luglio dello stesso anno. Da libero ha atteso la definizione processuale della vicenda.

La prima sentenza è arrivata il 14 settembre 2021: Capuano fu condannato dal Tribunale di Roma a otto anni e dieci mesi di reclusione per sei contestazioni di corruzione. Poi nel 2023 il processo di secondo grado: i giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Roma hanno assolto Capuano da alcune contestazioni di corruzione, mentre hanno riqualificato due accuse di corruzione in traffico di influenze e una terza accusa in tentativo di traffico di influenze. Per questi “nuovi” titoli di reato, Capuano fu condannato a quattro e 9 mesi. Di qui il ricorso per Cassazione e l’annullamento della sentenza con rinvio a un’altra sezione della Corte d’Appello. Si arriva, quindi, a ieri, con la pronuncia della quarta sezione della Corte d’Appello di Roma che spazia via le ombre e manda assolti tutti gli imputati.

sabato, 10 Gennaio 2026 - 10:36
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