Su via Cavour sono ammassati i resti scomposti della palazzina al civico 60 che nella notte tra giovedì e venerdì si è sbriciolata su se stessa. Ieri la pioggia bagnava le macerie di cemento dalle quali spuntano vestiti, scatole con oggetti, pezzi di mobili. Segni di una vita che si è interrotta all’improvviso. Segni di vite ora stravolte dalla rabbia, dalla disperazione. Fino al momento del crollo, in quella palazzina vivevano persone. Famiglie che con sacrificio hanno pagato un affitto o acquistato un appartamento. È stato spazzato tutto via, mentre chi vive negli stabili accanto a quello venuto giù prega che la stessa sorte non tocchi anche alle proprie case.
Ieri 13 famiglie sono state sgomberate da un edificio in via Padre Ludovico da Casoria, vico VII, dopo la segnalazione di alcune crepe notate nei muri dai condomini. Ci sono 115 sfollati in tutto, allo stato. E non si esclude che il numero possa aumentare. I vigili del fuoco stanno lavorando alacremente per cercare di capire quanto siano gravi i danni provocati dall’infiltrazione d’acqua nel sottosuolo, dovuta alla rottura di una conduttura idrica, che ha fatto venire giù lo stabile in via Cavour. Si lavora giorno e notte, mentre la Procura della Repubblica di Napoli Nord ha aperto un fascicolo di inchiesta per crollo colposo e pericolo per l’incolumità pubblica.
Bisognerà capire se sulla perdita d’acqua si sarebbe potuto intervenire in modo diverso, anche alla luce delle lamentele di numerosi abitanti, secondo i quali ci sarebbero stati continui rappezzi da parte dell’Acquedotto di Casoria. Nel frattempo i vigili del fuoco hanno provveduto allo sgombero di tutte le case circostanti, a scopo precauzionale. Si vogliono evitare tragedie.
Giovedì scorso si è evitato il peggio grazie alla prontezza di riflessi dei cittadini. Domenico Ferraiuolo si è allarmato perché le porte di casa non si chiudevano. Poi, insieme ad altri, ha sentito dei rumori sordi, qualche boato. Immediatamente, insieme agli altri condomini, ha contattato un ingegnere per un sopralluogo e il tecnico ha accertato la presenza di una forte perdita d’acqua in una profonda cavità alla base del fabbricato. Immediata la richiesta di intervento dei vigili del fuoco e l’accertamento di una situazione gravissima, di allarme incombente. Di qui l’evacuazione di 20 famiglie. Poche ore dopo, nella notte, il crollo. E per chi viveva in quello stabile, il dramma.
«Sono disoccupato e mi sono sposato da poco – dice Ferraiuolo – e quella casa l’avevo acquistata con enormi sacrifici miei e della mia famiglia. In pratica, ora sono un nullatenente. Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento, ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente».
Urla di rabbia Roberto Maida, che abitava lì con moglie e figli: «Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene, che abbiamo piccoli segnali, e ora hanno aspettato questo. Non finirà così. Adesso devono aggiustare tutto e devono restituirci le case».
«Ho un figlio invalido che non vede e un bambino piccolo – dice una donna –. Questa casa era la sola cosa che potevo lasciargli per il futuro. Abbiamo fatto i sacrifici. Adesso che gli do?».
Ieri sul posto è giunto anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari.
Si è mossa anche la Regione. L’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, ha prontamente contattato il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, per fare il punto sulle necessità connesse ai nuovi sgomberi disposti dai vigili del fuoco, a seguito delle ulteriori verifiche effettuate questa mattina sull’edificato.
«Già nei giorni scorsi è stato integrato il fondo necessario a garantire la sistemazione alberghiera agli sfollati – ha spiegato l’assessora –. Il sistema regionale di Protezione Civile è operativo h24 a supporto del Comune. Anche oggi saranno impegnati i volontari regionali e gli operatori della Sma Campania, che continuano a garantire assistenza alla popolazione, compreso il rifornimento idrico attraverso le autobotti».
martedì, 27 Gennaio 2026 - 14:38
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