Sul tavolo c’è già un fascicolo delicato: il crollo di un edificio a Casoria e il rischio che le infiltrazioni d’acqua presenti nel sottosuolo, chissà da quanto tempo, possano provocare nuovi danni. Lunedì mattina, 26 gennaio, Domenico Airoma si è ufficialmente insediato alla guida della Procura della Repubblica di Napoli Nord, dove torna – ma questa volta con i gradi del capo – a distanza di tredici anni.
Sessantatré anni, già procuratore della Repubblica ad Avellino, Airoma conosce bene il Palazzo di Giustizia di Aversa. Era qui sin dall’anno successivo all’apertura del Tribunale di Napoli Nord, avvenuta nel settembre 2013, e dal maggio 2014 al febbraio 2021 ha ricoperto l’incarico di procuratore aggiunto, lavorando a fianco di Francesco Greco, scomparso nel novembre scorso all’età di 74 anni. A lui Airoma ha voluto dedicare il primo pensiero del suo nuovo mandato. «Il primo atto che farò da Procuratore della Repubblica di Napoli Nord – ha annunciato – sarà di dedicare gli uffici della Procura a Francesco Greco». Un ricordo carico di emozione: «Con lui mettemmo su questo ufficio di Procura».
La cerimonia di insediamento si è svolta nell’aula del Tribunale intitolata al beato Rosario Livatino, figura alla quale Airoma è legato anche come vicepresidente del Centro Studi che porta il suo nome. Proprio allo stile del “giudice ragazzino” il nuovo procuratore ha detto di volersi ispirare: sobrietà, pacatezza ed equilibrio, ma anche «coraggio e passione civile», valori che intende assumere come guida nell’esercizio delle funzioni direttive. Accanto ad Airoma, nel nuovo assetto della Procura, opereranno i procuratori aggiunti Anna Maria Lucchetta, che ha retto l’ufficio fino all’insediamento, e Maria Di Mauro.
Il nuovo capo dell’ufficio non ha nascosto la complessità della sfida: «Sono consapevole della sfida che mi attende in questo territorio tra Caserta e Napoli che ha sete di giustizia e a cui dobbiamo dare risposte». Una sfida resa ancora più difficile dalla cronica carenza di risorse. «Purtroppo gli organici di Napoli Nord sin dall’inizio non sono stati adeguati alla dimensione del territorio – ha spiegato Airoma – c’è un difetto ab origine della pianta organica, ma mi confronterò con il Ministero». Da qui l’impegno ad aprirsi al territorio: «L’entusiasmo è grande. Ascolterò i tanti soggetti che si muovono sul territorio, non solo quelli istituzionali, ma anche associazioni e gruppi di cittadini».
Parole accolte in un clima di forte unità istituzionale, sottolineato anche dallo stesso Airoma: «Godiamoci questo momento in cui tutte le istituzioni sono presenti e unite. È un segnale importante per le persone che abitano in queste zone, che spesso si sentono abbandonate». Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli Aldo Policastro e numerosi magistrati del distretto. Policastro ha definito Airoma «una guida illuminata per un territorio tra i più difficili», auspicando «dal Ministero un contributo importante per le scarsità di risorse che vive questo tribunale». Melillo, legato ad Airoma da un’amicizia di lunga data, ha parlato di «grande passione ed entusiasmo».
Nel corso dell’evento è intervenuta anche la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, che ha sottolineato come «l’insediamento di un Procuratore della Repubblica rappresenta sempre un momento di particolare rilievo per l’ordine giudiziario e per l’intera collettività», tanto più in «un territorio complesso, dinamico e delicato come quello di Napoli Nord». Covelli ha rimarcato il profilo professionale di Airoma, definendolo «un magistrato rigoroso e attento all’innovazione», con una visione equilibrata maturata attraverso l’esperienza sia requirente sia giudicante.
Di particolare rilievo, ha aggiunto la presidente, anche l’impegno di Airoma nella cooperazione giudiziaria internazionale, «a conferma di come la giustizia sia chiamata sempre più a confrontarsi con fenomeni che travalicano i confini nazionali». «Solo attraverso un dialogo leale e costante tra tutti i protagonisti della giurisdizione – ha concluso Covelli – è possibile offrire ai cittadini una giustizia autorevole ed efficiente».
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, il prefetto e commissario straordinario per i beni confiscati Paola Spena, componenti del Consiglio superiore della magistratura, i procuratori della Repubblica del distretto, i questori di Napoli e Caserta, i vertici delle forze dell’ordine, il vescovo di Aversa monsignor Angelo Spinillo e don Maurizio Patriciello.
martedì, 27 Gennaio 2026 - 18:45
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