Falsi incidenti, 3 giudici di pace sospesi e un avvocato ai domiciliari: lo scambio di soldi, buoni viaggio e borse griffate

di Manuela Galletta

Falsi incidenti stradali, cause “montate” ad arte da avvocati e avallate da giudici di pace compiacenti retribuiti (a seconda dei casi) con soldi, buoni viaggio e borse griffate: è lo scenario dell’inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Roma e condotta da Polizia e Finanza, che stamattina è sfociata nell’esecuzione di sette misure cautelari. I sette indagatati sono quattro avvocati e tre giudici di pace del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (in provincia di Caserta): sono accusati di corruzione nell’ambito del fenomeno delle truffe assicurative collegate a sinistri stradali fittizi. Un avvocato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre per altri tre legali è stato disposto il divieto temporaneo di esercitare la professione di avvocato, per un anno. Nei confronti dei tre giudici di pace, invece, il giudice per le indaigni preliminari del Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura interdittiva, della durata di un anno, della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio. Constetualmente alla notifica delle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre euro 300.000 (trecentomila) euro nei confronti dei 7 indagati.

Secondo la tesi accusatoria, gli avvocati avrebbero predisposto gli incartamenti con fatti e date false, poi avrebbero curato i rapporti sia con consulenti tecnici nominati dai Giudici al fine di ottenere valutazioni favorevoli sia con i medici e legali designati delle compagnie assicurative. I “casi” analizzati dalla Polizia di Stato di Caserta – Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, presentavano «anomalie e dinamiche del tutto sovrapponibili». Tra le «più ricorrenti vi erano l’investimento di pedoni su strisce pedonali o di soggetti a bordo di biciclette (anche a due posti “tandem”), ovvero il mancato sopraggiungere sul posto di operatori delle Forze di Polizia».

A rendere possibile la vittoria delle cause intentate erano poi compiacenti giudici di pace: dalle indagini è emerso che alcuni giudici avrebbero emesso sentenze compiacenti in favore degli avvocati in cambio di ricompense in denaro.

giovedì, 29 Gennaio 2026 - 12:03
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