Anno giudiziario a Napoli, Meloni schiera Mantovano. E in Cassazione scontro toghe-Nordio davanti a Mattarella

nordio castel capuano
Carlo Nordio durante l'intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Napoli (25-01-2025)

L’anno scorso toccò al ministro della Giustizia Carlo Nordio, quest’anno è invece il turno di Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Per la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, in programma domani, sabato 31 gennaio, nel Salone dei Busti di Castel Capuano, Giorgia Meloni sceglie ancora una volta un esponente di primo piano del suo Governo per farsi rappresentare a Napoli, città che ospita la Procura della Repubblica più grande d’Italia e dove a guidare i pm è Nicola Gratteri. Una scelta che non passa inosservata, anche alla luce del ruolo assunto da Gratteri nella campagna per il “no” al referendum sulla riforma della giustizia promossa dal Guardasigilli Nordio, che modifica l’assetto della magistratura. La premier schiera così quella che appare come l’artiglieria pesante dell’Esecutivo, quasi a voler ribadire di non essere intimidita dalla dura opposizione delle toghe.

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A differenza di quanto avvenne nel gennaio 2025, tuttavia, Mantovano non troverà ad accoglierlo manifestazioni di contestazione. L’Associazione nazionale magistrati non ha proclamato proteste ufficiali: dodici mesi fa, invece, anche Napoli aderì alla mobilitazione nazionale, con cartelli all’ingresso di Castel Capuano e l’uscita dall’aula durante l’intervento di Nordio. Lo scontro, dunque, dovrebbe consumarsi esclusivamente sul piano dei contenuti, come accaduto stamattina a Roma, nell’Aula Magna della Cassazione, durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il primo presidente della Suprema Corte, Pasquale D’Ascola, ha ribadito che «la preoccupazione della magistratura è volta a garantire che restino effettive l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione, capisaldi del sistema costituzionale». D’Ascola ha quindi invitato la politica ad abbassare i toni, auspicando «un clima di rispetto reciproco e di fattiva collaborazione tra le istituzioni», necessario a favorire «un dialogo pacato e razionale sul futuro della giustizia». Il presidente della Cassazione ha anche messo in guardia dal rischio che si diffonda nell’opinione pubblica l’idea di una magistratura indebolita e condizionabile, una percezione che potrebbe alimentare tentativi di pressione sui giudici. Sulla stessa linea il procuratore generale Pietro Gaeta, che ha definito «inaccettabile» lo scontro tra giudici e politica così come viene rappresentato ai cittadini, sottolineando come «la democrazia non possa prescindere dal dialogo e dal confronto».

Dal canto suo, Carlo Nordio ha respinto con fermezza le critiche. «Ritengo blasfemo sostenere che questa riforma miri a minare l’indipendenza della magistratura», ha affermato, ribadendo che l’autonomia dell’ordine giudiziario è «un principio non negoziabile». Per il ministro, ogni lettura diversa rappresenta «una distorsione arbitraria e malevola» del dettato costituzionale. Nordio ha poi affrontato il nodo del referendum di marzo, assicurando che, in caso di bocciatura popolare della riforma, il Governo ne prenderà atto senza forzature. Se invece la proposta dovesse essere confermata, ha spiegato, «già dal giorno successivo» si aprirà un confronto con magistratura, accademia e avvocatura per definire le norme attuative.

Alle parole del Guardasigilli ha replicato quasi subito l’Associazione nazionale magistrati. Il presidente Cesare Parodi ha espresso rammarico per l’uso del termine “blasfemo”, rivendicando la legittimità delle posizioni espresse dalle toghe. Un nuovo botta e risposta che rischia di alimentare un muro contro muro giudicato dannoso anche dal vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli. La «delegittimazione reciproca», ha avvertito, finisce per indebolire le istituzioni e incrinare il rapporto di fiducia con i cittadini, che potrebbero arrivare a dubitare di chi è chiamato, a vario titolo, a decidere del loro destino, sia sul piano legislativo sia nell’esercizio della giurisdizione.

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INFORMAZIONE UTILE PER I LETTORI
In occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, prevista per sabato 31 gennaio presso la struttura giudiziaria di Castel Capuano, è stato adottato un particolare dispositivo di traffico nell’area interessata.
Dalle ore 20:00 del 30 gennaio 2026 fino a cessate esigenze del 31 gennaio 2026 saranno istituiti divieti di sosta nelle seguenti aree limitrofe a Castel Capuano:
  • Piazza Enrico De Nicola (intero perimetro dell’edificio giudiziario)
  • Via Siniscalchi
  • Via Concezio Muzy
  • Via dei Tribunali (tratto civ. 213 – via Concezio Muzy)
  • Via Pietro Colletta (da via Concezio Muzy a via S. M. a Cancello / via Rita Atria)
  • Vico Dattero alla Maddalena – angolo via Postica Maddalena
  • Marciapiede fronte ingresso principale di Castel Capuano
  • Via Albanese, nei pressi di Porta Capuana
Dalle ore 07:00 del 31 gennaio 2026 fino a cessate esigenze sarà vietato il transito veicolare in:
  • Piazza Enrico De Nicola
  • Via Siniscalchi
  • Via Concezio Muzy
  • Piazza Calenda
  • Via Pietro Colletta
  • Via dei Tribunali (tratto piazzetta Sedil Capuano – via Concezio Muzy)
Divieto di fermata per i taxi nelle strade soggette ai divieti di transito (punto precedente) per l’intera durata del dispositivo.
Senso unico temporaneo in:
  • Via Egiziaca a Forcella → direzione Corso Umberto I
  • Via Tribunali → da piazzetta Sedil Capuano verso via Duomo
Obbligo di svolta a sinistra per i veicoli provenienti da via Annunziata e diretti in via Egiziaca a Forcella.

venerdì, 30 Gennaio 2026 - 19:37
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