La versione fornita quella notte non convinse nessuno. Nella telefonata di aiuto al 118 si parlò di un malore forse causato da un farmaco assunto per curare una bronchite, ma all’arrivo dei carabinieri si parlò invece di una caduta dalla scala a chiocciola.
Un anno e un mese dopo, l’inchiesta sulla morte di Alessandra, la bimba di 4 anni deceduta mentre era affidata alle cure di parenti, prende una piega dolorosa: gli zii della bambina, un cugino del padre della piccola e la moglie, sono stati arrestati con l’accusa di omicidio aggravato. I carabinieri della compagnia di Nola hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nella giornata del 31 gennaio. Lì, in quelle pagine firmate dal gip del Tribunale di Nola, è raccontato il perché la procura oggi accusa frontalmente la coppia, che ha tre figli minori. La piccola Alessandra – è la conclusione – è giunta alla morte perché sarebbe stata progressivamente privata di cure essenziali, di cibo e forse anche di acqua. In pochi mesi il suo corpo si è consumato, fino a precipitare in uno stato di grave denutrizione e decadimento fisico. Uno stato cachettico che ha aperto la strada al decesso.
Sono stati gli esiti della consulenza medico-legale collegiale a rivelare quelle che oggi il procuratore della Repubblica di Nola Marco Del Gaudio definisce «condotte violente» e «gravemente maltrattanti» sulla piccola Alessandra. Condotte che si sono consumate nello spazio di pochi mesi. Alessandra, infatti, è arrivata a casa loro, in via Roma a Tufino (comune in provincia di Napoli, nell’area nolana) nell’estate 2024 e la morte si è verificata nella notte tra il 13 e il 14 dicembre successivo. La piccola era stata affidata temporaneamente agli zii dopo dopo la sospensione della potestà genitoriale dei genitori naturali, che si erano separati.
Accanto agli accertamenti scientifici, gli investigatori hanno analizzato messaggi, ascoltato testimoni, confrontato dichiarazioni spesso contraddittorie. Tassello dopo tassello, il racconto iniziale è crollato. Al suo posto è emersa una verità che oggi ha portato al carcere le due persone che avrebbero dovuto proteggerla.
lunedì, 2 Febbraio 2026 - 17:57
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