Una lite in strada, poi lui estrae un coltello e senza pensarci due volte affonda la lama nella schiena della sorella. È morta così, per mano di quello che sui social chiamava “cuore mio”, Jlenia Musella, 22 anni compiuti a settembre. L’omicidio è avvenuto nel rione di edilizia popolare denominato Conocal a Ponticelli, quartiere alla periferia est di Napoli. Un rione tristemente noto per essere da sempre sotto il controllo della criminalità organizzata.
Dopo essere stata aggredita, Jlenia è stata caricata su un’auto e portata al vicino ospedale Villa Betania. Qui è stata affidata ai medici, poi i soccorritori si sono dileguati. La 22enne, che è stata identificata grazie ai documenti che aveva con sé, è deceduta poco dopo. È bastato raccogliere le prime testimonianze nel rione Conocal, dove la giovane abitava, per spingere le indagini nella direzione familiare. Per gli agenti della Squadra Mobile a colpire Jlenia è stato il fratello Giuseppe, di 28 anni. E del giovane non ci sono tracce.
I due avrebbero litigato per motivi ancora da chiarire. E quella lite ha gettato sangue su una famiglia già attraversata da una storia travagliata. Jlenia e Giuseppe sono imparentati con Antonio Circone, detto “Tonino ‘a caramella”, al secolo ras del rione Conocal e prima ancora fedelissimo dell’ormai dissolto clan Sarno. Circone è in carcere da un decennio e più. Pure la madre dei ragazzi è attualmente detenuta. Jlenia e Giuseppe erano praticamente soli. Soli a tirare avanti in quel rione di edilizia popolare segnato dalle cicatrici di una storia di criminalità che in qualche modo ha accompagnato la vita dei due ragazzi.
martedì, 3 Febbraio 2026 - 20:46
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