«Non si può morire così, non si può morire per uno scambio di persona». A casa di Rosario Coppola la tragedia si è abbattuta all’improvviso, come una tempesta. Mercoledì sera Rosario, atteso da moglie e figlio al termine di una normale giornata di lavoro, non è più tornato a casa. In via Tenente Barone, ad Arzano, comune dell’area nord di Napoli, qualcuno gli ha teso un agguato e ha aperto il fuoco mentre lui, alla guida della sua Smart bianca, tentava disperatamente di mettersi in salvo. Rosario non ce l’ha fatta: la sua fuga dalla morte si è conclusa in via Sette Re, davanti a una cornetteria aperta da poco. Rosario è morto alla guida della sua vettura, centrato da cinque colpi di pistola, mentre il barbiere 25enne che gli sedeva accanto, Antonio Persico, ha rimediato una ferita d’arma da fuoco al braccio destro.
I carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, agli ordini del maggiore Andrea Coratza, stanno battendo anche la pista dello scambio di persona, del drammatico errore commesso dai killer in fase di esecuzione del delitto. Si teme che Rosario Coppola possa essere stato confuso con un malavitoso del clan Monfregolo, il gruppo criminale che attualmente gestisce gli affari illeciti ad Arzano per conto degli Amato-Pagano. Restano tuttavia aperte anche altre piste. Il quadro investigativo è ancora frammentario e gli inquirenti si muovono su più fronti ma ciò che emerge con chiarezza è il profilo di Rosario Coppola, quello che amici e familiari stanno cercando di restituire pubblicamente, anche attraverso i social, «per rispetto della sua memoria» e «per rispetto della sua famiglia».
Una famiglia oggi devastata dal dolore. Rosario Coppola lascia la moglie, compagna di una vita, e un figlio di 15 anni. «Mio zio era un padre e un marito esemplare – racconta la nipote Marika Coppola a Giustizia News24 –. Non ha mai fatto mancare nulla alla sua famiglia. Erano felici nella loro piccola casa: la sera, a volte, giocavano a carte. Più che una famiglia sembravano amici. Di fronte ai problemi della vita, lui sorrideva sempre». Rosario era conosciuto e stimato ad Arzano anche per il lavoro che svolgeva nelle case delle persone. «Era sempre disponibile con tutti, gli volevano bene tutti, lo conoscevano tutti», aggiunge Marika. Un affetto testimoniato anche dalla risposta corale al silenzioso appello lanciato dai familiari sulla piattaforma di crowdfunding GoFundMe: in tanti hanno contribuito per aiutare la famiglia a sostenere le spese dei funerali.
Mercoledì sera, però, qualcuno ha spento quel sorriso, trascinando i suoi cari in un incubo senza fine. Non solo il dolore per una perdita irreparabile, ma anche il peso di voci e ricostruzioni infondate. «Mio zio era una brava persona – ribadisce Marika –. Vorremmo solo che non venissero dette schiocchezze. Ne abbiamo lette troppe. Non si può morire così, non si può morire per uno scambio di persona».
lunedì, 9 Febbraio 2026 - 13:38
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