Tommaso e il cuore congelato, ora è scontro tra ospedali su nuovo trapianto: «No del Bambin Gesù, sì del Monaldi»

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di Marco Cesario

La luce della speranza diventa sempre più flebile. Nell’ennesimo giorno di dolore e disperazione, sulla famiglia del piccolo Tommaso si abbatte un’altra drammatica notizia. Il bimbo di 2 anni e 4 mesi di Nola al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato durante la procedura di espianto e traporto potrebbe non essere più nelle condizioni di ricevere un altro cuore. È lo scenario che si sta prospettando in queste ore.

«Secondo l’ospedale Bambin Gesù di Roma, il piccolo non è più trapiantabile», dice oggi l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. Il parere, spiega il legale, è stato «formulato sulla scorta della documentazione clinica che il Monaldi ha inviato al Bambin Gesù». A richiedere la valutazione dell’ospedale romano è stata proprio la famiglia del bambino, che non si fida più del Monaldi: «Con l’ospedale Monaldi è venuto meno il rapporto fiduciario inoltre il Bambin Gesù potrebbe dirci se è trasferibile», sono le parole del legale.

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Dal Monaldi, invece, sarebbe arrivata una valutazione diversa, che però non convince la famiglia. «Secondo il medico che è indagato per questa storia, il bambino è invece trapiantabile. Ma questa è una situazione strana e io sto andando a fare una integrazione di querela», aggiunge l’avvocato.

Oggi pomeriggio, intanto, l’arcivescovo Domenico Battaglia si recherà all’ospedale Monaldi per incontrare la mamma di Tommaso. Il piccolo è in Terapia intensiva ed è tenuto in vita grazie all’Ecmo, una macchina che gli ossigena il sangue e ventila i polmoni.

Intanto, dopo la Regione Campania, anche il ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci ha disposto un’ispezione sia al Monaldi di Napoli e che a Bolzano per capire cosa non ha funzionato nell’espianto, avvenuto a Bolzano dove c’era il cuoricino disponibile, e nella procedura di trasporto. E sempre Schillaci, in un messaggio inviato ieri alla trasmissione Storie italiane di Ra1 durante la diretta sul caso, ha fatto sapere che «La Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per il bambino in attesa a Napoli che risulta il primo nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno. Qualsiasi segnalazione compatibile anche proveniente dall’estero sara’ immediatamente valutata e proposta al centro trapianti. Tutti i centri di donazione nazionale sono sensibilizzati e sorveglieranno eventuali donatori potenziali. Seguiamo costantemente l’evoluzione».

sabato, 14 Febbraio 2026 - 12:12
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