Solo il 10%. È la stima, cruda e senza margini di equivoco, che pesa oggi sulla decisione dell’Heart Team dell’ospedale Ospedale Monaldi, chiamato a stabilire se il piccolo Domenico, in condizioni gravi dal 23 dicembre dopo il trapianto di un cuore danneggiato in fase di espianto, sia idoneo a ricevere il nuovo cuore che ieri si è reso disponibile. «C’è un 10 per cento di possibilità di riuscita dell’operazione di trapianto», ha dichiarato ai giornalisti l’avvocato Francesco Petruzzi. Un dato che cambia il perimetro della discussione clinica e morale. Perché un cuore c’è. Si è reso disponibile ieri sera ed è compatibile con Domenico, ma le condizioni del piccolo, attaccato all’Ecmo da quasi due mesi e con un progressivo deterioramento degli organi, impongono una valutazione che va oltre la compatibilità immunologica.
In queste ore l’Heart Team – allargato a specialisti provenienti da tutta Italia – sta visitando il bambino al suo letto. «Domenico è sveglio», ha spiegato il legale. La madre è stata invitata ad attendere fuori dalla stanza: la sua presenza potrebbe agitarlo, mentre la valutazione richiede la massima stabilità clinica e concentrazione. La conferma della delicatezza del quadro arriva da un altro passaggio riferito dall’avvocato Petruzzi: «nessun cardiochirurgo, al momento, è disponibile a eseguire l’intervento», «ad eccezione del medico che effettuò il primo trapianto», quello culminato con l’impianto del cuore poi rivelatosi danneggiato. La madre, che inizialmente aveva chiesto che non fosse lo stesso chirurgo a rioperare il figlio, di fronte alla mancanza di alternative «è disponibile ad accettare», ha detto il legale.
In caso di valutazione dubbia, l’ultima parola potrebbe spettare al Centro Nazionale Trapianti. Anche perché Domenico non è l’unico in attesa: altri tre bambini sono in lista per lo stesso organo, in un sistema che prevede graduatorie distinte per gruppi sanguigni e compatibilità.
Sul fronte delle verifiche, intanto, il Ministero della Salute ha inviato i propri ispettori. Oggi gli audit sono in corso al Monaldi; domani le verifiche si sposteranno all’Ospedale San Maurizio, dove il 23 dicembre fu effettuato l’espianto. Il team ministeriale è composto da esperti del dicastero, di Agenas, dei Nas, dell’Istituto superiore di sanità e del Centro nazionale trapianti. A coordinare le attività è Maria Grazia Laganà, della Direzione generale della Programmazione sanitaria – qualità, rischio clinico e programmazione ospedaliera del Ministero.
mercoledì, 18 Febbraio 2026 - 15:20
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