Il piccolo Domenico non c’è più. La sua vita è finita lì dove avrebbero dovuto dargli una più serena aspettativa di vita. È finita lì, al Monaldi di Napoli, dove il 22 dicembre entrò coi suoi piedini per ricevere – dopo due anni di attesa – un cuore nuovo che gli avrebbe consentito di separarsi dal suo, malconcio perché affetto da cardiomiopatia dilatativa.
Questa mattina Domenico, due anni e quattro mesi, è morto. Lo ha comunicato in una nota l’Azienda ospedaliera dei Colli cui afferisce l’ospedale Monaldi di Napoli. Domenico, dice la nota, «è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche». Era un destino ineluttabile.
Quando mercoledì scorso, l’Heart Team convocato dal Monaldi – e allargato a specialisti di tutta Italia – per valutare le condizioni di Domenico ha stabilito che il piccolino non fosse più idoneo a ricevere un nuovo trapianto di cuore, il percorso del bambino si è incanalato verso un binario preciso. Una strada che in tanti avevano capito fosse già inesorabilmente tracciata da quell’uso prolungato dell’Ecmo che la medicina ritiene necessario in casi come questi ma assolutamente dannoso. Il Monaldi, o qualcuno al suo interno, s’era però ostinato a tenere Domenico – in coma farmacologico dal 23 dicembre – dicendo che il piccolo fosse ancora nelle condizioni di ricevere un cuore. Parole senza sostegno. E infatti mercoledì gli specialisti hanno deciso per la cancellazione di Domenico dalla lista trapianti, aprendo così il percorso di Domenico verso la morte. Non si sarebbe potuto fare altrimenti in quelle condizioni.
Lo aveva capito anche mamma Patrizia. «Non c’è più speranza», aveva detto. Domenico se n’è andato stamattina, in meno di 24 ore dalla decisione di introdurlo a un percorso di desistenza terapeutica, ossia una progressiva riduzione delle terapie in corso che avrebbe portato il corpo del bambino a spegnersi.
Con la morte di Domenico, si aggrava – sul fronte dell’inchiesta – la posizione dei sei sanitari (medici e paramedici) dell’ospedale Monaldi indagati. Fino ad oggi accusati di lesioni colpose gravi, adesso i sei indagati dovranno fare i conti con l’accusa di omicidio colposo: la diversa qualificazione del reato sarà formalmente operata dalla Procura della Repubblica di Napoli nelle prossime ore. La Procura disporrà anche il sequestro del corpicino di Domenico e l’autopsia, per le verifiche del caso sul cuore danneggiato. Resta poi ancora aperto il filone di Bolzano: i magistrati stanno valutando quanti e quali persone iscrivere nel registro degli indagati – come atto dovuto – al fine di verificare i passaggi che hanno portato il ghiaccio secco all’interno del frigo isotermico usato per trasportare il cuore. Quel tipo di ghiaccio, che non andava utilizzato, ha di fatto congelato tutto il contenuto della box, rendendo inutilizzabile il contenuto della stessa. Cuore incluso.
sabato, 21 Febbraio 2026 - 10:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA














