Dubai colpita nella guerra di Usa-Israele contro l’Iran: voli cancellati, italiani sospesi tra paura e attesa | I racconti


Lo spazio aereo è stato chiuso già nella tarda mattinata di ieri, poco dopo mezzogiorno (ora locale), quando Dubai è finita improvvisamente nel mezzo dell’operazione Ruggito del Leone sferrata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran. In pochi minuti l’aeroporto, il più trafficato al mondo per passeggeri internazionali, si è fermato: voli in partenza e in arrivo cancellati, tabelloni spenti, passeggeri rimasti nello scalo con le valigie in mano, sospesi tra angoscia e incredulità. Persino il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, è rimasto bloccato insieme alla sua famiglia. Tornerà in Italia a bordo di un volo di Stato che sta atterrando a Mascate, la capitale dell’Oman. A quanto si apprende, infatti, Crosetto si è trasferito in Oman via terra a Mascate, distante poco meno di 500 chilometri. Da lì il ministro decollerà nel pomeriggio alla volta dell’Italia, a bordo del Gulfstream G550 dell’Aeronautica militare, partito in mattinata dalla base di Pratica di Mare. Lo stesso Crosetto su X ha annunciato di aver «bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato».

Così chi era in procinto di rientrare dopo una vacanza si è trovato bloccato e costretto a trovare una sistemazione di fortuna. Chi vive stabilmente negli Emirati si è ritrovato catapultato in uno scenario mai immaginato. L’incubo si è materializzato in una giornata qualunque. Molti turisti erano in spiaggia quando, all’improvviso, sopra le loro teste sono passati i missili lanciati dall’Iran, mentre la contraerea emiratina li intercettava in cielo e i detriti iniziavano a cadere.

Gli studenti italiani: «Non sappiamo quando torneremo»

«Non sappiamo quando ripartiremo. Abbiamo visto scie nel cielo per i droni intercettati dalla contraerea e qualche rogo a terra. Dovevamo tornare lunedì ma nessuno sa dirci quando rientreremo». A parlare è Daniele Bovo, 21 anni, veronese, bloccato a Dubai insieme ad altri 200 studenti dopo l’attacco israeliano e statunitense in Iran e la successiva risposta iraniana. Il gruppo fa parte del progetto “Ambasciatori del futuro” dell’associazione World Student Connection (Wsc). In totale sono 204 studenti delle scuole superiori italiane, tra cui una dozzina di veneti e tre sedicenni dell’istituto tecnico commerciale “P.F. Calvi” di Padova. Sono assistiti dai tutor e stanno ricevendo supporto anche dal consolato generale a Dubai. «Mio figlio avrebbe dovuto atterrare a Milano l’1 marzo alle nove del mattino – racconta la madre di uno dei ragazzi – e invece non sappiamo quando tornerà. I ragazzi sono seguiti e questo ci rassicura, ma siamo in pensiero». Secondo quanto riferito alle famiglie, gli studenti sono stati sistemati in albergo in attesa della riprogrammazione dei voli. Il rientro, inizialmente previsto per domani, sarebbe stato spostato al 3 marzo. Il programma Wsc prevede una simulazione diplomatica dei lavori dell’Onu e coinvolge adolescenti e universitari di diverse nazionalità.

«Abbiamo sentito l’esplosione»: chi vive a Dubai

«Ho udito distintamente un’esplosione ieri e nella notte le autorità hanno consigliato di non uscire di casa. Abito a duecento metri dal Fairmont Hotel, colpito dai detriti di un missile abbattuto», racconta Alberto Boato, imprenditore veneziano che vive da anni a Dubai. «I danni sono stati tutto sommato limitati. È una domenica quasi normale sulla Palm. È ancora attesa la riapertura dell’aeroporto, ma non ci sono indicazioni sui tempi. Restiamo all’erta, ma non siamo nel panico. Per precauzione sono previsti tre giorni di lezioni online nelle scuole. Nelle ultime ore non si è sentita alcuna esplosione», spiega. «La situazione è seguita bene dalle autorità, con informazioni puntuali e le giuste precauzioni».

L’appello di Big Mama: «Siamo terrorizzati»

Tra i passeggeri bloccati c’è anche la cantante Big Mama, che ha lanciato un appello sui social. «Ciao ragazzi, stasera vi chiedo di darci una mano, perché stiamo vivendo un vero incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione», dice nel video. «Sono partita dall’aeroporto di Malé, il mio volo è stato dirottato nel deserto, nei pressi di Dubai. Siamo stati portati in hotel e ci hanno chiesto di restare lì e di fare attenzione. Continuiamo a sentire i missili sopra la testa, io sono terrorizzata. Vi prego, occhi su di noi. Siamo in tantissimi e vogliamo tornare a casa». Un messaggio carico di paura, condiviso mentre lo spazio aereo resta chiuso e i voli cancellati.

Tajani: «Nessun italiano coinvolto.

«Sono decine di migliaia gli italiani, militari e civili, che si trovano nell’area del Medio Oriente, molti sono a Dubai. Fortunatamente non risultano italiani colpiti negli attacchi e nei contrattacchi iraniani». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che la Farnesina sta seguendo la situazione attraverso ambasciate e consolati. «La nostra preoccupazione principale è assistere i nostri concittadini con tutti gli strumenti disponibili». Nel Golfo si concentrano diverse basi militari statunitensi. L’Iran ha colpito in Bahrain, a Manama, dove si trova il quartier generale della Quinta Flotta Usa, e ha lanciato missili anche verso basi in Qatar e Kuwait. In una base italo-americana sono presenti oltre 300 militari italiani: nessuno è rimasto ferito, anche se la pista dell’aeroporto ha subito danni.

 

domenica, 1 Marzo 2026 - 17:30
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