Svolta in Agenzia delle Entrate: «Rimborsi fiscali calati da 75 a 68 giorni, meno controlli ex post e boom precompilata»

Agenzia delle Entrate

Un fisco che prova a cambiare pelle, riducendo i tempi dei rimborsi, accompagnando i contribuenti nella compilazione della dichiarazione dei redditi e spostando il baricentro dei controlli dalle verifiche ex post alla prevenzione degli errori. È la linea tracciata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone durante il suo intervento al Forum ANSA, tenutosi pochi giorni fa. 

Numeri, ma anche visione. Dalla crescita della dichiarazione precompilata semplificata alla riduzione dei tempi medi per i rimborsi fiscali, fino alla lotta all’evasione che continua a valere circa 90 miliardi di euro l’anno. Sullo sfondo, l’idea di un rapporto diverso tra amministrazione finanziaria e cittadini: meno “caccia all’errore”, più assistenza preventiva e concentrazione delle risorse sui fenomeni fraudolenti organizzati.

Rimborsi fiscali: «Oltre 26 miliardi restituiti ai contribuenti»

Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha erogato «oltre 26,3 miliardi di rimborsi», con un incremento superiore ai 2 miliardi rispetto all’anno precedente. Ma il dato sul quale Carbone insiste maggiormente riguarda i tempi. «Abbiamo ridotto i tempi medi del rimborso: da 75 giorni siamo scesi a 68 giorni», spiega il direttore dell’Agenzia delle Entrate, indicando come obiettivo quello di «migliorare sempre e ridurre sempre più i tempi di rimborso. Ridurre ulteriormente i 68 giorni». «È importante ed è sfidante – sottolinea – perché ci consente di restituire al legittimo titolare quelli che sono beni di sua spettanza ed evitare che debba fare ricorso alla finanza e indebitarsi».

Precompilata, boom della versione semplificata

I primi dati sull’accesso alla dichiarazione dei redditi precompilata mostrano una crescita significativa della modalità semplificata. «L’anno scorso hanno scelto questa modalità il 60% dei contribuenti che hanno presentato una dichiarazione precompilata, quest’anno, se i dati si confermeranno, sarà l’80%», afferma Carbone. Secondo il direttore dell’Agenzia, il successo dipende soprattutto dalla facilità di utilizzo: «Nella forma semplificata il contribuente viene guidato per mano nella predisposizione» e difficilmente può incorrere in errore. Nei primi tre giorni di apertura del servizio «vi sono stati accessi per oltre un milione e 600 mila contribuenti» e «l’80% ha riguardato la precompilata semplificata». Un risultato che Carbone definisce «un motivo di orgoglio» per l’Agenzia. Quella della precompilata, osserva, «è una storia che si è evoluta in questi anni, una storia di fiducia». Nel primo anno di introduzione, il 2015, «i soggetti che aderirono furono 1,4 milioni»; oggi, «dopo poco più di dieci anni, abbiamo 5 milioni e 400 mila soggetti che hanno aderito nel 2025».

 

«Un miliardo e 300 milioni di dati gestiti»

Dietro il funzionamento della precompilata c’è una macchina complessa fatta di incrocio e validazione delle informazioni. «Per la precompilata di quest’anno sono stati gestiti un miliardo e 300 milioni di dati, dati che provengono dal sostituto di imposta, dalle banche, dalle assicurazioni, dalle farmacie. Si può parlare di un’opera corale», spiega Carbone. Il direttore sottolinea il lavoro necessario per validare le informazioni: «Vi è certezza del dato. Questo significa che l’Agenzia non rincorre più il contribuente che ha indicato i dati nel suo modello di dichiarazione ma anticipa quei dati, li mette a disposizione e li valida preventivamente». Un cambio di approccio netto rispetto al passato: «C’è un rapporto che si va ad anticipare rispetto alla filosofia di controllo ex post vigente fino a pochi anni fa». «Sempre più – aggiunge – l’Agenzia sta cercando di andare verso il contribuente e di metterlo nelle migliori condizioni per adempiere ai comportamenti tributari che non sempre sono facili da portare avanti».

«Molti errori sono commessi in buona fede»

Secondo Carbone, una parte significativa degli errori fiscali non nasce da una volontà fraudolenta. «Tanti inadempimenti e tanti errori sono commessi in buona fede, a volte pure per esigenze esterne rispetto a una volontà precisa del contribuente», afferma Carbone. Per questo motivo l’obiettivo è intercettare tempestivamente le anomalie e concentrare le energie investigative sui fenomeni più gravi: «Se noi riusciamo a intercettare in maniera puntuale tutti questi fenomeni, possiamo concentrare le nostre risorse nel contrasto alle frodi e dei comportamenti che davvero sono organizzati per eludere la norma tributaria» Carbone si dice «convinto» che «non esiste la possibilità di voler rincorrere il contribuente con accertamenti ex post magari applicando sanzioni». «Questo credo che abbia fatto il suo tempo. L’Agenzia nella quale dobbiamo credere – aggiunge – è un’agenzia che certamente ha un’attività core di contrasto all’evasione ma deve essere capace di fornire servizi al contribuente».

La sfida dell’evasione fiscale: «Vale 90 miliardi»

Resta però il nodo dell’evasione fiscale. «L’evasione, il tax gap stimato, è sui 90 miliardi di euro. Dovremmo far comprendere ai concittadini che è un danno per tutti», dice Carbone, ricordando che il recupero ottenuto lo scorso anno ha raggiunto quota 36,2 miliardi. «Se riuscissimo a recuperare altri 50-60 miliardi, veramente potremmo fare tanto di più con servizi pubblici a favore della collettività e incidere sulla pressione fiscale», osserva. Il direttore dell’Agenzia evita però facili ottimismi: «Direi una bugia se dovessi dire che ho la sensazione che l’evasione si va riducendo».  Allo stesso tempo, però, rivendica gli strumenti oggi a disposizione dell’amministrazione finanziaria:«Sono convinto che sempre più siamo capaci di intervenire in maniera capillare e tempestiva. La interoperabilità delle banche dati ci consente di avere questi risultati». E conclude: «Con tutti gli strumenti oggi messi a disposizione del contribuente credo davvero che l’evasione nel medio periodo sia destinata a scemare».

giovedì, 7 Maggio 2026 - 12:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA