Il Rosario tra le mani, come simbolo di una corda che unisce a Dio, insieme all’immagine della Madonna di Pompei nel giorno più atteso dal popolo di Maria: quello della Supplica. Una Supplica, quella di questo 8 maggio 2026 recitata dai fedeli insieme a Sua Santità Papa Leone XIV che ha scelto Pompei per celebrare il suo primo anno da Pontefice.
I devoti al Santuario voluto dal Santo Bartolo Longo, affollano le strade della città ai piedi del Vesuvio dalle prime luci dell’alba. Davanti alle transenne, o sistemati nei diversi settori messi a disposizione dalla diocesi, ci sono bambini che ancora sbadigliano, uniti ad anziani che faticano a camminare e pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia, giunti in autobus o attraverso i treni le cui corse, per l’occasione, sono state intensificate da Eav e FS. Il cielo è ancora coperto da nuvole quando, intorno alle 8, le campane iniziano a suonare, arrivano i cantori e la banda costituita per lo più da giovanissimi musicisti; si susseguono intanto le prove sull’Altare Maggiore e le persone, che sentono sempre più vicina la presenza del Papa, iniziano a sventolare bandiere e applaudire. Alle 9 vengono chiusi i varchi per accedere ai posti a sedere in platea, posti concessi gratuitamente per i fedeli e per le autorità tramite un portale realizzato ad hoc per la speciale occasione, e non mancano coloro che si scattano selfie per immortalare il ricordo di una giornata indimenticabile. I bambini ormai svegli iniziano a scorrazzare contenti tra i corridoi dei settori, alcuni hanno portato con sé qualche giocattolo per ingannare il tempo dell’attesa, altri come Thomas e Alessandro, hanno indossato le magliette realizzate dalla mamma, Martina De Falco, per lanciare un messaggio forte e chiaro: “No alle guerre, sì alla pace”.
Al passaggio della Papa Mobile la folla, distribuita in piedi in ogni angolo della Piazza principale e tra le vie adiacenti, unitamente ai tantissimi fedeli affacciati ai balconi addobbati con rose bianche fiori gialli, grida “Viva Maria, Viva Papa Leone”. All’arrivo del Papa in piazza il cielo si apre, le nuvole sembrano sparire per far spazio ad un sole cocente. Tra sorrisi, lacrime e commozione dei presenti, la banda suona la colonna sonora dell’ Eurovision e il Papa, ormai al centro dell’Altare saluta tutti ringraziando Pompei per la calorosa accoglienza e ricordando che Maria è la mamma di tutti.
«In questo Santuario – esclama Prevost – sappiamo bene che la mamma è sempre con noi. La nostra madre Maria». Durante la celebrazione per la Santa Messa, il Papa ricorda ancora una volta che la sua elezione, un anno fa, avvenne proprio nel giorno della Supplica e che per lui era un desiderio ma anche un dovere venire a Pompei per il suo primo anno di pontificato e ricorda l’opera di San Bartolo Longo insieme a sua moglie Contessa Marianna Farnararo De Fusco quando pose la prima pietra per il Santuario, iniziata 150 anni fa quando la città stava risorgendo dalle ceneri della vecchia Pompei sepolta dall’eruzione del ’79 dopo Cristo. «Dovevo venire qui – dice Sua Santità – a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa. Aver scelto il nome di Leone mi pone sulle orme di Leone XIV. A tutto ciò sussegue la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Santo Rosario». Numerosi i messaggi del Papa ripetuti a gran voce nel corso della Messa e della sua omelia dove ha ribadito che «nessuna potenza terrena salverà il mondo ma solo l’amore».
Al termine della celebrazione, prima della Benedizione finale, il Papa volta le spalle al pubblico per rivolgere lo sguardo al sacro quadro della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei e recita la supplica affiancato dall’Arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo e Don Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli. Al termine, il popolo mariano invoca e dice in maniera spontanea ,a gran voce, la preghiera Salve Regina. Sua eccellenza Monsignor Tommaso Caputo rivolge infine un ringraziamento al Papa Leone XIV da parte della città di Pompei e del Santuario mentre avviene tra loro un simbolico scambio di doni. Col capo inclinato i presenti poi ricevono la benedizione e infine Pompei esplode in un caloroso applauso per salutare il Pontefice che, tra strette di mano e saluti, lascia la Piazza. In tanti, una volta conclusasi la Santa Messa, hanno provato a superare i blocchi per accedere al Santuario e portare un fiore alla Madonna, nel giorno più caro (insieme alla prima domenica di ottobre) per gli associati al Tempio di Maria.
venerdì, 8 Maggio 2026 - 16:52
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