Una guida pensata per aiutare i detenuti a conoscere i propri diritti in carcere e a orientarsi tra le figure competenti chiamate a garantirli: dal diritto alla salute, tra i più fragili e spesso disattesi, a quello all’istruzione, troppo spesso sottovalutato. Una mano tesa a chi da libero è inciampato e da recluso prova a ricostruire il proprio percorso. Il Carcere possibile onlus, l’associazione nata a Napoli nel 2003 e composta da avvocati penalisti, ha realizzato la terza edizione della “Guida dei diritti e dei doveri dei detenuti”, dedicandola all’avvocato Riccardo Polidoro, padre fondatore del Carcere possibile e ideatore della Guida stessa. Una scelta, quest’ultima, che riconosce l’impegno portato avanti negli anni dall’avvocato Polidoro (venuto a mancare nel marzo 2024) nella tutela dei diritti delle persone detenute e nella diffusione della cultura della dignità in carcere.
Guida tradotta in tre lingue e stampata in carcere
Tradotta in tre lingue, la guida è stata stampata all’interno del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi: una scelta dal forte valore simbolico, perché trasforma un luogo di detenzione anche in uno spazio di partecipazione, lavoro e diffusione della conoscenza dei diritti. E sempre un carcere è stato scelto per presentare il nuovo volume. Venerdì 15 maggio la guida è stata presentata nella casa circondariale di Poggioreale, dove la direttrice Giulia Russo sta portando avanti – come ella stessa ha spiegato in un’intervista a Giustizia News24 – «un percorso fatto di interventi e iniziative finalizzati alla riqualificazione degli ambienti, al miglioramento della qualità della vita e degli spazi destinati ai detenuti, oltre che alla promozione del lavoro interno come strumento di responsabilizzazione e reinserimento». All’incontro ha preso parte anche una delegazione di detenuti, intervenuta con domande e riflessioni sui diritti all’interno del carcere, sulle difficoltà legate all’accesso alle cure e sul tema del sovraffollamento penitenziario.
«Chi è all’interno di una struttura carceraria – ha spiegato l’avvocato Mara Esposito Gonella, presidente del Carcere possibile – riesce a conoscere poco e male anche il sistema per inoltrare richieste permessi o altre istanze al tribunale di sorveglianza, vedendosi in maniera frustrante tante volte bocciate le richieste che vengono avanzate perché non correttamente presentate». Ed è proprio per favorire un sistema di conoscenza più accessibile che nasce il volume. Il libro, ha spiegato a Giustizia News24 l’avvocato Mara Esposito Gonella, illustra «in maniera semplice» e «il più possibile immediata» sia i diritti riconosciuti alla persona detenuta dal momento dell’ingresso in carcere sia i doveri ai quali è tenuta.
Picardi: «Norme dell’ordinamento penitenziario di difficile comprensione persino per gli operatori del diritto, serve accessibilità»
Un vademecum realizzato non senza difficoltà. «Ci siamo trovati di fronte a un cambiamento abissale delle norme dell’ordinamento penitenziario», ha spiegato l’avvocato Sabina Coppola del Carcere possibile onlus e tra i redattori del libro. Questo ha determinato un lavoro complesso: l’aggiornamento sistematico delle disposizioni modificate dal 2017 – anno della precedente edizione – fino ad oggi, la riscrittura dei passaggi più tecnici e la loro traduzione in contenuti essenziali, organizzati in “pillole” di più immediata comprensione. «L’innovazione normativa più importante – ha osservato l’avvocato Elena Cimmino del Carcere possibile onlus e tra i redattori della guida – riguarda l’articolo 4-bis dell’ordinamento penitenziario, con il superamento della preclusione assoluta per i condannati per reati ostativi nella richiesta dei permessi premio».

A questo lavoro di “traduzione” del linguaggio giuridico ha contribuito anche il giudice del Tribunale di Sorveglianza Maria Picardi, che – durante il suo intervento – ha richiamato la necessità di norme più comprensibili. «Il legislatore – ha osservato il giudice Picardi – non dovrebbe mai perdere di vista il destinatario della norma». E ha ricordato come «la Costituzione sia composta da 1357 parole, di cui 1002 appartenenti al vocabolario di base della lingua italiana». Un dato che, ha sottolineato Picardi, evidenzia come anche le leggi dovrebbero essere realmente accessibili: «Le norme dell’ordinamento penitenziario, purtroppo, sono spesso di difficile comprensione persino per gli operatori del diritto».
Ciambriello: «La guida crea una rete e aiuta a non lasciare soli i detenuti»
La riflessione restituisce il senso più profondo della guida, che non vuole essere un semplice manuale tecnico. «Questa guida dà una mano a coloro che sono reclusi ma non esclusi – ha detto Samuele Ciambriello, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania -. È un lavoro utile per creare una rete che faccia sentire meno sole le persone. Anche attraverso iniziative come questa chi sbaglia viene aiutato a cambiare e non soltanto a pagare». Gli ha fatto eco l’avvocato Mara Esposito Gonella: «Con questa guida vogliamo far capire che la pena non deve essere solo sofferenza ma anche rieducazione». Sulla stessa scia l’avvocato Gabriele Esposito, intervenuto in rappresentanza del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli: «La guida vuole colmare il senso di smarrimento di chi accede per la prima volta al carcere e rappresenta una prima forma di risocializzazione».
Provveditore Berdini: «Senza investimenti su personale e strutture nulla cambia»
Di qui il richiamo alla politica e alle istituzioni alle proprie responsabilità rispetto alla condizione carceraria. Rivolgendosi alla delegazione di detenuti presente in sala, Gonella ha aggiunto: «La vostra vita è troppo spesso consegnata alla sciatteria della politica, ed è questo che noi vogliamo provare a cambiare». Duro sul punto anche il provveditore dell’amministrazione penitenziaria campana Carlo Berdini: «I problemi del carcere li conosciamo tutti. Sono trent’anni che se ne parla: si sono alternati governi di destra e di sinistra. La politica deve intervenire investendo in risorse materiali e personale, altrimenti la situazione resterà sempre la stessa e tra dieci anni saremo ancora qui a dirci le stesse cose». Altrimenti resta complesso riuscire a garantire ai detenuti i diritti più essenziali, a cominciare da quello della salute. «Il diritto alla salute è certamente quello più fragile», ha affermato il giudice Maria Picardi rispondendo a uno dei detenuti presenti. «Penso al carcere di Poggioreale: i detenuti con problemi psichiatrici sono tantissimi – ha proseguito il giudice Picardi -. Su una platea di circa 2.300 detenuti ci sono due medici psichiatri a tempo pieno. Questo fa capire quanto il diritto alla salute sia ancora poco garantito».
Così in un sistema che continua a fare i conti con carenze strutturali e cronica mancanza di investimenti, iniziative come quella della Guida dei diritti e dei doveri dei detenuti diventano strumenti concreti di orientamento e tutela che vanno sostenuti. «La detenzione comprime alcuni diritti e questa guida consente al detenuto di conoscere quelli che conserva all’interno del carcere – ha spiegato ancora Berdini -. Come amministrazione abbiamo sempre favorito la diffusione di questo materiale».
All’iniziativa è intervenuta anche l’assessore regionale Fiorella Zabatta, che ha portato i saluti e il sostegno del presidente della Regione Campania Roberto Fico: «Se i detenuti comprendono che esistono doveri ma anche diritti, si comincia a tracciare la strada del reinserimento nella società. È così che si realizza un vero cambio di paradigma».
domenica, 17 Maggio 2026 - 17:00
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