Urne aperte in Campania, tra campo largo spaccato e centrodestra diviso: 88 Comuni al voto, ci sono Salerno e Avellino


Urne aperte anche in Campania, domani – domenica 24 maggio – e lunedì 25 maggio. Saranno 88 i comuni chiamati al voto per il rinnovo di sindaci e Consigli comunali. Tra questi anche i due capoluoghi di provincia Salerno e Avellino. Complessivamente andrà alle urne circa il 16 per cento dei comuni della regione. Ben 26 sono i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, dove sarà applicato il sistema elettorale maggioritario a doppio turno: ciò significa che, se nessun candidato sindaco supererà il 50 per cento dei voti al primo turno, si tornerà alle urne per il ballottaggio tra i due candidati più votati. Negli altri 62 comuni, invece, sindaco e Consiglio comunale saranno eletti con il sistema a turno unico e maggioranza semplice. Tradotto: chi prende più voti vince.

La provincia con il maggior numero di amministrazioni coinvolte è quella di Napoli, con 26 comuni al voto. Seguono la provincia di Salerno con 21 comuni, quella di Caserta con 18, la provincia di Avellino con 13 e quella di Benevento con 10.

Il campo largo e le fratture nel Napoletano: il caso Portici, dove è spaccato pure il centrodestra

Ed è proprio nel Napoletano che le urne regoleranno alcune delle sfide più complicate soprattute per il campo largo. Ci sono realtà, infatti, dove il “Modello Napoli”, poi esportato in Regione non è riuscito a mettere radici. Ci sono realtà, infatti, dove il campo largo s’è spaccato. Portici, con i suoi circa 50mila abitanti, è il caso più emblatico di questa rottura. Il sindaco del Pd Vincenzo Cuomo – come noto – ha interrotto il suo mandato mesi fa per assumere l’incarico di assessore regionale e ha consegnato la città alle urne con un anno di anticipo. Ha indicato come suo “erede” Claudio Teodonno, scelto dopo settimane di grandi tensioni interne tra alcuni giovani esponenti del partito e di liste civiche che ambivano alla carica di sindaco: con lo slogan “Il Processo continua”, Teodonno guida una coalizione di otto liste composta dal Partito democratico, Europa Verde, A testa Alta, Per, e le civiche Portici nel cuore, Portici libera, Il Cittadino, Progetto Portici – Avanti. L’altro volto del centrosinistra è il candidato sindaco Fernando Farroni, che qualche consiliatura fa è stato vicesindaco di Cuomo e che alle ultime elezioni, pur non presentandosi in prima persona, ha appoggiato Cuomo con liste di sua ispirazione: Farroni ha spiegato di aver scelto di imboccare un percorso diverso perché non condivide un’impostazione della politica giudicata troppo personalistica, che a suo dire ha caratterizzato l’esperienza di Cuomo e che – a duo dire – rischierebbe di essere riproposta da chi ne erediterà il testimone. Non a caso, il suo motto elettorale è “Portici è tua”. Con lui sono schierati in campo diversi consiglieri uscenti e assessori che, appunto, facevano parte della maggioranza di governo: Farroni è sostenuto da Casa Riformista (è esponente di Italia viva), dal Movimento 5 Stelle (unico partito che era all’opposizione della Giunta Cuomo, rappresentato da un unico consigliere), Sinistra e Ambiente, Noi di centro, la civica di riferimento Fernando Farroni sindaco, AttivaMente, Su Portici, Oltre, Ribalta. Una curiosità nella curiosità: i due candidati non solo hanno spaccato il campo largo, ma hanno pure spaccato la coppia indivisivile Bonelli-Fratoianni. A Portici, infatti, Avs non corre insieme: Europa Verde appoggia Teodonno, mentre Sinistra italiana è andata con Teodonno.

Portici, ombre sul voto: prefetto invia ispettori per tessere elettorali ritirate da “sconosciuti”, c’è il nodo dei duplicati

Per par condicio, anche il centrodestra a Portici si presenta diviso. Una spaccatura maturata dopo settimane di tensioni interne, soprattutto dentro Fratelli d’Italia, culminate a ridosso della presentazione delle liste con la fuoriuscita dello storico esponente Antonio Lippolis e del figlio Pasquale Lippolis. Quest’ultimo puntava alla candidatura a sindaco ma, sfumato il progetto, ha poi scelto di rifugiarsi in una civica a sostegno del candidato del Pd Claudio Teodonno. A quel punto Fratelli d’Italia ha deciso di giocare una partita autonoma, lanciando quasi all’ultimo minuto la candidatura di Ione Abbatangelo, figlia dell’ex deputato missino Massimo Abbatangelo ed ex candidata, senza successo, alle ultime Regionali. Una scelta che ha rafforzato il legame identitario con il partito, ma meno quello con il territorio: Abbatangelo, infatti, non vive a Portici e il suo rapporto con la città risale sostanzialmente agli anni della scuola quando era una bambina.

FdI ha quindi scelto di non convergere sul candidato indicato dalla Lega e sostenuto da Forza Italia, il giovane imprenditore porticese Giovanni Ciaramella. E anche qui non sono mancati i distinguo: Forza Italia ha deciso di metterci il simbolo, mentre la Lega ha preferito non presentarsi ufficialmente con il proprio logo, nascondendosi dietro la civica “Prima Portici”. A sostegno di Ciaramella c’è anche la lista “Ciaramella sindaco”.

La frammentazione per il centrodestra rischia di avere conseguenze pesanti sul piano elettorale. Alle ultime Comunali il candidato unitario del centrodestra, Mori (di Fd’I), sostenuto da un’unica lista che raccoglieva tutte le anime della coalizione, non riuscì nemmeno a superare la soglia di sbarramento, lasciando il centrodestra fuori dal Consiglio comunale e senza rappresentanza. Un precedente che rende ancora più significativa la scelta di presentarsi oggi divisi, con il rischio concreto di disperdere ulteriormente il consenso.

A San Giorgio il M5s corre contro il Pd, e spunta Futuro nazionale con un suo candidato

Il campo largo corre diviso anche a San Giorgio a Cremano, comune tradizionalmente a guida Pd. L’uomo della continuità con il sindaco uscente Giorgio Zinno – dimissionario perché eletto in Consiglio regionale – è Michele Carbone, sostenuto complessivamente da 10 liste (Pd, A testa alta, Casa riformista, Avs/Centopassi, Progetto per San Giorgio, Avanti, Ora, Per, Civici e progressisti, Quartiere mio e Free). Si è tenuto fuori da questa coalizione il Movimento 5 Stelle, che ha deciso di correre da solo puntando su Patrizia Nola. Come a Portici, anche il centrodestra è spaccato, con una curiosità: si affaccia alle elezioni il partito di Vannacci. Futuro nazionale ha candidato Roberto Galdieri, che corre sostenuto dall’unica lista Futuro per San Giorgio. Fratelli d’Italia, invece, ha candidato a sindaco Maurizio Bruno. Chiudono la rosa dei candidati l’avvocato Salvatore Maddaloni con la civica San Giorgio in diretta e la dirigente scolgastica Patrizia Tramontano Guerritore, voluta da Potere al Popolo, e sostenuta dalla lista Direzione futuro.

A Ercolano campo largo compatto, il centrodestra ha ben tre candidati

A Ercolano il quadro elettorale si presenta con equilibri molto diversi tra le coalizioni: il cosiddetto campo largo ha trovato una sintesi unitaria, mentre il centrodestra – che alle ultime amministrative non si era neppure presentato – scende in campo con una pluralità di candidati e sensibilità. In totale sono sei i candidati in corsa per la carica di sindaco. Il primo a ufficializzare la propria candidatura è stato Piero Sabbarese, consigliere comunale uscente e figura da anni impegnata nella vita politica cittadina. Esponente di Azione, Sabbarese è stato tra i più costanti e determinati oppositori della giunta guidata da Ciro Buonajuto (poi dimessosi con un anno di anticipo sulla fine del mandato perché impegnato nell’elezione, vinta, al Consiglio regionale), e ha scelto di costruire una proposta autonoma e coerente con la propria visione di città. A sostenerlo ci sono tre liste: “Ercolano in Azione”, “Con Sabbarese sindaco” e “Angolo civico” . Sul fronte del centrosinistra, invece, si è registrata la convergenza attorno alla candidatura di Antonietta Garzia del Partito Democratico. La coalizione che la sostiene è ampia e articolata in otto liste, tra cui Casa Riformista, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Avanti, Per e le civiche Progetto Civico Italia per Ercolano e Si Riparte da Herculaneum.

Il centrodestra, invece, si presenta diviso in tre candidature. Forza Italia sostiene Nicola Abete, che proviene dall’esperienza di Azione e comunque da un percorso di opposizione alla maggioranza uscente, mentre Fratelli d’Italia ha indicato Luciano Schifone. Lega, insieme a Noi Moderati e Udc, ha invece scelto Luigi Fiengo, che alle scorse amministrative era candidato a sostegno del sindaco uscente Ciro Buonajuto ed era stato inserito nelle liste di Italia Viva, partito dello stesso Buonajuto, senza però risultare eletto. 

Calsanuovo, tre candidati: due donne per centrodestra e centrosinistra

A Casalnuovo di Napoli ci sono tre candidati, ma il braccio di ferro è tra le due donne in campo: Nicoletta Romano, che incarna la continuità con l’uscente Pelliccia di cui è stata il vicesindaco, è espressione di una coalizione di centrodestra formata da ben tredici liste, tra cui Forza Italia, Democrazia e libertà, Casalnuovo nel cuore, Casalnuovo al centro, Prima Casalnuovo, Città Lab, Casalnuovo in Movimento, Casalnuovo al Centro, Vivere Casalnuovo, Movimento civico Coccinella, Il Quadrifoglio, Il Giglio – legalità e giustizia, Uniti per Casalnuovo, Oblò. Per il centrosinistra, invece, c’è Katia Iorio: è sostenuta da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Casa riformista, e le civiche Katia Iorio sindaco e Lista la vela. Infine corre Giovanni Nappi, sostenuto da A testa alta, Nappi sindaco, La città che vogliamo e Sinistramente Parlando.

Salerno: De Luca in campo, otto candidati e coalizioni frammentate

Nella provincia di Salerno i comuni al voto sono 21. La sfida più attesa è proprio nella città di Salerno dove è candidato Vincenzo De Luca, presidente uscente della Regione Campania. Salernitano doc, De Luca rivuole il comando della città che sino alle scorse amministrative è stato nelle mani del Pd e di una coalizione di centrosinistra. I candidato a sindaco sono ben otto. De Luca è sostenuto da sette liste, ma non si troverà il Pd che ha deciso di non “metterci la faccia” e dunque non presenta il logo: Progressisti per Salerno, Salerno per i giovani, A testa alta, Cristiani Democratici, Insieme per Salerno, Davvero Ecologia & Diritti e Avanti PSI Salerno. Lo sfidante del centrodestra è Gherardo Maria Marenghi, che conta su quattro liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati (con la presenza anche della lista Prima Salerno). Franco Massimo Lanocita rappresenta la coalizione del campo progressista alternativo ed è sostenuto ufficialmente dal Movimento 5 Stelle, da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e dal movimento civico Salerno Democratica. Armando Zambrano invece corre alla guida di un polo centrista supportato da quattro liste: Noi Popolari Riformisti – UdC, Oltre-Azione, Salerno di tutti e Zambrano Sindaco. Una sola lista appoggia invece gli altri tre candidati: Elisabetta Barone è sostenuta unicamente dalla lista civica Semplice Salerno; Pio Antonio De Felice è appoggiato da Potere al Popolo; Alessandro Turchi è alla guida della lista civica indipendente Salerno Migliore.

Avellino: scontro tra ex alleati, con Nargi-Festa e l’incognita Pizza

Ad Avellino si torna al voto a due anni dall’ultima elezione, dopo la caduta dell’amministrazione guidata da Laura Nargi sul Bilancio. Qui si è venuta a creare una situazione particolare: in campo ci sono Gianluca Festa e la stessa Nargi. Festa è stato sindaco della città fino al marzo 2024, quando ha dovuto fare un passo indietro perché coinvolto in una vicenda giudiziaria. Proprio dopo la caduta del Consiglio, Laura Nargi – che di Festa era stata vicesindaca – si era presentata come candidata sindaca in continuità con l’esecutivo guidato dallo stesso Festa. Una volta eletta, però, nella sua consiliatura sono sorti diversi problemi politici che hanno portato alla rottura tra i due. Oggi, dunque, Festa e Nargi sono rivali. Nargi è sostenuta da cinque civiche: SiAmo Avellino, ScegliAmo Avellino, Forza Avellino (lista di riferimento di Forza Italia), Ora Avellino e Fratelli di Avellino. Gianluca Festa è invece sostenuto da diverse liste civiche. Sul suo nome pesa una querelle politica dopo che, pochi giorni fa, la Commissione Antimafia lo ha inserito nell’elenco degli “impresentabili”. Tra i due contendenti potrebbe inserirsi il terzo candidato, Nello Pizza, che guida la coalizione del campo largo progressista. Pizza è sostenuto da sei liste: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Stiamo con Nello Pizza, Casa Riformista, Noi di Centro e Avellino Città Pubblica, contenitore che raccoglie forze come Alleanza Verdi e Sinistra, Avellino Prende Parte e Controvento.

Marcianise: duello Iodice-Velardi nel Casertano

Nel Casertano, il comune più grande al voto è quello di Marcianise, dove si scontrano Maria Luigia Iodice, ex consigliera regionale, sostenuta dalla coalizione del campo largo progressista e moderato (composta da sette liste complessive tra cui il Partito democratico, il Movimento 5 stelle, Avs, A testa alta, Avanti, le civiche Vila, Agire Liberi, Marcianise in campo) e Antonello Velardi, già due volte sindaco della città, e sostenuto da cinque civiche.

venerdì, 22 Maggio 2026 - 23:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA