Avvocato minacciato con una pistola e costretto a scrivere un ricorso: un’ora e mezza di terrore


Lo ha tenuto sotto scacco per un’ora e mezza. Pistola puntata, urla. Martedì scorso, 16 giugno, un uomo di 81 anni è entrato nello studio legale dell’avvocato Giovanni Allegra e gli ha imposto di scrivere un ricorso per Cassazione. Il responsabile di questa aggressione è Giuseppe D’Angelo, un uomo di 81 anni, che ieri – nel carcere Burrafato di Termini Imerese – ha affrontato l’udienza di convalida del fermo al termine della quale il provvedimento è stato convalidato. Il giudice per le indagini preliminari Gregorio Balsamo ha disposto il carcere per l’uomo con le accuse di detenzione di arma clandestina, porto in luogo pubblico di arma clandestina, ricettazione dell’arma, estorsione e detenzione di munizioni.

I fatti si sono verificati nel comune di Termini Imerese, in Sicilia. D’Angelo è entrato nello studio dell’avvocato Allegra e, minacciandolo con una pistola già armata, ha costretto il legale per oltre novanta minuti a redigere un ricorso contro una sentenza di condanna a un mese di reclusione che gli era stata notificata lo scorso maggio. Una volta ottenuto il documento, l’81enne si è allontanato a bordo del proprio veicolo facendo perdere le sue tracce e rientrando nella sua abitazione a Cerda.

Dopo una notte di tentativi di contatto senza esito, i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento nel pieno rispetto delle procedure operative, bloccandolo e mettendolo in sicurezza prima che potesse reagire. La successiva e accurata perquisizione domiciliare e veicolare ha permesso di rinvenire, all’interno di un borsello occultato nell’auto dell’arrestato, una pistola semiautomatica calibro 45 con matricola abrasa, un colpo già in canna e un caricatore inserito contenente sei cartucce, oltre a un secondo caricatore con altre otto munizioni dello stesso calibro. L’arma, riconosciuta come quella utilizzata per minacciare il legale, è stata sequestrata; l’attività di ricerca, estesa anche all’interno dell’abitazione dell’81enne ha consentito di rinvenire e sequestrare ulteriori 94 cartucce.

L’episodio ha suscitato numerose reazioni nel mondo dell’avvocatura. L’Associazione Italiana Giovani Avvocati ha espresso «profonda preoccupazione e piena solidarietà» all’avvocato Giovanni Allegra, definendo quanto accaduto «un grave atto intimidatorio» che «non può essere derubricato a fatto di cronaca ordinaria». In una nota, l’Aiga ha ricordato come la funzione difensiva rappresenti «una delle colonne portanti dello Stato di diritto», sottolineando che ogni attacco a un avvocato costituisce un attacco al sistema delle garanzie democratiche. L’associazione ha inoltre richiamato l’attenzione sul crescente numero di intimidazioni e aggressioni ai danni dei professionisti del settore, chiedendo alle istituzioni misure concrete per garantire la sicurezza degli avvocati nell’esercizio delle loro funzioni. Tra le richieste anche il rilancio del percorso per il riconoscimento della figura dell’avvocato in Costituzione, ritenuto un presidio essenziale per la tutela dei diritti dei cittadini.

Solidarietà e vicinanza sono state espresse anche dal Consiglio nazionale forense, che ha definito quanto accaduto «un gravissimo atto di sopraffazione e violenza» e «un inaccettabile attacco al libero esercizio della professione forense». Il Cnf ha evidenziato come l’episodio si inserisca in un contesto di crescente insofferenza verso la funzione difensiva e ha ribadito la necessità di rafforzare gli strumenti di tutela degli avvocati, richiamando la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione della professione forense, adottata nel 2025 e già sottoscritta dall’Italia.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’Organismo Congressuale Forense, che ha espresso «la più ampia solidarietà e vicinanza» all’avvocato Allegra e all’intero Ordine degli Avvocati di Termini Imerese. Per l’Ocf l’aggressione impone di ribadire il valore della funzione difensiva quale presidio costituzionale irrinunciabile dello Stato di diritto. L’Organismo ha inoltre richiamato l’attenzione sul clima di crescente ostilità nei confronti degli avvocati, alimentato anche da una narrazione distorta sui media e sui social network. Un fenomeno che, secondo l’Ocf, rischia di delegittimare il ruolo della difesa e di favorire una visione sommaria della giustizia, contribuendo ad alimentare episodi di aggressione e intimidazione nei confronti dei professionisti. Per questo l’organismo ha annunciato che continuerà a monitorare con attenzione il fenomeno, promuovendo iniziative volte a rafforzare la tutela di chi opera quotidianamente nell’interesse della giustizia.

 

sabato, 20 Giugno 2026 - 17:58
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