Napoli, violenza sulle donne: oltre 2.100 procedimenti in Corte d’Appello e 8.399 al Gip. Parte corso formativo

di maga

Oltre 2.100 procedimenti iscritti nelle sezioni ordinarie della Corte d’Appello di Napoli negli ultimi tre anni e 8.399 iscrizioni presso l’ufficio GIP del Tribunale di Napoli. Sono i numeri illustrati dalla presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, in occasione dell’inaugurazione – avvenuta ieri (venerdì 19 giugno) – del percorso formativo “Riconoscere, prevenire, contrastare la violenza di genere”, promosso dall’Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere, nato dalla collaborazione tra Corte d’Appello di Napoli, Procura generale presso la Corte d’Appello e Cooperativa sociale Eva.

«La violenza contro le donne e la violenza domestica costituiscono una delle più gravi violazioni dei diritti umani e dei principi sanciti dalla nostra Costituzione. Esse ledono la dignità, la libertà e l’integrità della persona e compromettono il pieno esercizio dei diritti fondamentali che l’ordinamento è chiamato a garantire», ha affermato la presidente Covelli.

I numeri confermano la rilevanza del fenomeno anche sul piano giudiziario. Nelle sole sezioni ordinarie della Corte d’Appello di Napoli, nel primo semestre del 2026, sono pervenuti 655 procedimenti riconducibili alla violenza di genere, mentre quelli definiti sono stati 994. Particolarmente significativa risulta l’incidenza dei procedimenti relativi ai maltrattamenti contro familiari o conviventi, alle minacce e agli atti persecutori.

L’analisi del triennio 2024-2026 evidenzia inoltre 2.153 procedimenti iscritti nelle sezioni ordinarie della Corte d’Appello e 2.808 definiti nello stesso periodo. Numeri ancora più consistenti emergono dall’attività del Tribunale di Napoli: presso l’ufficio GIP, nel registro noti, le iscrizioni per reati riconducibili alla violenza di genere sono state 8.399, mentre le definizioni hanno raggiunto quota 6.080.

Dall’esigenza di rispondere in maniera sempre più adeguata e completa a questo drammatico fenomeno nasce il nuovo percorso formativo, che punta a costruire una formazione condivisa tra tutti gli operatori che, a diverso titolo, intervengono nella presa in carico delle vittime: magistrati, avvocati, forze dell’ordine, operatori sanitari, psicologi, assistenti sociali, personale scolastico e operatori dei servizi territoriali. «Magistrati, avvocati, appartenenti alle forze dell’ordine, operatori sanitari, psicologi, assistenti sociali, personale scolastico e operatori dei servizi territoriali svolgono funzioni differenti ma sono chiamati a concorrere a un unico obiettivo: garantire protezione, ascolto e sostegno alle vittime e costruire percorsi capaci di interrompere la spirale della violenza», ha sottolineato Covelli.

Tra gli obiettivi vi sono il riconoscimento precoce della violenza intrafamiliare, una conoscenza approfondita delle sue dimensioni sociali, culturali, psicologiche e giuridiche, la prevenzione della vittimizzazione secondaria, processuale e istituzionale e il superamento di stereotipi e pregiudizi che possono influenzare l’accertamento dei fatti.

Nel corso del suo intervento la presidente della Corte d’Appello ha evidenziato come la tutela delle vittime non possa essere affidata esclusivamente alla risposta giudiziaria, ma richieda un approccio integrato tra tutte le professionalità coinvolte. «Il percorso formativo che oggi inauguriamo nasce dalla consapevolezza che una tutela realmente efficace delle vittime richiede competenze condivise e una formazione comune tra tutti gli operatori che, a diverso titolo, entrano in contatto con il fenomeno della violenza», ha spiegato.

Ad aprire i lavori sono stati, oltre alla presidente Covelli, il procuratore generale Aldo Policastro, la presidente dell’Anm Napoli Leda Rossetti, il vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Alfredo Sorge, Valeria Valente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, la presidente della Cooperativa Eva Daniela Santarpia e Gennaro Pagano, coordinatore del Patto educativo della Chiesa di Napoli. Alla presentazione hanno partecipato anche numerosi rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui il generale Nicola Massimo Masciulli e il generale Francesco Greco.

Subito dopo l’inaugurazione ha preso il via il primo modulo del corso, dedicato all’analisi della matrice culturale della violenza nelle relazioni di intimità, all’approfondimento degli stereotipi di genere e alla capacità di individuare e decodificare le situazioni a rischio. Gli interventi sono stati affidati a Lella Palladino e Fabrizia Giuliani.

Il programma proseguirà nei prossimi mesi con un calendario di incontri che accompagnerà gli operatori fino alla fine dell’anno, nel tentativo di rafforzare la rete istituzionale e territoriale impegnata nel contrasto alla violenza di genere e nella tutela delle vittime.

sabato, 20 Giugno 2026 - 10:12
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