Il corpo avvolto in un telo nero, il fuoco e la plastica fusa in gola: l’orrore della morte di Esposito. Contestata la crudeltà

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Il giornalista Luca Esposito, ucciso a Eboli nella notte tra il 18 e il 19 luglio 2026
di gama

Dice che «non volevo ucciderlo», ma che «volevo dargli una lezione, volevo solo picchiarlo», perché era diventato più insistente, voleva rapporti sessuali anche lui ma «la mia fede me lo vieta». Ma nella notte a cavallo tra il 18 e il 19 luglio, in quel terreno agricolo isolato in Contrada Bivio Cioffi, quella “lezione” si è trasformata in un omicidio dalla dinamica talmente brutale che gli è stata contestata l’aggravante della crudeltà, perché – come sostenuto dal pm Alessandro Di Vico della Procura della Repubblica di Salerno, alla povera vittima è stato «un surplus di sofferenza fisica e psichica, eccedente la mera produzione dell’evento morte». Sono questi gli ultimi particolari sull’omicidio del giornalista sportivo Luigi “Luca” Esposito emersi dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata ieri (lunedì 27 luglio) dal giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino del Tribunale di Salerno a chiusura dell’udienza di convalida del fermo. Ridha Rahmouni, tunisino di 26 anni, senza fissa dimora e destinatario di un provvedimento di rimpatrio, è accusato di avere aggredito Esposito a mani nude, presumibilmente servendosi di quelli che il medico legale chiama «mezzi contundenti di offesa naturale»: forse un sasso, forse un ramo, forse qualche “elemento” trovato in terra. E si è scagliato contro il 53enne con una tale forza da provocargli profonde ferite al capo, al volto e al petto.

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Esposito è stramazzato al suolo e non si sa se, a questo punto, sia svenuto o sia rimasto cosciente. Fatto sta che, in questo crescendo di efferata violenza, Ridha Rahmouni raccoglie un sacco di plastica nero per serre probabilmente trovato nei paraggi, ci infila dentro il corpo di Esposito e gli dà fuoco. Anche su questo punto la dinamica non è ancora compiutamente ricostruita: il 26enne, secondo la ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti, si serve di arbusti e altro materiale presente sul posto, mentre bisognerà attendere l’esito degli accertamenti tecnici affidati ai carabinieri del Ris di Roma per capire se sia stato utilizzato anche del liquido infiammabile. Quel che invece è certo è che, complice anche il materiale di plastica del telo, le fiamme si sono propagate rapidamente e ciò è accaduto mentre Luca Esposito era ancora vivo. Forse pienamente vigile, forse agonizzante. Certamente il 53enne ha compreso quanto gli stava accadendo. Una morte atroce. Perché le fiamme hanno iniziato a bruciare il suo corpo e a bruciare quel telo di plastica, che gli si è sciolto addosso fondendosi con la pelle e scivolandogli anche in gola, nelle vie respiratorie. Di qui la contestazione dell’aggravante della crudeltà.

Un’aggravante che la difesa di Ridha Rahmouni ha tentato di mettere in discussione sostenendo che il 26enne non si fosse accorto che Esposito fosse ancora vivo quando gli ha dato fuoco. Sul perché abbia aggredito Esposito, Ridha Rahmouni ha confermato quanto già detto al pubblico ministero subito dopo l’arresto: lui ed Esposito si conoscevano da un anno, Esposito aveva avuto rapporti a pagamento con altri suoi connazionali e secondo il 26enne ci avrebbe provato insistentemente anche con lui. Il tunisino sostiene però di averlo sempre respinto perché «la mia religione lo vieta» e di essersi quindi deciso a «dargli una lezione». «Volevo solo picchiarlo», ha detto al gip. Una versione che però non convince gli inquirenti. Anzitutto il pm Alessandro Di Vico ritiene invece che quell’appuntamento fosse finalizzato a un incontro riservato e intimo. Sul posto del delitto sia dentro che fuori l’auto sono stati trovati oli per massaggi e preservativi. E in secondo luogo si ritiene che il 26enne, per ragioni ancora da esplorare, si sia recato sul posto con l’intento di uccidere Esposito, tanto che oggi – nell’ordinanza di custodia cautelare – gli viene contestata anche l’aggravante della premeditazione.

martedì, 28 Luglio 2026 - 11:32
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