Ciro Panico era un lavoratore. E viveva per la sua famiglia. Moglie e figli. Poi da qualche anno nella sua vita è arrivato anche un nipotino, che Ciro Panico adorava e al quale dedicava tutto il tempo libero.
Nel pomeriggio di ieri Ciro Panico, 54 anni, ha perso la vita mentre era al lavoro. Stava effettuando dei lavori di muratura sul balcone di un’abitazione in via Niglio 19 a Ercolano, comune in provincia di Napoli, quando è precipitato. Il volo di quattro piani non gli ha lasciato scampo: nell’impatto con il suolo Ciro Panico, che abitava proprio a Ercolano, ha riportato gravi traumi a causa dei quali è deceduto poco dopo all’Ospedale del Mare.
Come da prassi, la Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un’inchiesta. La salma è stata posta sotto sequestro. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri per chiarire la dinamica dell’incidente e la posizione lavorativa del 54enne. Anche il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, chiede «verità e trasparenza sulle misure di sicurezza adottate in quel cantiere» e chiede di «capire se erano previsti i ganci di ancoraggio per questo lavoratore». «Quella delle morti sul lavoro è una lunga scia che non ha mai fine. In un cantiere della metropolitana a Miano ieri un altro drammatico incidente. Bisogna arrestare questa folle escalation di incidenti sul lavoro – ha aggiunto Ricci -. Il Governo non incide con una legislazione vera, con un sistema di vigilanza, di prevenzione e un piano di assunzioni negli organi preposti al controllo della sicurezza. Bisogna individuare le imprese che tagliano sui costi ed eludono le misure obbligatorie e che rappresentano un cattivo esempio in un contesto dove si sono anche tante aziende che operano nella legalità, nel rispetto dei contratti e nell’adozione delle misure di base della sicurezza».
martedì, 4 Agosto 2026 - 11:51
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