Errori giudiziari, da Camera sì alla Giornata Enzo Tortora. 97 astenuti, Caiazza accusa: «Pagata cambiale all’Anm»

Enzo Tortora
di maga

Per ricordare. Per ricordare che la giustizia può non soltanto non essere giusta, ma può trasformarsi in un errore capace di travolgere e spazzare via la vita di persone innocenti. La Camera dei deputati ha approvato ieri, martedì 4 agosto, l’istituzione della Giornata nazionale Enzo Tortora, dedicata alla memoria delle vittime degli errori giudiziari.

Una scelta dal forte valore simbolico perché legata alla storia di un uomo che, da popolare conduttore televisivo, è diventato il volto più conosciuto di uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia italiana. La giornata sarà celebrata ogni anno il 17 giugno: in quel giorno del 1983 Enzo Tortora, il conduttore di Portobello, venne arrestato per traffico di droga e associazione mafiosa e per lui fu l’inizio di un lungo calvario giudiziario che lo vide sette mesi in carcere e sei ai domiciliari. Le accuse, rumorose ma senza uno straccio di riscontro, dei collaboratori di giustizia, poi la condanna in primo grado a 10 anni di reclusione. Quindi, nel 1986, il processo in Appello con l’assoluzione firmata dai giudici della Corte d’Appello di Napoli e la conferma di questa sentenza da parte della Cassazione, arrivata nel 1987.

Il provvedimento – che deve passare al Senato per il via libera definitivo – ha ottenuto 178 voti favorevoli, nessun voto contrario, ma ci sono stati ben 97 astenuti. Il sì convinto è arrivato dal centrodestra e da alcuni partiti di opposizione, vale a dire Italia Viva (il cui vicepresidente Davide Faraone è tra i primi firmatari della proposta di legge), Azione e +Europa. Gli astenuti, invece, sono stati i deputati di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Proprio il voto degli astenuti è diventato il principale terreno dello scontro politico. Il capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, ha parlato di «uno schiaffo» alle vittime degli errori giudiziari. «Vadano a spiegare questa scelta a 100 mila innocenti che hanno perso ingiustamente la libertà», ha attaccato Costa, riferendosi agli astenuti.

Dall’esterno del Parlamento tuona Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Osservatorio Giustizia della Fondazione Luigi Einaudi ed ex presidente dell’Unione delle Camere penali italiane: il mancato “sì” di quelli che Caiazza chiama «i Don Abbondio nostrani» «è solo una delle molte cambiali che Pd, Avs e 5 Stelle sanno di dover pagare alla leadership politica dell’Anm per la vittoria del No».

+Europa randella gli astenuti ma anche il centrodestra, che oggi si intesta questo risultato. Il presidente di +Europa e Radicali Italiani Matteo Hallissey si è scagliato contro gli astenuti, parlando di una scelta «vergognosa e ipocrita». «La giornata dedicata alle vittime degli errori giudiziari, in particolare alla memoria di Enzo Tortora, doveva essere un momento di unità politica al di sopra delle appartenenze e a difesa dello Stato di diritto», ha dichiarato. «Il M5S, assieme a Pd e Avs, si è astenuto dal voto: non ci hanno messo la faccia per ricordare le vittime di errori giudiziari, di chi viene gettato nel tritacarne dell’opinione pubblica e della malagiustizia, distruggendo vite intere», ha concluso.

Riccardo Magi, segretario di + Europa, ha puntato il dito contro la destra: «Che la destra oggi si intesti questa battaglia è grottesco: il governo è la maggioranza che ha creato più reati, che ha abbassato l’età dell’imputabilità, che aumenta le pene e aggrava il problema del sovraffollamento carcerario. Non può definirsi garantista se non a parole e per gli amici». Poi ha ammonito: «La battaglia per una giustizia giusta non si esaurisce certo in una giornata simbolica, ma è per noi un impegno quotidiano che parte dalle carceri».

A difendere la scelta del Partito democratico ci ha provato la deputata dem Rachele Scarpa: l’astensione non è una bocciatura tout court della proposta di legge, di cui viene sottolineata la «bontà», quanto una censura per il «metodo» usato per far arrivare in Aula il provvedimento. Scarpa evidenzia che si è arrivati al voto «senza il mandato al relatore, senza la discussione degli emendamenti e senza un vero confronto in Commissione». Ciò avrebbe impedito al gruppo parlamentare del Pd di «offrire il proprio contributo su una materia che avrebbe richiesto il massimo della condivisione». L’auspicio, ha detto Scarpa, è che al passaggio in Senato «sia finalmente consentito un confronto vero» per poter arrivare anche a un voto favorevole. «Il ricordo di Enzo Tortora, la riflessione sul giusto processo, la tutela della presunzione di innocenza, la prevenzione degli errori giudiziari e delle ingiuste detenzioni» sono «temi sui quali il Partito democratico è da sempre fortemente impegnato», ha sottolineato Scarpa.

Dal fronte della maggioranza si è rivendicato il significato storico della giornata. «Dal 1992 quasi 950 innocenti ogni anno sono stati privati della loro libertà – ha detto il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi -. Per loro e per le loro famiglie votiamo a favore di questa proposta di legge». Enrico Costa ha aggiunto: «La malagiustizia esiste e rovina la vita delle persone che ne sono vittime». La deputata della Lega ed ex magistrata Simonetta Matone ha invece lanciato uno strale all’indirizzo dei suoi magistrati: «Questa non è una legge contro i magistrati, ma una legge per una giustizia giusta che sa riflettere su se stessa e riconoscere i propri errori». Per poi affondare il colpo nei confronti di chi si trovò a gestire il caso Tortora: «Ricordo che la cosa più scandalosa della vicenda Tortora è che i tre magistrati responsabili dell’errore giudiziario non furono né censurati né radiati, ma fecero una carriera bellissima, premiati con incarichi apicali».

Da annotare, infine, l’intervento di Faraone, primo firmatario del provvedimento: «La proposta viene approvata con ritardo, per responsabilità della maggioranza, e c’è il rischio che il Senato non faccia in tempo a votarla». Faraone ha  aggiunto che «tutti i nodi e i problemi della giustizia restano irrisolti», dalla responsabilità civile dei magistrati agli automatismi di carriera fino alle tutele per gli imprenditori accusati ingiustamente.

Nel corso dell’esame degli ordini del giorno è stata inoltre approvata una proposta di Italia Viva che impegna il governo sul tema della responsabilità giuridica dei magistrati. Costa ha annunciato una proposta di legge di Forza Italia «per garantire ai cittadini il risarcimento dei danni nei casi di malagiustizia».

mercoledì, 5 Agosto 2026 - 12:41
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