Scampia, bimba trovata morta nell’auto del nonno L’autopsia rivela: fu vittima di abusi sessuali

La procura di Napoli
di amministrazione

di Manuela Galletta


C’è una storia difficile da raccontare dietro la morte di Sara (il nome è di fantasia). Dietro la morte di quella bambina di tre anni e mezzo soffocata da un boccone di mozzarella e trovata cadavere il 10 luglio scorso nell’auto del nonno parcheggiata a pochi metri dall’ingresso del campo nomadi di Scampia. E’ una storia di abusi sessuali. Di violenze perpetrate per lungo tempo. L’autopsia, quella disposta per prassi in casi come questi e dalla quale null’altro ci si aspettava se non la conferma che fosse accaduta una fatalità, ha invece fatto affiorare uno scenario che ora sposta le indagini della procura in una direzione più oscura e impervia. I consulenti nominati dai pm, secondo indiscrezioni, avrebbero individuato i segni inequivocabili delle violenze.
L’inferno dietro la tragedia. E l’inferno, per Sara, potrebbe essersi materializzato all’interno di quell’accampamento che era casa sua. Lo stesso accampamento dove il 10 luglio la bambina ha trovato la morte soffocata da un boccone di mozzarella. La zia della piccola è stata arrestata per abbandono di minore e omicidio colposo in relazione al drammatico evento: Sara le era stata affidata, e lei – è l’atto d’accusa – non avrebbe vigilato sulla nipotina, lasciandola così in balia di quel morso di cibo che le ha tolto il respiro. Il capitolo della violenza è un’altra storia. Il pool di pm coordinato dal procuratore Giuseppe Lucantonio ha già aperto un fascicolo d’inchiesta. Contro ignoti, per ora. Sarà un’indagine faticosa. Un’indagine che comincerà laddove questa maledetta storia è cominciata. Nel campo rom di Scampia. Dove il corpicino di quella bambina di tre anni e mezza è stato ritrovato senza vita.

venerdì, 27 ottobre 2017 - 19:43
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