Mafia, il boss ordina l’omicidio della figlia: «Sta con un carabiniere, s’è fatta sbirra»

di Manuela Galletta

di Manuela Galletta


«Tua sorella si è fatta sbirra», diceva. E lo andava ripetendo con in corpo la rabbia di chi sente il suo mondo gravemente minacciato. «S’è fatta sbirra» e andava uccisa. Andava uccisa dal suo stesso sangue.

Palermo, anno del Signore 2017. Qui dove la mafia viene prima della famiglia, prima ancora dell’amore (naturale e viscerale) verso il proprio figlio, il boss Pino Scaduto ha deciso di sacrificare la vita della figlia sull’altare dei (contro)valori e delle regole bestiali di Cosa Nostra. La colpa della giovane è stata quella d’essersi innamorata della persona «sbagliata». In un bar di Bagheria, paesone di 55mila anime alle porte del capoluogo siciliano, è scoccata la scintilla tra lei e un maresciallo dei carabinieri. Una persona perbene, una di quelle che ai mafiosi dà la caccia. E che, per questa ragione, diventa, nel mondo capovolto di Scaduto, la minaccia da annientare. L’ordine di compiere il più brutale dei delitti che un padre possa ordinare è partito così. E’ partito per eliminare un nemico – il militare dell’Arma – e per salvare la faccia all’interno di quella «famiglia» – la mafia – che conta più di qualsiasi legame di sangue. «Tua sorella si è fatta sbirra», era il mantra di Pino Scaduto. Un ritornello intriso di disprezzo e furore. Il furore che di lì a poco lo ha portato ad imporre all’altro suo figlio di soffocare nel sangue quell’amore che tanto imbarazzo aveva provocato agli Scaduto. Già, il boss aveva imposto al suo erede di ammazzare la propria sorella e pure il suo compagno. Una richiesta orribile. Persino per chi ha studiato, e ha fatto propri, gli strani «codici d’onore» di Cosa Nostra. E’ successo così che quel ragazzo che avrebbe dovuto ammazzare sua sorella s’è ribellato al proprio padre: «Io non lo faccio, il padre sei tu e lo fai tu… io non faccio niente… mi devo consumare io? Consumati tu, io ho trent’anni, non mi consumo», s’era sfogato con un amico, quest’ultimo intercettato dai carabinieri. Quel diniego ha ritardato i piani di Scaduto – che da sei mesi era in libertà vigilata e puntava a riorganizzare Cosa Nostra – e ha salvato due vite. Questa mattina Bagheria s’è svegliata al suono del sirene e al tintinnio delle manette. Sedici persone sono finite in carcere. Scaduto incluso. L’inchiesta che ha fatto scattare le ordinanze di custodia cautelare racchiude un rosario di accuse di estorsione a commercianti e imprenditori. Ma racchiude anche l’assurda storia di un mafioso pronto a sacrificare la propria figlia in nome di (dis)valori e regole bestiali di malavita.

lunedì, 30 ottobre 2017 - 17:28
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