Morì dopo intervento a milza sana: medici e radiologa vanno a processo Accusati del decesso di una 77enne

Nella foto Elena Migliozzi, la 77enne deceduta dopo un intervento alla milza sana
di Dario Striano

Morire per una diagnosi sbagliata: un’operazione alla milza sana, un’operazione inutile. Accadeva nel 2015. Accadeva presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento, nosocomio della costiera sorrentina. Elena Migliozzi, 77enne di Gragnano, è la vittima di quella che la procura di Torre Annunziata ha definito una storia di malasanità. Una storia per la quale tre persone sono state rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale oplontino ha disposto il processo per il primario Pietro Gnarra e il medico Loris Tango, entrambi in servizio presso l’ospedale sorrentino, e per il componente del reparto di Radiologia dello stesso presidio sanitario, Chiara D’Errico. Stralciata, invece, la posizione di Lucio Vitale, primario di Radiologia, inizialmente, coinvolto nell’inchiesta. Il dibattimento inizierà il prossimo 15 febbraio dinanzi al giudice monocratico di Torre Annunziata.

La storia al centro dell’inchiesta risale al 10 settembre 2015: l’anziana fu ricoverata nell’ospedale sorrentino dopo una visita al nosocomio di Vico Equense presso cui si era recata per delle perdite di sangue da una gamba. Dall’ecografia era emersa la presenza di liquido nell’addome per una presunta lesione della milza. Diagnosi confermata da una tac successiva all’addome, condotta, questa volta, al Santa Maria della Misericordia. Da qui, la decisione di operare la signora, fino alla sorprendente scoperta: soltanto in sala operatoria, i medici si accorsero, infatti, che la milza era intatta. Ne seguirono tre giorni di lenta agonia in sala di rianimazione, poi il decesso della 77enne. Di qui la denuncia sporta dal figlio della vittima che ha messo in moto la macchina investigativa. Secondo quanto evidenziato dall’autopsia eseguita dal medico legale della procura, nel caso di Elena Migliozzi si è verificato un errore diagnostico, dal quale sono scaturiti gli eventi che hann portato alla morte della donna.

poi scenario di altri “morti sospette”. Ben tre nel giro di due anni. Quella di Salvatore Fusco, ad esempio, 69enne di Piano di Sorrento deceduto, lo scorso  agosto, in seguito a un intervento chirurgico all’addome, su cui la procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo: al vaglio di inquirenti e investigatori c’è la posizione di sette medici a cui sono stati notificati gli avvisi di garanzia.  Indagati i sei che, alternandosi, hanno prestato le cure al paziente e il chirurgo che per primo lo aveva visitato e autore della diagnosi contestata dai familiari della vittima: una gangrena gassosa, sindrome infettiva acuta, spesso letale. O, ancora, quella di Immacolata Spano, 88enne di Sorrento, caduta da una barella durante il trasferimento in Radiologia per un’analisi su una presunta gastrointerite acuta: su cui indagano la procura di Torre Annunziata e la caserma di Sorrento, mentre l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato un’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità del personale.  Quindi, infine, quella per infarto del 55enne pompeiano Giuseppe Ruocco, denunciata da mogli e figli della vittima, recatasi all’ospedale per una febbre molto alta. La procura di Torre Annunziata ha disposto la riesumazione della salma in vista dell’autopsia.

 

lunedì, 4 dicembre 2017 - 15:13
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