Delitto Genny Cesarano, killer stangati Ergastolo a quattro dei Lo Russo, inutile la confessione in zona Cesarini

Nella foto il 17enne Gennaro Cesarano, vittima innocente della camorra
di Manuela Galletta

Ergastolo. Nonostante gli imputati, l’uno dopo l’altro, abbiano confessato la propria responsabilità. Una confessione in zona Cesarini rilasciata sull’onda lunga della speranza di abbracciare il salvagente delle attenuanti generiche e di scansare, in tal modo, lo scoglio del carcere a vita.
Il processo con rito abbreviato sull’omicidio di Genny Cesarano, il 17enne colpito a morte nel pieno di una “stesa”, si chiude così. Si chiude poco dopo la mezza col verdetto firmato dal giudice per le indagini preliminari Alberto Vecchione del Tribunale di Napoli. Il fine pena mai – invocato dal pubblico ministero antimafia Enrica Parascandolo che ha confezionato l’inchiesta e sostenuto l’accusa in giudizio – è stato deciso per Luigi Cutarelli, Antonio Buono, Ciro Perfetto e Mariano Torre, tutti affiliati clan Lo Russo di Miano e tutti componenti del commando che quel maledetto 6 settembre del 2015 entrarono in azione. Condannato anche Carlo Lo Russo, all’epoca a capo del sodalizio: il ras ha rimediato 16 anni, pena più mite perché l’imputato è passato a collaborare con la giustizia e si è visto riconoscere le attenuanti previsti dalla legge per i pentiti.
Genny si trovava in piazzetta Sanità, quando il gruppo di fuoco sparò all’impazzata per ‘vendicarsi’ delle pistolettate che quelli del gruppo Esposito, poche ore prima, avevano rivolto contro la casa di un fedelissimo dei capitoni. Genny fu colpito a morte da una di quelle pallottole. Vittima innocente della follia della camorra. Vittima innocente ad appena 17 anni.

mercoledì, 6 dicembre 2017 - 13:05
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