Ergastolo ostativo, la disciplina va rivista: la Grande Camera della Cedu boccia il ricorso dello Stato italiano

Cella Carcere

L’ergastolo ostativo va rivisto. Ché, come sentenziò nel giugno scorso, la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo è «inammissibile privare le persone della libertà senza impegnarsi per la loro riabilitazione e senza fornire la possibilità di riconquistare quella libertà in una data futura».

Intorno alle due e mezza di oggi pomeriggio la ‘Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo’, che è legata al Consiglio d’Europa, ha messo un punto fermo all’applicazione di questo tipo di ergastolo – disciplinato dall’articolo 4bis dell’ordinamento penitenziario – bocciando il ricorso che lo Stato italiano avevano proposto proprio contro quella sentenza della Cedu del giugno scorso. L’ergastolo ostativo, a differenza dell’ergastolo semplice, non prevede benefici. Esso è applicato a reati gravissimi reati gravissimi come l’associazione mafiosa o il terrorismo, in assenza di collaborazione con la giustizia da parte del condannato.

A presentare il ricorso alla Cedu contro l’ergastolo ostativo era stato Marcello Viola, in carcere dall’inizio degli anni Novanta per associazione mafiosa, omicidio, rapimento e detenzione d’armi. L’uomo, che sinora ha deciso di non collaborare con la giustizia si è visto rifiutare le richieste per i permessi premio. In caso di ergastolo ostativo l’unica possibilità, attualmente, di ottenere benefici è quella di iniziare a collaborare con la giustizia.

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martedì, 8 ottobre 2019 - 15:23
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