L’incredibile caso del rave party che nessuno ferma: 8mila persone assembrate e due morti, ma la festa continua


C’è un posto, nel cuore d’Italia, che sembra sfuggire a ogni regola: da quelle anti-contagio a quelle di umana convivenza. E’ il rave party che da sei giorni va avanti nelle campagne di Valentano, in provincia di Viterbo, a un tiro di schioppo dalla Toscana. Ottomila persone, nella notte di Ferragosto si pensa ne fossero addirittura 10mila, accampate nelle loro tende: nessun distanziamento sociale, igiene da camping improvvisato e non solo. Tra fiumi di droghe, contatti sessuali troppo ravvicinati e disordini, c’è stata anche una morte sospetta su cui ora indaga la procura di Viterbo, quella di un venticinquenne rinvenuto cadavere nel lago di Mezzano, a poche centinaia di metri dal campo in cui si svolge la festa. Si indaga per morte come conseguenza di altro reato. E un altro giovane è deceduto dopo essere finito con altri quattro in coma etilico.

C’è un posto, nel cuore d’Italia, dove da cinque giorni migliaia di giovani, in maggioranza provenienti dall’estero, nessuno riesce a fermare la festa. Le forze dell’ordine hanno infine delimitato, con grande difficoltà, l’area del rave quantomeno per identificare chi esce e impedire nuovi arrivi, ma almeno sino a ieri sera non si era riusciti a sgomberare l’area. Un’anarchia completa, assurda in tempi di Covid.

L’evento, durante il quale i partecipanti si accampano sotto il sole, ascoltano musica ad alto volume, bevono molto e assumono in qualche caso sostanze, non è stato mai autorizzato. Ogni tentativo di mediazione è fallito, del resto è un raduno spontaneo, in cui si arriva dopo aver risposto al tam tam digitale. E la situazione, monitorata dalla Asl viterbese, diventa di ora in ora più grave soprattutto per il rischio di un focolaio di contagi visto che i partecipanti spessi scendono nei paesi vicini per rifornirsi di cibo e bevande.

Ieri è intervenuto l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato: «Non è possibile alcuna mediazione – ha dichiarato – Va riprostinato l’ordine pubblico, le persone vanno identificate e individuate  le responsabilità di questo assembramento». Sulla situazione ha poi detto la sua il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha preannunciato l’intervento delle forze di polizia «nella consapevolezza anche delle gravi preoccupazioni delle comunità locali». Dunque, ha continuato, si sta lavorando «per ripristinare la legalità» in breve tempo, affidandosi alle autorità provinciali.  La Prefettura di Viterbo ha già tenuto una riunione per l’ordine e la sicurezza al fine di fare il punto della situazione, ma dopo sei giorni la polemica è ormai alle stelle. Il leader della Lega Salvini parla di «schiaffo al buon senso degli italiani che rispettano le regole» e accusa il Viminale di immobilismo. Giorgia Meloni accusa: «Nessuno ancora intervenuto a sgomberare il campo, Lamorgese dove sei?». Parla di «resa dello Stato» il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri mentre Luca Sani (Pd) non esita a definire la situazione una «grave inadempienza da parte del ministero dell’Interno».

Intanto da questa mattina è partito un primo deflusso di partecipanti, soprattutto di quelli meno organizzati che hanno deciso di pernottare nei paesi dell’hinterland per poi tornare a casa. Ma è ancora poco. Secondo quanto emerso, il rave dovrebbe durare dieci giorni. Dieci giorni di anarchia che quei paesi non possono subire nell’immobilismo generale.

giovedì, 19 Agosto 2021 - 08:23
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