Il crimine getta la sua ombra su Torre Annunziata, appello di Libera: «Non ci sono più alibi, agire per salvare la città»

Torre Annunziata

Nel trentasettesimo anniversario della cosiddetta strage di Sant’Alessandro, da Torre Annunziata (Napoli) si leva il grido di allarme di Libera. Don Ciro Cozzolino, referente del presidio oplontino dell’associazione di don Luigi Ciotti, tuona: «Il quotidiano susseguirsi di fatti criminali – drammatici e devastanti –  dice don Ciro – che si svolgono nelle strade ci mostrano una città ormai allo stremo della tenuta sociale, dove la sicurezza e la vivibilità è particolarmente precaria. Quanto sta accadendo non lascia più alibi alle responsabilità delle istituzioni (amministrazione comunale per prima) ma anche di noi cittadini».

Il sacerdote fa riferimento non solo alle recenti ”stese” che hanno interessato diversi quartieri della città, specie quelli a più alta densità criminale, ma anche agli episodi drammatici come quello dell’uccisione di Maurizio Cerrato, il padre ferito a morte per avere difeso la figlia, alla quale era stata squarciata una ruota dell’auto che aveva parcheggiato in strada su un posto ”occupato” con una sedia.

«Questa insostenibile realtà – prosegue il referente di Libera a Torre Annunziata – chiede a noi comunità una sola cosa: lasciare il buonismo dell’indifferenza per far posto alla determinazione di costruire una ‘nuova Torre Annunziata’, fondandola su valori di giustizia e legalità per la cura appassionata e competente del bene comune».

L’appello di don Ciro Cozzolino arriva nell’anniversario della cosiddetta ”strage di Sant’Alessandro”: il 26 agosto del 1984 infatti un commando composto da quattordici sicari aprì il fuoco in un circolo dei pescatori di Torre Annunziata frequentato anche da esponenti del clan Gionta. Rimasero uccise otto persone, mentre i feriti furono sette. «Siamo consapevoli – conclude il prelato – che, da soli, non potremo far nulla per trasformare l’agonia in speranza. Da qui il nostro accorato appello – ad ognuno e alle forze sociali – ad uscire da se stessi, dalle proprie sicurezze e da ogni forma di corporativismo per la difesa di privilegi. Camminare e agire insieme è necessario alla vita della città e dei cittadini! Noi ci siamo».

All’appello di don Cozzolino si associa Sandro Ruotolo, giornalista e senatore: «Bisognerà di nuovo accendere i riflettori su Torre Annunziata – dichiara – L’appello disperato lanciato oggi da Libera contro le mafie non può lasciarci indifferenti. È da tempo che sottolineiamo la drammaticità della situazione in città come Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Torre del Greco dove inchieste della magistratura hanno messo in evidenza i rapporti tra la camorra e la politica, dove come nel caso di Castellammare di Stabia, la commissione d’accesso sta accertando se ci sono le condizioni per sciogliere il Comune per infiltrazioni camorristiche. Nella stessa Torre Annunziata la democrazia è indebolita: la giunta resiste anche se non ha più sostegno dopo l’arresto per corruzione del dirigente dell’ufficio tecnico e successivamente del vicesindaco che si era dimesso. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna schierarsi, camminare e agire insieme».

giovedì, 26 Agosto 2021 - 14:44
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