Napoli, favori a due boss della camorra: arrestato avvocato penalista di Aversa Condannato a 11 anni, si era reso latitante

Tribunale Giustizia
di Manuela Galletta

Quella condanna, ha cercato di non scontarla. Ché undici di carcere sono un’eternità. Soprattutto se prima di finire sotto accusa e di venire trafitto dalla spada di una sentenza di colpevolezza, hai vissuto una vita di agi e hai goduto di uno status sociale invidiabile.  Giuseppe Stabile, storico e noto avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, era fuggito da casa – dove era detenuto ai domiciliari – il 22 dicembre dello scorso anno. Era fuggito perché la Cassazione è in procinto di decidere del suo futuro. E la decisione rischia di tradursi in una conferma della condanna emessa nell’ottobre del 2016 in Appello. La fuga del penalista, residente ad Aversa, è terminata ieri mattina – 25 gennaio – a Sassari, in Sardegna, dove i carabinieri l’hanno individuato al termine di una mirata attività di indagine. Cinquantadue anni, Stabile è stato trasferito nel carcere di Bancarli, a disposizione della magistratura napoletana.
Il 25 ottobre del 2016 Giuseppe Stabile si è visto confermare in sede di Appello la condanna a undici anni e quattro mesi di reclusione per due contestazioni di concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Contestazioni fondate sulle dichiarazioni di due boss (divenuti pentiti) che Stabile aveva difeso prima di essere travolto dall’inchiesta dell’Antimafia, Vincenzo Aversano e Vincenzo Marrazzo (rispettivamente di Grumo Nevano e Casandrino). L’avvocato, in particolare, è stato riconosciuto colpevole di aver fatto da ambasciatore per conto del padrino Vincenzo Aversano, arrivando persino a mediare una compravendita di armi. E’ stato condannato, inoltre, per aver consegnato al detenuto Vincenzo Marrazzo due lime usate dal camorrista per segare le sbarre della casa lavoro a Cagliari dove nel maggio del 2008 era detenuto consentendogli così di evadere.

venerdì, 26 gennaio 2018 - 14:55
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