Castellammare, processo Bobbio-Marinelli Testimone in aula scagiona i due imputati: «I debiti con Equitalia estinti dal sindaco»

di Dario Striano

Avrebbe portato lei a termine la pratica Equitalia dell’ex sindaco Luigi Bobbio. Con una delega scritta firmata dall’allora primo cittadino, un assegno ‘al centesimo’ e un pago bancomat. Eseguendo così con precisione le istruzioni dettatele dai funzionari della società addetta alla riscossione dei tributi. Il racconto della dottoressa Francesca Graziuso, chiamata a testimoniare, questa mattina, dalla difesa dinanzi al tribunale oplontino (presidente Federica De Maio), potrebbe rivelarsi un punto a favore per l’ex primo cittadino di Castellammare di Stabia, oggi imputato, assieme al professore Felice Marinelli, per corruzione «per atti contrari ai doveri di ufficio». Una vicenda che risale al 2011 quando nel mirino della guardia di finanza stabiese finiscono i debiti dell’allora sindaco con Equitalia. Circa 8mila euro di multe e tasse non pagate che sarebbero stati poi adempiuti, secondo gli inquirenti, dal commercialista Marinelli come ringraziamento per essere stato nominato consulente di una partecipata comunale.

La testimone scagiona gli imputati. «Incarico su delega del sindaco»
La commercialista Graziuso, all’epoca dei fatti, praticante presso lo studio del “super consulente” Marinelli, ha spiegato ai giudici, mostrando documenti, deleghe e pratiche, che l’estinzione del debito con la società di riscossione tributi le sarebbe stata commissionata da Bobbio e da nessun altro. E che, contrariamente a quanto sostiene l’accusa, l’operazione non sarebbe stata riconducibile al commercialista Marinelli, come testimonierebbe una delega scritta rilasciata dall’ex primo cittadino alla Graziuso nell’aprile 2011. Una delega per accedere ad un piano di rateizzazione per multe e sanzioni non pagate, finite poi nel mirino degli inquirenti. «Un funzionario di Equitalia mi illustrò le pratiche per l’estinzione delle ipoteche. Così in data 29 aprile 2011 ho eseguito le istruzioni e, tramite una delega firmata da Bobbio, ho versato due assegni per il pagamento del debito. Un assegno circolare da 6mila euro e un altro assegno bancario, che ho compilato sul posto, perché l’importo preciso mi sarebbe stato detto al momento della presentazione della pratica. Il pagamento doveva essere preciso al centesimo. Ho provveduto al momento del versamento a compilare totalmente l’assegno. Il totale dell’operazione era di 8mila 149,42 euro. Soltanto dopo alcune indagini dei funzionari di Equitalia ho scoperto che il reale e totale importo della operazione era di 8mila300 euro e ho provveduto così a saldare la differenza tramite bancomat».

Lo staffista del sindaco sulla nomina del professor Marinelli. «Non saprei dirvi»
Cifra che secondo gli inquirenti sarebbe stata coperta dal commercialista Marinelli per ‘ringraziare’ il sindaco di esser stato nominato consulente di una partecipata comunale. Carica ambita per cui avrebbero concorso altri 14 commercialisti con un punteggio più alto rispetto a quello del professore universitario, oggi imputato. Circostanza impossibile da ricostruire per l’ex consigliere comunale Giovanni Ingenito, all’epoca dei fatti, staffista del sindaco. Chiamato a testimoniare dalla difesa, l’ex capo gabinetto di Bobbio ha sì chiarito che i rapporti tra Marinelli e l’ex primo cittadino erano confidenziali ma ha anche ammesso di non poter rivelare i dettagli della nomina. «Ricordo che in campagna elettorale Marinelli mi fu presentato dal sindaco come esperto di consulenze e persona di fiducia. Dalle elezioni fino a fine mandato, prima da volontario, poi a contratto, ho curato l’agenda dell’onorevole Bobbio. Ricordo che mi chiedeva di ricordargli appuntamenti telefonici con il professore Marinelli relativi ad alcune pratiche, ma non ricordo quali. Della selezione dei curricula per la carica di consulente non saprei dirvi. Il mio era una ruolo politico. La vicenda non riguardava le mie mansioni».

lunedì, 29 gennaio 2018 - 21:29
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